Mauro Vecchio

Twitter, le foto sono degli utenti

Nella sfida legale tra il fotogiornalista Daniel Morel e AFP, un giudice di Manhattan ha deciso: vietato riciclare materiale fotografico da Twitter. I contenuti sono tutelati dal diritto d'autore

Roma - Agenzie di stampa e testate giornalistiche non sono autorizzate alla pubblicazione di materiale fotografico rastrellato sulla piattaforma di microblogging Twitter, non senza esplicito consenso da parte degli utenti cinguettanti. Questa la decisione di un giudice di Manhattan, nella controversia legale che ha visto coinvolti il fotogiornalista Daniel Morel e i vertici di Agence France-Press (AFP).

Nella visione del giudice distrettuale Alison Nathan, i contenuti caricati dagli utenti di Twitter sono tutelati dalle leggi vigenti sul diritto d'autore, dal momento che gli stessi termini di servizio sul tecnofringuello non permettono il riciclo delle immagini da parte di soggetti terzi.

Stando alle accuse di Morel, l'agenzia di stampa francese si sarebbe impossessata dei suoi scatti - dopo il terribile sisma che aveva colpito Haiti - allo scopo di rivenderli attraverso Getty Images.
Inizialmente Morel aveva chiesto una sanzione stratosferica per AFP e Getty Images, una cifra variabile tra 2.500 e 25mila dollari per quasi 1800 casi di violazione. In sostanza, il fotogiornalista vorrebbe moltiplicare i cosiddetti statutory damages per qualsiasi pubblicazione del suo materiale su carta o web. Il giudice Nathan ha invece optato per un calcolo diverso dei danni: fino ad un massimo di 200mila dollari per il riciclo non autorizzato delle otto foto sul terremoto di Haiti.

Mauro Vecchio
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14 Commenti alla Notizia Twitter, le foto sono degli utenti
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  • Vi abbiamo trasmesso il documentario dal titolo "La iena e lo sciacallo che si contendono le carogne dei cadaveri del terremoto di Haiti".

    Da una parte un fotografo che va sul luogo della tragedia, non per rendersi utile o contribuire in qualche modo, ma per speculare sulla tragedia medesima sciacallando delle foto, con il meschino intento di rivenderle per puro lucro.

    Dall'altra parte un branco di iene che si avventano sulle carogne, pensando di partecipare pure loro al banchetto.

    Tutto questo schifo cesserebbe di esistere se scomparisse il mercimonio delle foto.
    Le foto devono poter circolare gratis.

    Tu fotografo scatti le foto? Bravo, ma io non te le pago! Quindi se vuoi che te le pubblico me le dai gratis e ricevi in cambio pubblicita', che io scrivo che le hai fatte tu, altrimenti ciccia!

    Tutte queste beghe scomparirebbero, e magari qualcuno che sta per morire, avrebbe qualche barlume di speranza di essere salvato, invece che fotografato da morto.
  • Pie illusioni. A bocca storta
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Vi abbiamo trasmesso il documentario dal titolo
    > "La iena e lo sciacallo che si contendono le
    > carogne dei cadaveri del terremoto di
    > Haiti".
    >

    Sotto un certo punto di vista posso condividere, ma vado oltre a commentare


    > Da una parte un fotografo che va sul luogo della
    > tragedia, non per rendersi utile o contribuire in
    > qualche modo, ma per speculare sulla tragedia
    > medesima sciacallando delle foto, con il meschino
    > intento di rivenderle per puro
    > lucro.
    >

    E... cosa c'è di differente tra un fotografo e un giornalista? Ora, dico io, certamente non vanno li a togliere le macerie, ma vanno li per fornire informazione al mondo... senza di loro la notizia sarebbe "Terremoto ad Haiti.", molto dettagliata direi.

    > Dall'altra parte un branco di iene che si
    > avventano sulle carogne, pensando di partecipare
    > pure loro al
    > banchetto.
    >

    Vabbè, logicamente il fotografo o il giornalista non può mica andare in tv o stampare un giornale per conto suo... le vende a chi fa questi altri mestieri...

    > Tutto questo schifo cesserebbe di esistere se
    > scomparisse il mercimonio delle
    > foto.
    > Le foto devono poter circolare gratis.
    >

    vabbè..

    > Tu fotografo scatti le foto? Bravo, ma io non te
    > le pago! Quindi se vuoi che te le pubblico me le
    > dai gratis e ricevi in cambio pubblicita', che io
    > scrivo che le hai fatte tu, altrimenti
    > ciccia!

    bella frase, poi, io fotografo, vado a comprare il pane e pago con il foglio di giornale in cui sono stampate le mie foto...

    >
    > Tutte queste beghe scomparirebbero, e magari
    > qualcuno che sta per morire, avrebbe qualche
    > barlume di speranza di essere salvato, invece che
    > fotografato da
    > morto.

