Alfonso Maruccia

Il 2012 di Intel è in calando

L'ultimo trimestre e la fine dell'anno coincidono. Santa Clara non cresce, ma resta ampiamente in positivo. E per ripartire, l'azienda pensa a cambiare pelle e obiettivi

Roma - Intel riferisce agli azionisti sulle performance economiche dell'ultimo trimestre del 2012, chiudendo altresì l'anno fiscale nel suo complesso: in entrambe i casi il chipmaker registra risultati negativi sia sui ricavi totali che sugli utili. Tutto previsto, anche se in futuro si prospetta un ritorno al segno più.

Il più grande produttore di microchip al mondo comunica che nel 2012 ha generato ricavi per 53,3 miliardi di dollari e utili per 11 miliardi, una riduzione rispetto ai risultati precedenti (2011) rispettivamente dell'1,2 e del 15 per cento. Per il solo ultimo trimestre del 2012, invece, si parla di ricavi per 13,5 miliardi di dollari (-3 per cento) e utili per 2,5 miliardi (-27 per cento).

Alla fine i numeri confermano quanto lo stesso chipmaker aveva anticipato durante il suo ultimo rapporto agli azionisti alla fine del terzo trimestre del 2012, e cioè che l'industria dei PC è in leggera difficoltà a causa di fattori esterni (crisi economica sistemica) e interni (concorrenza dei dispositivi da "secondo schermo", come tablet e gadget mobile in generale).
Commentando i risultati economici della sua azienda, l'amministratore delegato Paul Otellini dice che "il quarto trimestre si è sviluppato in gran parte come previsto, dato che abbiamo continuato a mantenere la nostra capacità esecutiva in uno scenario difficile". Il 2012 ha segnato "l'ingresso di Intel nel mercato degli smartphone e dei tablet", dice ancora Otellini, la collaborazione del chipmaker con i partner "per reinventare il PC" e guidare "l'innovazione e la crescita continua dei data center".

Grazie alla propria offerta tecnologica, sostiene Otellini, nel 2013 Intel è in grado di posizionarsi in prima fila per affrontare le sfide e l'innovazione che verranno "attraverso l'intero spettro del computing". In soldoni, quest'anno il chipmaker prevede di tornare a crescere con percentuali a singola cifra.

La conferenza con gli azionisti è stata l'ultima che Otellini ha affrontato da CEO di Intel, visto che - come è noto - il manager si prepara ad abbandonare lo storico timone di una delle aziende tecnologiche più importanti degli ultimi 40 anni. Per l'occasione, Otellini ha parlato di un settore in trasformazione - il PC si fa tablet, non il contrario - della concorrenza con ARM - Atom è più potente - e della possibilità che Intel cominci a lavorare come "fonderia" per la produzione di chip per conto terzi.

Riguardo a quest'ultima questione, Otellini ha confermato che Intel sarebbe più che felice di stringere partnership con singoli e ben qualificati soggetti: resta fuori dai piani la possibilità di operare come produttore aperto alle richieste di tutti, magari con il rischio di foraggiare la crescita di un competitor nel business dei microchip. Uno dei succitati partner qualificati potrebbe essere Cisco, dicono i rumor, ma Otellini non si è sbottonato evitando di entrare nello specifico.

Alfonso Maruccia
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