Mauro Vecchio

PA, l'incubo della trasparenza tricolore

Nello schema di decreto legislativo sulla pubblicità delle informazioni nella Pubblica Amministrazione non c'è traccia del modello basato sul FOIA statunitense. Il governo sembrerebbe voler abrogare l'obbligo di open data

PA, l'incubo della trasparenza tricoloreRoma - Alla fine dello scorso gennaio, il Consiglio dei Ministri diramava un comunicato stampa per annunciare l'approvazione di un provvedimento epocale, sancendo il principio di assoluta trasparenza di tutti gli atti e i documenti della Pubblica Amministrazione (PA). Per la prima volta in Italia, il governo avrebbe introdotto un modello simile a quello in vigore negli Stati Uniti con le predisposizioni legislative del Freedom of Information Act (FOIA).

Nello stesso comunicato pubblicato da Palazzo Chigi, ai cittadini italiani veniva offerto uno strumento legislativo sul modello a stelle e strisce, che "garantisce l'accessibilità di chiunque lo richieda a qualsiasi documento o dato in possesso delle PA, salvo i casi in cui la legge lo esclude espressamente, ad esempio per motivi di sicurezza". Paradossalmente, il testo di un provvedimento sulla trasparenza non era stato reso pubblico.

Dopo settimane di silenzio assoluto, sul sito web foia.it è apparso il testo dello "schema di decreto legislativo recante il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni", nella versione approvata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo effettivo contenuto ha confermato i principali sospetti circolati online.
All'articolo 3 (pubblicità e diritto alla conoscibilità) si può infatti leggere che "tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli". "Come dire che il governo avrebbe deciso di rendere pubblico ciò che già, altre norme vigenti, stabiliscono essere pubblico", ha commentato l'esperto avvocato Guido Scorza sulle pagine digitali de Il Fatto Quotidiano.

Ma il testo del provvedimento adottato da Palazzo Chigi non ha sorpreso soltanto in merito all'adozione di un modello simile al FOIA statunitense. Agorà Digitale ha lanciato una petizione contro il "condono sulla trasparenza", dal momento che il governo vorrebbe abrogare l'articolo 18 del decreto legge 83/2012 (cosiddetto Decreto Sviluppo) sulla prima adozione a livello legislativo dei meccanismi dei dati aperti (open data).

Come predisposto nello scorso giugno, tutte le PA italiane avrebbero l'obbligo di pubblicare online - e in formato aperto - tutti i dati di spesa superiori ai mille euro. Dall'articolo 18 del DL 83/2012, "la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l'attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete Internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilità totale".

"Il provvedimento, secondo le intenzioni del governo, dovrebbe servire a modernizzare il nostro Paese, ma le bozze che circolano ufficiosamente mostrano che avrebbe paradossalmente l'effetto opposto - si legge in un comunicato diramato da Agorà Digitale - Abrogherebbe la rivoluzionaria norma che obbliga a pubblicare in modo più accessibile possibile, in formato open data, tutte le informazioni sulla spesa pubblica, rimandando di almeno un altro insostenibile anno la pubblicazione comprensibile e in un unico luogo di tutti i dati su come vengono gestiti i soldi delle nostre tasse".

Mauro Vecchio
Notizie collegate
81 Commenti alla Notizia PA, l'incubo della trasparenza tricolore
Ordina
  • Il formato open-data, allo stato attuale, è un falso problema. Qualcuno ha idea della complessità della materia? Ce ne sono talmente tante da fare che il formato è l'ultimo dei problemi.
    Sono responsabile di un sito di una pubblica amministrazione e vi dico che gli obblighi di pubblicazione sono enormi e, soprattutto, non coordinati, per cui ogni nuova norma aggiunge obblighi a precedenti obblighi. A tutti i commentatori di questa rubrica, consiglio un giro nella sezione "Trasparenza" degli enti pubblici più virtuosi, credetemi, ce ne sono parecchi.
  • - Scritto da: golvar
    > Il formato open-data, allo stato attuale, è un
    > falso problema. Qualcuno ha idea della
    > complessità della materia? Ce ne sono talmente
    > tante da fare che il formato è l'ultimo dei
    > problemi.
    > Sono responsabile di un sito di una pubblica
    > amministrazione e vi dico che gli obblighi di
    > pubblicazione sono enormi e, soprattutto, non
    > coordinati, per cui ogni nuova norma aggiunge
    > obblighi a precedenti obblighi. A tutti i
    > commentatori di questa rubrica, consiglio un giro
    > nella sezione "Trasparenza" degli enti pubblici
    > più virtuosi, credetemi, ce ne sono parecchi.