    Ma chi dice che un fotografo che va li non da anche una mano a chi ha bisogno? Ci sono persone e persone, se sono un fotografo (o fotoreporter in questo caso) e sono in un posto dove è successa una sciagura per fare un servizio di informazione (che mi da anche da vivere, certo...) se vedo un ferito, io lo accorro, magari qualche cinico lo fotograferebbe prima di accorrerlo... questo non dipende dal lavoro di fotoreporter, ma dalla persona.

    E' come il medico che prima di soccorrere un paziente che soffre se ne va a pranzo... non tutti fanno così, ma ci sono alcuni che lo fanno...

    Nella vita ci vuole meno retorica, la retorica è diventata la rovina della nostra epoca. Tutti parlano bene, criticano tutti, non si fa altro che dire "se fosse così sarebbe meglio"... e poi tutti usano il cellulare, tutti vanno in macchina, tutti generano tonnallate di spazzatura, tutti leggono o guardano le notizie (che da quello che dici sono la causa di questo "sciacallaggio")... me compreso naturalmente. Anzi, la macchina oramai sono quasi 2 anni che non la prendo, almeno quello per fortuna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    >
    > E... cosa c'è di differente tra un fotografo e un
    > giornalista? Ora, dico io, certamente non vanno
    > li a togliere le macerie, ma vanno li per fornire
    > informazione al mondo... senza di loro la notizia
    > sarebbe "Terremoto ad Haiti.", molto dettagliata
    > direi.

    C'e' una fondamentale differenza.
    Nessun giornalista sta fermo con la macchina in mano, davanti ad un moribondo, ad aspettare la luce giusta, magari facendo gesti agli altri soccorritori perche' si spostino dall'inquadratura, che lui deve fare lo scatto al moribondo, magari un attimo prima che schiatta.

    Il giornalista in situazione analoga aiuta i soccorritori ad estrarre dalle macerie lo sfortunato, o al massimo non ostacola i soccorsi.
    E poi va a scrivere il pezzo.

    > > Dall'altra parte un branco di iene che si
    > > avventano sulle carogne, pensando di
    > partecipare
    > > pure loro al
    > > banchetto.
    > >
    >
    > Vabbè, logicamente il fotografo o il giornalista
    > non può mica andare in tv o stampare un giornale
    > per conto suo... le vende a chi fa questi altri
    > mestieri...

    Invece i soccorritori volontari non li fanno altri mestieri?
    Vuoi documentare la tragedia? Benissimo, lo fai su base volontaria.
    Come i soccorritori, i medici, e tutti quegli altri che accorrono per dare un contributo alle vittime, senza guagagnarci una lira, anzi, magari smenandoci pure.

    > > Tutto questo schifo cesserebbe di esistere se
    > > scomparisse il mercimonio delle
    > > foto.
    > > Le foto devono poter circolare gratis.
    > >
    >
    > vabbè..
    >
    > > Tu fotografo scatti le foto? Bravo, ma io
    > non
    > te
    > > le pago! Quindi se vuoi che te le pubblico
    > me
    > le
    > > dai gratis e ricevi in cambio pubblicita',
    > che
    > io
    > > scrivo che le hai fatte tu, altrimenti
    > > ciccia!
    >
    > bella frase, poi, io fotografo, vado a comprare
    > il pane e pago con il foglio di giornale in cui
    > sono stampate le mie
    > foto...

    Se le tue foto non valgono quel tozzo di pane, e' tempo di cambiare mestiere.

    > > Tutte queste beghe scomparirebbero, e magari
    > > qualcuno che sta per morire, avrebbe qualche
    > > barlume di speranza di essere salvato,
    > invece
    > che
    > > fotografato da
    > > morto.
    >
    > Ma chi dice che un fotografo che va li non da
    > anche una mano a chi ha bisogno?

    Lo dice la didascalia della foto che ha scattato.
    Vuoi degli esempi?

    Cominciamo con questa:
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    La conosci la storia di questa foto?
    Sudan. 40 gradi sotto un sole a picco.
    Il fotografo ha atteso mezz'ora (mezz'ora), all'ombra, lui.
    Ha atteso pazientemente, immobile, che l'avvoltoio si avvicinasse per entrare nell'inquadratura, e poi scattare la foto.
    Poi se n'e' andato.
    La bambina e' morta.
    Con un decimo dei soldi che ha incassato per quella foto avrebbe potuto salvare quella bambina.

    Questa e' di qualche giorno fa, invece.
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Anche questo tizio non ha avuto il piacere di vedere la sua foto in prima pagina, mentre quel fotografo e' un po' piu' ricco.

    Se vuoi continuo...
    ce ne sono moltissime di foto del genere...
    Alcune sono per stomaci forti.

