Cristina Sciannamblo

Watson, il supercomputer impertinente

Fallito il tentativo di trasmettere alla creatura di IBM lo slang di Internet. Il sistema non è in grado di discernere tra un linguaggio educato e il turpiloquio

Roma - Nel tentativo di rendere un supercomputer "intelligente" quanto più simile agli esseri umani è possibile incorrere in alcuni incidenti, incluso il turpiloquio. È successo a Watson, il sistema di intelligenza artificiale realizzato da IBM, capace di interagire con un linguaggio naturale.

Durante la fase di preparazione al superamento del test di Turing, i ricercatori di Big Blue hanno pensato bene di trasmettere al supercomputer il bizzarro slang di Internet, popolato da parole come "YOLO", "LOL", "OMG" e altre espressioni in cui gli internauti di lungo corso si saranno imbattuti almeno una volta. Una missione che ha avuto come effetto collaterale l'apprendimento di termini non proprio eleganti, spesso utilizzati come un insulto nei confronti dell'interlocutore.

Il supercomputer IBM ha cominciato a mostrare comportamento alquanto maleducato nel corso delle conversazioni di routine. Un errore dovuto alla mancanza di distinzione tra un vocabolario educato e le brutte parole.
Un errore che, secondo il ricercatore di IBM Eric Brown, costituirebbe un limite nelle modalità della corretta interpretazione della comunicazione umana adottate dal supercomputer. Il tentativo di ampliare la gamma di testi comprensibili da Watson all'apprendimento dello Urban Dictionary, tempio dello slang digitale, sembra dunque essere fallito. (C.S.)
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