Mauro Vecchio

Motorola contro Microsoft, Xbox in salvo

La società controllata da Google ritira le accuse di violazione di brevetto per le tecnologie di compressione H.264. Soddisfazione da parte di Microsoft

Roma - Aria di disarmo nella grande guerra dei brevetti, a pochi giorni dalla chiusura delle indagini alla Federal Trade Commission (FTC) sulle presunte condotte commerciali scorrette del colosso Google. L'azienda di Mountain View ha deciso di ritirare le accuse nei confronti di Microsoft, nel mirino legale di Motorola Mobility per la violazione di alcune tecnologie legate al formato di compressione video H.264.

Alla fine del 2010, la società di Chicago si rivolgeva alla statunitense International Trade Commission (ITC) accusando BigM di sfruttamento indebito di svariate tecnologie su prodotti come la console videoludica Xbox. Alla base del contenzioso un gruppo di cinque brevetti detenuti da Motorola Mobility - poi da Google, dopo l'acquisizione miliardaria - e legati a tecnologie essenziali come connessioni wireless e video codec.

Vibranti proteste da parte del gigante di Redmond, che aveva denunciato tassi di royalty eccessivamente alti per l'utilizzo autorizzato di tecnologie che - in teoria - dovrebbero essere licenziate a condizioni FRAND (giuste, ragionevoli, non discriminatorie). Google veniva così accusata di aver montato una campagna pubblica e di lobby per sviare l'attenzione dal suo rifiuto di onorare la promessa di concessione delle licenze FRAND.
Se resteranno in piedi le accuse relative a tecnologie non ritenute essenziali per il mercato high-tech, Google lascerà cadere le sue richieste sui due brevetti legati al formato H.264. La Grande G ha così iniziato ad onorare il suo impegno con i rappresentanti di FTC, che hanno chiesto alla stessa azienda californiana di non pretendere misure restrittive sulla vendita nazionale di prodotti con brevetti relativi a standard come ad esempio il 3G.

Mauro Vecchio
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