Cristina Sciannamblo

ProprietÓ intellettuale, la mediazione cinese

Pechino comunica di voler istituire un organismo che risolva le dispute legali anche in materia di copyright. Proposta la mediazione civile per arrestare l'aumento dei casi discussi in tribunale

Roma - La Cina, attraverso il Ministero dell'Industria e dell'Informazione Tecnologica (MIIT), ha avviato piani per istituire un organismo che avrà il compito di dirimere le dispute concernenti la proprietà intellettuale e le questioni relative al copyright online. A riportarlo è la testata Sina Tech.

Secondo le informazioni disponibili, l'intenzione delle autorità cinesi è stata resa nota nell'incontro annuale tra Internet Society of China e il Mediation Center Internet Legal Professionals, in cui si è discusso in merito all'impennata delle cause legali sulla proprietà intellettuale. Alla conferenza hanno preso parte oltre cento rappresentanti del governo centrale e del potere giudiziario, insieme ad aziende occupate nel settore del digitale come Baidu, Sina e Taobao.

Con una simile misura il MIIT spera di frenare l'aumento delle casi giudiziari legati alla violazione della proprietà intellettuale, da tamponare mediante il ricorso a strumenti legali alternativi quali la mediazione civile, utile a produrre un risparmio di costi e tempi.
Si tratta, a ben vedere, di un ulteriore intervento di Pechino volto a rafforzare le leggi di contrasto alla pirateria online, affinché le aziende e le multinazionali impegnate nel mercato di Internet continuino a operare attivamente nel paese asiatico. (C.S.)
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