Mauro Vecchio

Eric Schmidt e la minaccia cinese

Nel suo prossimo saggio sulla rivoluzione digitale il chairman di Google profetizza l'imminente dominio asiatico nel cyberspazio. Gli hacker d'Oriente sarebbero meglio attrezzati. E protetti da leggi conniventi

Roma - Sulla grande trasformazione della società contemporanea con l'avvento del Web ubiquo, il nuovo saggio scritto dal chairman di Google Eric Schmidt ha annunciato il prossimo dominio cinese nel cyberspazio mondiale. Meglio attrezzati e decisamente più prolifici, gli hacker asiatici prenderanno il sopravvento sulle infrastrutture informatiche delle aziende estere, lasciando gli Stati Uniti in una posizione di evidente svantaggio.

Recensito in anteprima dal quotidiano finanziario Wall Street Journal, il libro The New Digital Age: Reshaping the Future of People, Nations and Business - scritto da Schmidt con il direttore di Google Ideas, Jared Cohen - sarà distribuito ad aprile dall'editore statunitense Random House. Nei primi estratti del saggio, il chairman di BigG ha assegnato alla Cina il primato assoluto nelle operazioni di filtraggio e censura delle informazioni e dei contenuti online.

Accusati da anni di spionaggio cibernetico - ultimo caso, quello che ha coinvolto le fonti dei quotidiani New York Times e Wall Street Journal - gli aggressori cinesi avrebbero guadagnato una sorta di vantaggio competitivo perché favoriti da leggi nazionali molto più morbide di quelle statunitensi. Le aziende a stelle e strisce non potrebbero così ripagare con la stessa moneta, assistendo impotenti al crescente livello di permeabilità tra le operazioni di disturbo informatico e gli aspetti politico-economici della società cinese. (M.V.)
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