Alfonso Maruccia

AMD e IBM, facce diverse del business IT

Sunnyvale fa i conti con una performance decisamente in discesa, mentre Big Blue resiste meglio alla tempesta e vede crescere i propri profitti. Il segreto è diversificare. A tal scopo AMD fa spese di manager altrui

Roma - L'industria informatica è in difficoltà, e AMD sente il momento molto più delle altre grandi corporation del settore. Dopotutto anche un colosso come Intel non stampa (più) banconote, per così dire, e nel caso di AMD c'è l'aggravio delle spese per il divorzio da GlobalFoundries da mettere in conto.

Sunnyvale comunica contemporaneamente i risultati finanziari del quarto trimestre del 2012 e le performance annuali complessive: i ricavi trimestrali ammontano a 1,16 miliardi di dollari (-32 per cento rispetto all'anno scorso), mentre quelli annuali sono 5,42 miliardi (-17 per cento anno su anno).

AMD chiude il 2012 in perdita netta (meno 1,18 miliardi di dollari), e la conclusione dell'accordo con GlobalFoundries pesa (nel quarto trimestre dell'anno) per una perdita di 473 milioni di dollari. La borsa USA non sprizza gioia, e non a caso il titolo AMD è già stato declassato a "B" (vulnerabile) dalla società di rating Standard & Poor's.
Nel commentare i propri risultati economici, Sunnyvale descrive il 2012 come "un anno in cui AMD ha fatto alcuni investimenti strategici progettati per posizionale con successo la società in un ambiente di computing in trasformazione investendo in tecnologia innovativa e nella nostra strategia ambidestra". Sul lungo termine andrà molto meglio, sostiene AMD, e in quanto a espansione oltre i familiari (e ultimamente poco felici) territori del computer desktop saranno i nuovi manager a contribuire: dopo il ritorno di Jim Keller, i nuovi acquisti di alto profilo di Sunnyvale sono Charles Matar (ex-ingegnere Qualcomm) e Wayne Meretsky (ex-responsabile di OS X per Apple).

Il mercato IT è in evoluzione, e IBM è tra le aziende meglio preparate a reggere la delicata fase storica del settore: diversamente da AMD, Big Blue regge molto meglio le intemperie con riduzioni nei ricavi contenute e profitti in crescita.

Per IBM il quarto trimestre del 2012 si è chiuso con un fatturato da 29,3 miliardi di dollari, -1 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2011 ma con ricavi superiori del 6 per cento pari a 5,8 miliardi di dollari. Anno su anno, nel 2012 Big Blue ha totalizzato ricavi per 104,5 miliardi di dollari (-2 per cento dal 2011) e profitti per 16,6 miliardi (+5 per cento).

Alfonso Maruccia
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