    Peccato che a causa della non coordinazione gli enti poco virtuosi affossino l'idea che l'uomo della strada ha di tutti gli enti.
    krane
    22544
  • > Il formato open-data, allo stato attuale, è un
    > falso problema. Qualcuno ha idea della
    > complessità della materia? Ce ne sono talmente
    > tante da fare che il formato è l'ultimo dei
    > problemi.

    Non sono d'accordo, non voglio sminuire la complessità procedurale ma proprio il fatto che la scelta dei formati sta alla base di tutta una serie di conversioni e trascodifiche, la rende assolutamente prioritaria.

    > Sono responsabile di un sito di una pubblica
    > amministrazione e vi dico che gli obblighi di
    > pubblicazione sono enormi e, soprattutto, non
    > coordinati, per cui ogni nuova norma aggiunge
    > obblighi a precedenti obblighi. A tutti i
    > commentatori di questa rubrica, consiglio un giro
    > nella sezione "Trasparenza" degli enti pubblici
    > più virtuosi, credetemi, ce ne sono
    > parecchi.

    Su questo convengo, e il paradosso è che la materia è talmente incasinata da norme e sovranorme che in qualunque caso difficilmente uno è in regola.

    E nel frattempo uno sviluppatore software come me che volesse scaricare da un sito una tabella aggiornata 'ufficiale' dei Comuni Italiani non ha un posto dove cercarla.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 07 febbraio 2013 11.38
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: ex voto
    > http://www.istat.it/it/files/2011/01/Elenco-comuni

    Quello che hai indicato é quello Istat sicuramente l'elenco comuni più aggiornato, poi c'é quello del ministero delle finanze e comuni-italiani.it.

    Il problema é sempre quello ne voglio uno ufficiale e aggiornato in tempo reale!

    Ci vuole un unico sito istituzionale in cui una sa che va a colpo sicuro.
  • - Scritto da: paoloholzl

    >
    > Il problema é sempre quello ne voglio uno
    > ufficiale e aggiornato in tempo
    > reale!

    Sai che neanche cosi' basterebbe.
    Occorre un elenco che tenga conto anche delle variazioni storiche.
    Ci sono persone che sono nate prima della guerra in luoghi che erano comuni autonomi e che ora non lo sono piu', o che si trovavano in una provincia mentre oggi sono in un'altra...

    La questione dei comuni e' molto piu' rognosa di quello che sembra e disegnare una maschera di input col campo "nato a" con un minimo di controllo sulla validita' del dato inserito, e' impresa non facile.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: paoloholzl
    >
    > >
    > > Il problema é sempre quello ne voglio uno
    > > ufficiale e aggiornato in tempo
    > > reale!
    >
    > Sai che neanche cosi' basterebbe.
    > Occorre un elenco che tenga conto anche delle
    > variazioni
    > storiche.
    > Ci sono persone che sono nate prima della guerra
    > in luoghi che erano comuni autonomi e che ora non
    > lo sono piu', o che si trovavano in una provincia
    > mentre oggi sono in
    > un'altra...
    >
    > La questione dei comuni e' molto piu' rognosa di
    > quello che sembra e disegnare una maschera di
    > input col campo "nato a" con un minimo di
    > controllo sulla validita' del dato inserito, e'
    > impresa non
    > facile.

    Assolutamente, ma pensare di avere anche lo storico mi sembra di chiedere la squadra di calcio quando sto ancora aspettando il pallone.
    E poi 'il meglio è nemico del bene', non vorrei che per fare le cose al massimo si rimandasse in eterno il minimo.

    Finalmente c'è l'ID ISTAT, un ID univoco visto che si sono anche le omonimie.
    Ma non vorrei l'ID Istat ma l'ID nazionale ufficiale del Comune (magari quello che è oggi l'ID ISTAT).
  • - Scritto da: paoloholzl

    > Ma non vorrei l'ID Istat ma l'ID nazionale
    > ufficiale del Comune (magari quello che è oggi
    > l'ID
    > ISTAT).

