Banda larga, i soldi della revolution

Con 270 milioni di euro il Governo intende cambiare il volto della connettività nel meridione d'Italia, dotando le città di anelli broad band e infrastrutture ad alta velocità. Lo sviluppo passa per il superbit?

Banda larga, i soldi della revolutionRoma - Dove la banda è larga c'è sviluppo. Questo il credo del Governo che intende spendere 270 milioni di euro per portare il broad band nel Mezzogiorno in modo molto più capillare ed efficiente che in passato. Lo ha affermato ieri il ministro alle Comunicazioni, Maurizio Gasparri.

Sulla via degli stanziamenti vi sono due tappe. La prima prevede che i 270 milioni di euro siano divisi in due tranche: 150 saranno destinati alle infrastrutture, mentre i rimanenti serviranno per finanziare servizi. La seconda vedrà la delibera del CIPE assegnare l'intervento a Sviluppo Italia, organizzazione che dovrà dunque riuscire ad essere all'altezza del compito.

Stando a Gasparri, in tutti i capoluoghi di provincia italiani e nella stragrande maggioranza dei comuni con più di 10mila abitanti sarebbe già disponibile l'ADSL. Addirittura secondo il Ministro la copertura media è vicina al 90 per cento con alcune situazioni però meno brillanti, ferme al 75 per cento.
Il ministro GasparriNei comuni con meno di 10 mila abitanti la copertura, secondo il Governo, è mediamente al 15 per cento. Ma se Piemonte e Lombardia sono al 23 per cento, Calabria Puglia e Sicilia oscillano tra l'1,5 e il 4 per cento. Valori che indicano l'effettiva copertura dei comuni nei quali, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, l'ADSL è spesso a disposizione a macchia di leopardo e in modo non uniforme.

Il Governo ritiene dunque che per spingere l'offerta di broad band occorre non solo puntare sulla creazione di infrastrutture ma anche su quella di servizi, che spingeranno la domanda, e puntare, nell'insieme, "al superamento del digital divide", per usare le parole dello stesso Gasparri.

Oggi l'Italia, secondo il Governo, ha accelerato sul broad band e rispetto ai paesi dell'Unione Europea sarebbe al quarto posto in quanto a diffusione, dietro Germania, Regno Unito e Francia. Secondo Gasparri, in Italia ci sono 2 milioni di accessi a banda larga, 300mila dei quali via UMTS. Un risultato notevole, secondo il ministro, considerando che nel Regno Unito la telefonia mobile di terza generazione non raggiunge i 100mila abbonati.

Gli interventi si concentreranno in particolare su 210 "agglomerati industriali" e città con più di 50mila abitanti fin qui trascurate dalla digital revolution. Il Sud, ha spiegato Gasparri, è particolarmente deficitario di fibra ottica, visto che in tutto il meridione il Governo calcola che vi sia il 30 per cento in meno di fibra rispetto alla media nazionale.
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