Alfonso Maruccia

Chromebook, Lenovo lo fa di lusso

L'azienda cinese offre un prodotto "rinforzato", pensato per scuole e studenti. Il costo, però, raddoppia

Roma - Con i netbook al tramonto, il 2013 si avvia a essere un anno popolato da Chromebook: il thin client di Google si arricchisce ora di una nuova variante, vale a dire il Thinkpad X131e di Lenovo. La produttività è la stessa degli altri Chromebook così come i limiti del sistema "cloud" Chrome OS, mentre il prezzo è decisamente superiore a quello delle offerte concorrenti.

Diversamente dai Chromebook Samsung (249 dollari) e Acer (199), il Thinkpad X131e Chromebook costa la bellezza di 429 dollari: per un prezzo simile l'utente si assicura un client dotato di CPU Intel, che risulta però "limitata" nelle funzionalità di un semplice terminale su cui far girare app, servizi cloud, siti Web e nient'altro.

Le specifiche del Chromebook Thinkpad non sono al momento note, anche se Lenovo mette in vendita una versione Windows di X131e con schermo da 11,6 pollici (1366x768 pixel) e CPU Intel Core i3-2367M da 1,4GHz, 4 gigabyte di RAM, HDD da 320 gigabyte, supporto WiFi e opzione per la connettività mobile.
Il Thinkpad X131e Chromebook è una unità di tipo "rugged", vale a dire destinata a essere impiega in scenari in cui conta la robustezza e la qualità dei materiali usati per la costruzione più che la sciccheria o le linee morbide del design generale.

Lenovo commercializza il suo thin client come piattaforma ideale per gli studenti e gli istituti educativi, anche se non manca chi sottolinea l'assoluta inadeguatezza di un sistema blindato ed eterodiretto come Chrome OS in un ambiente - quello educativo, appunto - in cui gli studenti-utenti dovrebbero essere spronati a modificare/programmare la macchina senza vincoli piuttosto che a passare il tempo guardando filmati di gattini su YouTube.

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia Chromebook, Lenovo lo fa di lusso
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  • Secondo me non c'è da infiammarsi o usare toni antipatici.
    Dirò anche sciocchezze, ma a mio avviso se la scuola/stato finanzia parzialmente/interamente l'acquisto di un PC, esso deve essere mantenuto sempre funzionante per lo scopo per cui è stato acquistato.

    Sembra che voi parliate di studenti di informatica che devono spratichirsi nella programmazione o reverse engeneering Sorride

    Io parlo ad esempio di semplici studenti a cui la scuola volesse fornire un bel tablet su cui scaricare i quintali di libri che portavano nello zaino ed eventualmente anche inviare giornalmente i compiti da fare a casa.

    Io credo che sia auspicabile in tal caso una certa chiusura dei sistemi software/hardware. Uno studente sarà invitato ad installare le rom modificate o tutti i software/videogames che vuole sul PC o tablet privato, non su quello che la scuola ha finanziato per svolgere unicamente il programma didattico. La mia non vuole essere una chiusura alla libertà dei singoli.Grazie.
  • Nelle scuole, gli studenti non debbono certo essere spronati a programmare o modificare i propri PC...

    Anzi, essendo gli ebook o pc solo "veicoli" di contenuti didattici, è necessario che vi sia uno standard unico e che gli studenti non possano variare hardware e software a loro piacimento.
  • sciocchezza, quello che dici e' tutto tranne che un bene per gli studenti. A meno che non vuoi educarli ad usare i $calcolatori come fossero delle televisioni. Anche se questo sembra l'andazzo delle universita' italiane, figuriamoci le superiori/medie.
    non+autenticato
  • "Studenti" è diverso da "Studenti di informatica". Per i primi un sistema limitato ma affidabile e coerente è la cosa migliore.
    Saper smanettare su un pc NON E' CULTURA GENERALE.
    E lo dico da ex studente di informatica con carriera da sviluppatore.
  • hai studiato a ca'foscari?
    non+autenticato
  • - Scritto da: spadone
    ..
    > Anzi, essendo gli ebook o pc solo "veicoli" di
    > contenuti didattici, è necessario che vi sia uno
    > standard unico e che gli studenti non possano
    > variare hardware e software a loro
    > piacimento.
    non sono i computer o gli OS che devono essere standard ma quello che DEVE essere standard sono i formati dei file prodotti dalle applicazioni, poi uno usa il computer, l'OS o l'applicazione che preferisce, tanto sa che potrà scambiare i suoi file con chiunque.
    non+autenticato