    Il codice catastale (ex codice Belfiore, presente nei codici fiscali) esiste già, è univoco ed è usato anche dall'ISTAT... comprende tra l'altro tutti i comuni mai esistiti dalla fondazione dello stato unitario, inclusi quelli soppressi, quelli parzialmente aggregati, quelli la cui denominazione è variata e quelli con denominazione bilingue.

    http://www.agenziaterritorio.it/site.php?id=721
    non+autenticato
  • Qualche tempo addietro volevano fare un decreto per abbassare gli stipendi troppo alti dei dirigenti statali, ma la corte costituzionale, dove la netta maggioranza dei giudici è di sinistra, lo ha bloccato perchè "non rispettoso della parità di trattamento". Tutto è passato con "rispettoso silenzio" dei media. Come si suole dire: "cane non mangia cane".
    non+autenticato
  • se non mi sbaglio, e spero venga qui qualcuno a correggermi, gli stipendi dei giudici sono livellati per legge a quelli dei dirigenti o almeno a quello della classe dirigente...quindi di sicuro un giudice non è adatto a sentenziarie sul proprio stipendio (tu te lo abbasseresti?)..a prescindere che sia un giudice KOMUNISTA mangiabambini o un santo martire di destra....
    Saluti.
  • - Scritto da: Internetcrazia

    > se non mi sbaglio, e spero venga qui qualcuno a
    > correggermi, gli stipendi dei giudici sono
    > livellati per legge a quelli dei dirigenti o
    > almeno a quello della classe dirigente...

    La seconda che hai detto: lo stipendio dei parlamentari è allineato a quello del presidente di corte di cassazione. I giudici di grado inferiore guadagnano in proporzione, ad ogni aumento di stipendio dei parlamentari corrisponde un aumento di stipendio dei giudici tutti.
    Vedi art. 1 L. 31 ottobre 1965, n° 1261:

    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stat...



    > quindi
    > di sicuro un giudice non è adatto a sentenziarie
    > sul proprio stipendio (tu te lo abbasseresti?)..

    Se ho ben capito dal commentatore silvan, il caso in questione riguardava dirigenti non nel senso di inquadramento retributivo. Riguardava i manager, che hanno contratti ad hoc .
    non+autenticato
  • perfetto grazie mille. Quindi confermi che non è l'ideologia Komunista mangiabambini che ti spinge a non toccare gli stipendi dei dirigenti, ma solo un canis canem non est...
    Saluti.
  • - Scritto da: Internetcrazia

    > perfetto grazie mille. Quindi confermi che non è
    > l'ideologia Komunista mangiabambini che ti spinge
    > a non toccare gli stipendi dei dirigenti, ma solo
    > un canis canem non
    > est...

    Nemmeno: se per mitigare gli stipendi dei manager pubblici si fanno leggi col fondoschiena, il risultato non può essere altro che una bocciatura da chi ha il compito di fare le bucce alle leggi: la Corte Costituzionale.
    Certo, il fatto che il decreto riguardasse anche lo stipendio di alcuni una magistrati, una minoranza per la verità, non ha aiutato.
    non+autenticato
  • sei stato chiarissimo. Grazie.
    Saluti.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Internetcrazia

    > > perfetto grazie mille. Quindi confermi
    > > che non è l'ideologia Komunista
    > > mangiabambini che ti spinge a non toccare
    > > gli stipendi dei dirigenti, ma solo un
    > > canis canem non est...

    > Nemmeno: se per mitigare gli stipendi dei manager
    > pubblici si fanno leggi col fondoschiena, il
    > risultato non può essere altro che una bocciatura
    > da chi ha il compito di fare le bucce alle leggi:
    > la Corte Costituzionale.
    > Certo, il fatto che il decreto riguardasse anche
    > lo stipendio di alcuni una magistrati, una
    > minoranza per la verità, non ha aiutato.

    Sembrerebbe quasi lo facciano apposta a fare leggi incostituzionali; cosi' da poter anche dire "ma noi la legge l'avevamo proposta, la corte cattiva l'ha rifiutata..."
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane


    > > - Scritto da: Internetcrazia
    >
    > > > perfetto grazie mille. Quindi confermi
    > > > che non è l'ideologia Komunista
    > > > mangiabambini che ti spinge a non
    > toccare
    >
    > > > gli stipendi dei dirigenti, ma solo un
    > > > canis canem non est...
    >
    > > Nemmeno: se per mitigare gli stipendi dei
    > manager
    > > pubblici si fanno leggi col fondoschiena, il
    > > risultato non può essere altro che una
    > bocciatura
    > > da chi ha il compito di fare le bucce alle
    > leggi:
    > > la Corte Costituzionale.
    > > Certo, il fatto che il decreto riguardasse
    > anche
    > > lo stipendio di alcuni una magistrati, una
    > > minoranza per la verità, non ha aiutato.
    >
    > Sembrerebbe quasi lo facciano apposta a fare
    > leggi incostituzionali; cosi' da poter anche dire
    > "ma noi la legge l'avevamo proposta, la corte
    > cattiva l'ha
    > rifiutata..."