    > Ci sono persone
    > e persone, se sono un fotografo (o fotoreporter
    > in questo caso) e sono in un posto dove è
    > successa una sciagura per fare un servizio di
    > informazione (che mi da anche da vivere,
    > certo...) se vedo un ferito, io lo accorro,
    > magari qualche cinico lo fotograferebbe prima di
    > accorrerlo... questo non dipende dal lavoro di
    > fotoreporter, ma dalla persona.

    No, non dipende dalla persona.
    Dipende dai soldi.
    Se quel tipo di foto non venissero pagate, non verrebbero scattate.

    > E' come il medico che prima di soccorrere un
    > paziente che soffre se ne va a pranzo... non
    > tutti fanno così, ma ci sono alcuni che lo
    > fanno...

    Io le prove di quello che affermo le ho postate.
    Tu puoi provare questa cosa che hai appena detto?
    Ci sono stati medici che hanno lasciato morire un paziente per andare a mangiare?

    > Nella vita ci vuole meno retorica, la retorica è
    > diventata la rovina della nostra epoca. Tutti
    > parlano bene, criticano tutti, non si fa altro
    > che dire "se fosse così sarebbe meglio"... e poi
    > tutti usano il cellulare, tutti vanno in
    > macchina, tutti generano tonnallate di
    > spazzatura, tutti leggono o guardano le notizie
    > (che da quello che dici sono la causa di questo
    > "sciacallaggio")... me compreso naturalmente.

    Hai usato la parola "tutti" a sproposito.
    Puoi dire "molti", ma non "tutti".
    Qualcuno che si eleva dal gregge c'e'.

    > Anzi, la macchina oramai sono quasi 2 anni che
    > non la prendo, almeno quello per fortuna.

    Vedi che non e' "tutti".
  • > C'e' una fondamentale differenza.
    > Nessun giornalista sta fermo con la macchina in
    > mano, davanti ad un moribondo, ad aspettare la
    > luce giusta, magari facendo gesti agli altri
    > soccorritori perche' si spostino
    > dall'inquadratura, che lui deve fare lo scatto al
    > moribondo, magari un attimo prima che
    > schiatta.
    >
    > Il giornalista in situazione analoga aiuta i
    > soccorritori ad estrarre dalle macerie lo
    > sfortunato, o al massimo non ostacola i
    > soccorsi.
    > E poi va a scrivere il pezzo.

    Ma queste non sono certo persone, io, fossi un giornale, una foto del genere di quelle che hai postato non la comprerei mai, e anzi scriverei che il fotografo tizio ha provato a vendere al giornale una foto in cui si ritrae una bambina che sta per morire e non è nel codice etico del giornale acquistare queste fotografie. Con un articoletto evidenzio la gravità della situazione e l'inciviltà di quel fotografo... poi venisse a denunciarmi, su cosa? E' la sola verità.
    In questo modo si tolgono di mezzo gli sciacalli, non abolendo il compenso a chi questo lavoro lo fa per passione e con la volontà di aiutare.


    > Invece i soccorritori volontari non li fanno
    > altri
    > mestieri?
    > Vuoi documentare la tragedia? Benissimo, lo fai
    > su base
    > volontaria.
    > Come i soccorritori, i medici, e tutti quegli
    > altri che accorrono per dare un contributo alle
    > vittime, senza guagagnarci una lira, anzi, magari
    > smenandoci
    > pure.

    Si, allora i soccorritori che vanno nelle zone di guerra potrebbero anche prendere un fucile e tenere lontano il nemico... Ad ognuno il suo mestiere... un fotografo professionista che va in zone pericolose o dove sono successe sciagure e oltre a fare il suo lavoro per il quale verrà pagato, faccia anche l'umano... è da rispettare, se è uno di quelli di cui hai postato le foto... meriterebbe la fine peggiore di quelle che hanno fatto i suoi soggetti.


    > Se le tue foto non valgono quel tozzo di pane, e'
    > tempo di cambiare
    > mestiere.

    Ma se le foto non devono essere pagate come dici, vuol dire che nessuna foto vale un tozzo di pane...


    > No, non dipende dalla persona.
    > Dipende dai soldi.
    > Se quel tipo di foto non venissero pagate, non
    > verrebbero
    > scattate.

    appunto, dipende dalla persone, se una persona mette i soldi davanti alla vita umana è quella persona a fare schifo


    >
    > Io le prove di quello che affermo le ho postate.
    > Tu puoi provare questa cosa che hai appena detto?
    > Ci sono stati medici che hanno lasciato morire un
    > paziente per andare a
    > mangiare?

    La mia era un paragone, non riportavo certo casi reali (spero che non succedano)

    > Hai usato la parola "tutti" a sproposito.
    > Puoi dire "molti", ma non "tutti".
    > Qualcuno che si eleva dal gregge c'e'.

