Un display nebuloso

Quando il vapore diventa multitouch per computer e console

Nebbia sulla scrivania. Non si tratta di un evento atmosferico locale, in stile nuvoletta di Fantozzi, ma di quanto potremmo ritrovarci fra qualche anno sul nostro tavolo di lavoro, al posto del vetusto monitor. La nebbia potrebbe essere il nuovo modo di fruizione dei contenuti multimediali visivi dei computer e di chissà quali altri dispositivi, grazie a un nuovo concetto di display, battezzato, per l'appunto, DisplAir.

displair


Con DisplAir si potrà disporre di un vero e proprio schermo virtuale, le cui immagini sono fatte di vapore. L'idea è venuta al russo Maksim Kamanin, che ha creduto così fortemente nella sua idea, che dopo aver studiato le principali teorie fisiche presso l'Università Tecnica Statale di Astrakhan, è arrivato alla conclusione che il progetto di uno schermo fatto di vapore potesse essere realizzato già con le tecnologie esistenti.
Spinto dalla passione, insieme al fratello e al padre ha costruito un primo prototipo nel giro di un paio di settimane e in seguito, nel 2011, grazie all'aiuto di un team di amici, ha realizzato il primo DisplAir con tecnologia multi-touch, per il controllo delle immagini mediante gesti.
Inizia qui la sua avventura e la realizzazione del suo progetto. Lo schermo virtuale pensato da Kamanin è in realtà un flusso di aria di 4 millimetri composto da microparticelle di acqua. Grazie a un retroproiettore 3D, queste particelle di acqua sono in grado di funzionare come i punti di uno schermo, componendo tutte insieme le immagini che si voglono mostrare ad un utente.
Le caratteristiche multitouch sono garantite dalla presenza di una telecamera infrarossi che è in grado di seguire i movimenti del corpo e delle dita, scansionando fino a 1500 punti di contatto contemporanei per dieci dita differenti, con una precisione che arriva fino a un centimetro circa.

Il tempo di risposta al tocco è sorprendente, con un ritardo di soli 0,2 secondi, battuto al momento solamente dal sistema Microsoft Kinect, che si attesta a 0,1 secondi. La nebbia fredda utilizzata, poi, unita alle dimensioni piccolissime delle particelle di acqua e alla tensione superficiale, permette di non bagnare gli oggetti che vi vengano a contatto. Questa caratteristica non è da poco, soprattutto per i mercati come quello giapponese, in cui le persone non vedono di buon occhio l'uso dei touchscreen nei luoghi pubblici (come gli sportelli Bancomat) in quanto ritenuti simbolo di scarsa igiene.

L'intero sistema pesa solamente 10 chili e non sembra temere confronti, neanche di altre società che starebbero sviluppando tecnologie simili, come alcune aziende statunitensi e una finlandese. Quest'ultima ha dato vita al Fog Screen: un sistema che non può entrare in competizione con DisplAir perché pesa circa 80 chili, è single touch e per il momento non sembra essere destinato al mercato di massa.
Kamanin, l'invetore del DisplAir, invece, ha le idee ben chiare. Deve superare alcuni problemi legati alla tecnologia (come il tempo di risposta di 0,2 secondi e l'effetto fringing delle immagini creato dalla nebbia sui bordi della proiezione), ma vuole che il suo prototipo diventi un prodotto di successo. A tal proposito, ha rifiutato le offerte di acquisizione della tecnologia di competitor dai nomi altisonanti, come Samsung e LG, e ha destinato un primo investimento di 146mila dollari nella fondazione di una giovane società. Attualmente l'azienda impiega più di 50 persone, tutti professionisti di altissimo livello dei settori della ricerca e sviluppo e della finanza.
Con un secondo contributo di un milione di dollari è riuscito invece ad organizzare un impianto di produzione pilota, realizzare una versione commerciale del prototipo e preparare il mercato.

Per il suo schermo d'aria Kamanin vuole anche creare una rete commerciale internazionale. Nel frattempo, la produzione di DisplAir verrà avviata nella zona economica speciale di Zelenograd e il lancio ufficiale del prodotto è previsto per la prossima primavera.
Ogni dispositivo potrà avere almeno all'inizio un costo compreso fra i 4000 e i 30 mila dollari, per schermi d'aria che vanno dai 40 ai 130 pollici.

Di seguito, un filmato ripreso al CES 2013, che mostra come potremo giocare a Fruit Ninja in un futuro potrebbe non essere lontano.





(via Techeblog.com)
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2 Commenti alla Notizia Un display nebuloso
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  • ...o prova dimostrativa, ma da un punto di vista pratico ha vari difetti rispetto a dunsistema uguale ma molto meno energivoro/complicato.
    Alla fine il "foglio" di vapore non serve altro che a mostrare l'immagine come in un miraggio.
    Usando un opportuno foglio di plastica o uno "schermo" ad acqua, credo che otterebbe lo stesso effetto (tranne il passare con il dito lo schermo) senza inumidire l'intera stanza e consumando molta meno energia oltre che ad evitare che ad ogni colpo di vento, salti l'immagine
    non+autenticato
  • Aspettiamoci presto un iFog o un gSteam... Ambiziosa l'idea, complesse le applicazioni: non mi è chiaro se per caso c'è una minima corrente d'aria come si comporta il tutto...e se devo attaccarlo all'impianto idraulico...

    Nei luoghi pubblici comunque farebbe piuttosto figo.
    non+autenticato