    Forse è così.
    Tieni presente che queste leggi, all'atto pratico, non servono assolutamente a nulla. Quando hai un buon manager pubblico tra le mani, non te lo fai fuggire per cavalcare la moda del momento: il buon manager trova immediatamente un posto meglio retribuito nel privato... e il pubblico rimane con gli scalzacani. Perciò si aggira la legge: ed è accaduto almeno due volte col Festival di Sanremo: con Michelle Hunziker e con Antonella Clerici.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > e il
    > pubblico rimane con gli scalzacani. Perciò si
    > aggira la legge: ed è accaduto almeno due volte
    > col Festival di Sanremo: con Michelle Hunziker e
    > con Antonella
    > Clerici.

    Ottimo esempio!
    Il Festival di Sanremo e' proprio quello che la gente si aspetta da un ente pubblico.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    > > e il
    > > pubblico rimane con gli scalzacani. Perciò si
    > > aggira la legge: ed è accaduto almeno due
    > volte
    > > col Festival di Sanremo: con Michelle
    > Hunziker
    > e
    > > con Antonella
    > > Clerici.
    >
    > Ottimo esempio!
    > Il Festival di Sanremo e' proprio quello che la
    > gente si aspetta da un ente
    > pubblico.

    In realtà ho "forzato" un po' questo esempio, volutamente, perché né la Hunziker né la Clerici sono manager. Però la Rai è (ancora) un ente pubblico, benché non abbia alcun motivo di definirsi tale fin dagli anni Ottanta. A bocca storta
    non+autenticato
  • - Scritto da: silvan
    > Qualche tempo addietro volevano fare un decreto
    > per abbassare gli stipendi troppo alti dei
    > dirigenti statali, ma la corte costituzionale,
    > dove la netta maggioranza dei giudici è di
    > sinistra, lo ha bloccato perchè "non rispettoso
    > della parità di trattamento". Tutto è passato con
    > "rispettoso silenzio" dei media. Come si suole
    > dire: "cane non mangia
    > cane".

    Bisogna stare attenti con le informazioni che passano e buttano tutto in caciara. Il punto che tu sollevi è corretto ma il problema è che le leggi le devi saper fare altrimenti la corte costituzionale è ovvio che te le blocca. Oppure cambi prima la costituzione.

    Nel caso che dici tu, il taglio non era equo. In pratica si applicava una tassa (un tributo) solo ad una parte della popolazione. Quindi, pur essendo il principio condivisibile, come al solito è stato applicato male. Bisogna partire dalle basi, attaccare diritti già acquisiti è sempre difficile. Ma prova a pensarci anche tu un attimo: intraprendi una carriera pensando di poter arrivare a certi livelli, magari ci arrivi pure, ed a un certo punto ti dicono "no, prendi troppi soldi". Ma che ragionamento è? La si deve andare ad agire sulle nuove assunzioni, dicendo che lo stipendio massimo non sarà più x ma y.

    Tanto per farti arrabbiare, la corte costituzionale ha purtroppo bocciato una cosa bellissima che era stata fatta e cioè l'obbligo della mediazione per le cause civili (non c'entra niente la PA). Cosa dobbiamo fare? abbiamo tante di leggi e diritti che o si studia bene come fare o rimaniamo immobili purtroppo.
    non+autenticato
  • basta farsi un giro in un uffico di un PA per vedere quanto "lavorano".

    Potete contare quante sono le scrivanie vuote...questo si che si chiama trasparenza non si vede nessuno nelle scrivanie (l'ho visto con i miei occhi)A bocca aperta Invece i supermecati, tabacchini e bar delle vicinanze sono sempre molto pieni.

    se non credete a me chidete a Staffelli.A bocca aperta

    Per non parlare dei oonsulenti, il solito parente o amico!
  • - Scritto da: thebecker
    > basta farsi un giro in un uffico di un PA per
    > vedere quanto
    > "lavorano".

    Un vidoetecaro al confronto fa una attivita' usurante.
  • - Scritto da: thebecker
    > basta farsi un giro in un uffico di un PA per
    > vedere quanto
    > "lavorano".
    >
    > Potete contare quante sono le scrivanie
    > vuote...questo si che si chiama trasparenza non
    > si vede nessuno nelle scrivanie (l'ho visto con i
    > miei occhi)A bocca aperta Invece i supermecati, tabacchini e
    > bar delle vicinanze sono sempre molto pieni.
    >
    >
    > se non credete a me chidete a Staffelli.A bocca aperta
    >
    > Per non parlare dei oonsulenti, il solito parente
    > o
    > amico!