    Hai ragione, ho sbagliato
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    > Ma queste non sono certo persone, io, fossi un
    > giornale, una foto del genere di quelle che hai
    > postato non la comprerei mai, e anzi scriverei
    > che il fotografo tizio ha provato a vendere al
    > giornale una foto in cui si ritrae una bambina
    > che sta per morire e non è nel codice etico del
    > giornale acquistare queste fotografie. Con un
    > articoletto evidenzio la gravità della situazione
    > e l'inciviltà di quel fotografo... poi venisse a
    > denunciarmi, su cosa? E' la sola verità.
    >

    ma secondo te perchè i giornali comprano la foto? Perchè ci perdono o perchè ci guadagnano? La realtà è che chi compra vuole vedere anche quelle foto. E anche noi che ne parliamo ne stiamo dando risalto e ne stiamo alimentando il mercato. Poi un conto è parlarne per denunciare l'eventuale schifo e un conto è la curiosità della foto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > - Scritto da: ...
    >
    > > Ma queste non sono certo persone, io, fossi
    > un
    > > giornale, una foto del genere di quelle che
    > hai
    > > postato non la comprerei mai, e anzi
    > scriverei
    > > che il fotografo tizio ha provato a vendere
    > al
    > > giornale una foto in cui si ritrae una
    > bambina
    > > che sta per morire e non è nel codice etico
    > del
    > > giornale acquistare queste fotografie. Con un
    > > articoletto evidenzio la gravità della
    > situazione
    > > e l'inciviltà di quel fotografo... poi
    > venisse
    > a
    > > denunciarmi, su cosa? E' la sola verità.
    > >
    >
    > ma secondo te perchè i giornali comprano la foto?
    > Perchè ci perdono o perchè ci guadagnano? La
    > realtà è che chi compra vuole vedere anche quelle
    > foto. E anche noi che ne parliamo ne stiamo dando
    > risalto e ne stiamo alimentando il mercato. Poi
    > un conto è parlarne per denunciare l'eventuale
    > schifo e un conto è la curiosità della
    > foto.

    La curiosita' della foto finisce nel momento in cui si paga per vederla.
    Io non alimento nessun mercato di quel genere di foto.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > > - Scritto da: ...
    > >
    > > > Ma queste non sono certo persone, io,
    > fossi
    > > un
    > > > giornale, una foto del genere di quelle
    > che
    > > hai
    > > > postato non la comprerei mai, e anzi
    > > scriverei
    > > > che il fotografo tizio ha provato a
    > vendere
    > > al
    > > > giornale una foto in cui si ritrae una
    > > bambina
    > > > che sta per morire e non è nel codice
    > etico
    > > del
    > > > giornale acquistare queste fotografie.
    > Con
    > un
    > > > articoletto evidenzio la gravità della
    > > situazione
    > > > e l'inciviltà di quel fotografo... poi
    > > venisse
    > > a
    > > > denunciarmi, su cosa? E' la sola verità.
    > > >
    > >
    > > ma secondo te perchè i giornali comprano la
    > foto?
    > > Perchè ci perdono o perchè ci guadagnano? La
    > > realtà è che chi compra vuole vedere anche
    > quelle
    > > foto. E anche noi che ne parliamo ne stiamo
    > dando
    > > risalto e ne stiamo alimentando il mercato.
    > Poi
    > > un conto è parlarne per denunciare
    > l'eventuale
    > > schifo e un conto è la curiosità della
    > > foto.
    >
    > La curiosita' della foto finisce nel momento in
    > cui si paga per
    > vederla.
    > Io non alimento nessun mercato di quel genere di
    > foto.

    il purchè se ne parli ti dice niente?
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc

    > > Io non alimento nessun mercato di quel
    > genere
    > di
    > > foto.
    >
    > il purchè se ne parli ti dice niente?

    Si, ma non si applica nella circostanza.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    >
    > > > Io non alimento nessun mercato di quel
    > > genere
    > > di
    > > > foto.
    > >
    > > il purchè se ne parli ti dice niente?
    >
    > Si, ma non si applica nella circostanza.

    sì, perchè lo decidi tu la circostanza in cui si applica.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > >
    > > > > Io non alimento nessun mercato di
    > quel
    > > > genere
    > > > di
    > > > > foto.
    > > >
    > > > il purchè se ne parli ti dice niente?
    > >
    > > Si, ma non si applica nella circostanza.
    >
    > sì, perchè lo decidi tu la circostanza in cui si
    > applica.

    Io decido la circostanza che fa trasferire anche un solo centesimo dalle mie tasche a quelle di un altro.
    E la circostanza in questione non produce questo tipo di effetto.