Alfonso Maruccia

AMD, al CES l'APU Ŕ mobile

Sunnyvale si affida alle divinitÓ ind¨ con la speranza di piazzare quanti pi¨ SoC possibile nel nuovo mercato dei tablet e dei PC ultraportatili. Grazie a touch e gesture integrati nel silicio

Roma - Il CES 2013 di AMD fa rima con soprattutto con "Temash", la nuova APU (con CPU e GPU fuse insieme) che rappresenta il primo vero sistema "SoC" (System-on-a-Chip) completo del produttore statunitense. Il chip di Sunnyvale arriva nel 2013 e promette performance importanti accanto a un'efficienza energetica senza precedenti.

Basato su core x86 "Jaguar" e GPU "graphics core next" (GCN), Temash viene definito come il primo processore SoC quad-core a comparire sul mercato e fa parte di una più ampia lineup che AMD ha rinnovato in occasione dello show dell'elettronica del Nevada.

Se Temash sarà infatti indirizzato ai notebook ibridi e ai tablet di maggiori performance, il SoC Kabini verrà integrato su sistemi ultracompatti (portatili e non solo): entrambe le APU offrono naturalmente il pieno supporto a Windows 8, alle DirectX 11.1 e al gaming 1080p in mobilità.
Un'altra APU AMD ("Richland") è invece in via di distribuzione agli OEM per applicazioni di riconoscimento facciale e gestuale: in questo caso si parla di core x86 "Piledriver" e incrementi prestazionali fino al 40 per cento rispetto alle APU A8-4555M.

Parlando di riconoscimento gesture, le APU Richland e Temash possono contare sull'integrazione della tecnologia sviluppata da eyeSight per la gestione di questo genere di interazione a livello di silicio: AMD sostiene che con eyeSight si ottiene una maggiore precisione nei movimenti e una riduzione del tempo di processing pari a 20 volte il precedente in software.

AMD lavora poi all'estinzione del computing via mouse+tastiera presentando un'esperienza di computing "immersivo" con la sua installazione SurroundHouse mostrata durante il CES, e intanto declina in via ufficiale la già annunciata linea di GPU Radeon HD 8000 per mobile e desktop.

Ma tutto ciò non aiuterà AMD a risollevarsi da una situazione finanziaria che sembra senza via d'uscita, almeno stando alla banca di investimenti Barclays Capital: Sunnyvale si merita un downgrade per un business che è oramai di secondo piano rispetto alla concorrenza (Intel in primis).

Alfonso Maruccia
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