Alfonso Maruccia

Phoenix smonta i satelliti nello spazio

Il progetto di "riciclaggio" spaziale dell'agenzia DARPA fa passi avanti. Ci sono i prototipi funzionanti di alcune parti robotiche. E l'agenzia del Pentagono punta anche a cambiare l'approccio con cui i satelliti saranno progettati

Roma - Anche se l'ipotesi di un lancio sperimentale è ancora di là da venire, il progetto Phoenix fa passi avanti: DARPA, l'agenzia del Pentagono che finanzia l'iniziativa, mostra i primi strumenti ideati dai ricercatori e mette in video quello che dovrebbe essere il funzionamento del robot definitivo una volta entrato in servizio.

Progettato come risposta definitiva alla sempre più pressante problematica della spazzatura spaziale, Phoenix sarà dotato di tutta una serie di strumentabili per la manutenzione automatica dei satelliti non più funzionanti ma ancora in orbita attorno al pianeta.

L'obiettivo è ambizioso, visto che si tratta di smontare, tagliare, rimontare, saldare e riprogrammare i succitati satelliti per adattarli a funzioni originariamente non previste: il video messo online da DARPA mostra (sovraimpressi a una ricostruzione 3D del futuribile satellite-operaio in orbita) quanto già sperimentato in laboratorio su due braccia robotiche con relativo software di controllo, meccanismi di presa e adesione innovativi, dinamiche di contatto (attracco?) nello spazio e altro ancora.

Contemporaneamente alle sperimentazioni in laboratorio, DARPA riafferma gli obiettivi del progetto Phoenix estendendone la portata: se prima si parlava "solo" di reintegrare i satelliti inattivi con nuove funzioni, ora il programma prevede anche un cambiamento sostanziale nel modo di progettare e costruire gli apparati da inviare nello spazio. Apparati che dovranno essere più facili da "riciclare" e quindi economicamente più convenienti sul lungo periodo.

Alfonso Maruccia
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