    Io non so dove hai visto queste cose, se corrispondono al vero sei pregato di denunciarlo nelle giuste sedi.

    Per quello che vedo io c'è gente che lavora bene e gente che lavora meno bene ma, che vanno in giro a bar o farsi la spesa no.

    In quei casi la colpa non a mio avviso non è del dipendente ma del dirigente che lascia fare quello che gli pare ai sottoposti. Nel privato questo non capita perchè il titolare gli grida dietro, nel pubblico questa funzione spetta la dirigente. Come ho scritto in un altro post, qua in italia i dirigenti non pagano per i loro errori. A parte qualche caso dove magari vengono imbrogliati, solitamente sanno benissimo chi lavora e chi no.
    Ti faccio presente che la riforma Brunetta nè altre che io abbia mai sentito, tocca i dirigenti. Tutti contro i dipendenti, cioè l'ultima ruota del carro. CHe poi, anche quando vengono eccati, non pagano.

    Io inizierei a fare pulizia dall'alto, tu cosa dici?
    non+autenticato
  • - Scritto da: maledetti
    > - Scritto da: thebecker
    > > basta farsi un giro in un uffico di un PA per
    > > vedere quanto
    > > "lavorano".
    > >
    > > Potete contare quante sono le scrivanie
    > > vuote...questo si che si chiama trasparenza
    > non
    > > si vede nessuno nelle scrivanie (l'ho visto
    > con
    > i
    > > miei occhi)A bocca aperta Invece i supermecati,
    > tabacchini
    > e
    > > bar delle vicinanze sono sempre molto pieni.
    > >
    > >
    > > se non credete a me chidete a Staffelli.A bocca aperta
    > >
    > > Per non parlare dei oonsulenti, il solito
    > parente
    > > o
    > > amico!
    >
    >
    > Io non so dove hai visto queste cose, se
    > corrispondono al vero sei pregato di denunciarlo
    > nelle giuste
    > sedi.
    >
    > Per quello che vedo io c'è gente che lavora bene
    > e gente che lavora meno bene ma, che vanno in
    > giro a bar o farsi la spesa
    > no.
    >
    > In quei casi la colpa non a mio avviso non è del
    > dipendente ma del dirigente che lascia fare
    > quello che gli pare ai sottoposti. Nel privato
    > questo non capita perchè il titolare gli grida
    > dietro, nel pubblico questa funzione spetta la
    > dirigente. Come ho scritto in un altro post, qua
    > in italia i dirigenti non pagano per i loro
    > errori. A parte qualche caso dove magari vengono
    > imbrogliati, solitamente sanno benissimo chi
    > lavora e chi
    > no.
    > Ti faccio presente che la riforma Brunetta nè
    > altre che io abbia mai sentito, tocca i
    > dirigenti. Tutti contro i dipendenti, cioè
    > l'ultima ruota del carro. CHe poi, anche quando
    > vengono eccati, non
    > pagano.
    >
    > Io inizierei a fare pulizia dall'alto, tu cosa
    > dici?

    Io dico che se ti candidi ti voto

    Per la riforma brunetta invece dico che era l'emblema del governo precedente: Forte con i deboli e debole con i forti
    non+autenticato
  • >
    > Io dico che se ti candidi ti voto
    >

    HAHAHAHA! Ti ringrazio ma non ci penso neppure. Mio padre da piccolo mi ha insegnato a sposare le cause che ritengo giuste, indipendentemente dallo schieramento dal quale provengono, quindi non saprei neppure con chi candidarmi!

    > Per la riforma brunetta invece dico che era
    > l'emblema del governo precedente: Forte con i
    > deboli e debole con i
    > forti

    Hai ragione.
    L'idea di Brunetta alla base non la ritengo sbagliata e cioè avere una PA più efficiente. Solo che lui l'ha trasformata in una caccia alle streghe contro i travet. La gente alla fine fa quello che viene permesso, soprattutto qua in italia dove in senso civico siamo un po' latitanti. Purtroppo è necessario lavorare sia sul fronte culturale, sia sul fronte dei controlli, e chi può controllare meglio del dirigente che conosce i suoi dipendenti? Secondo Brunetta dovevano essere gli italiani a spulciare le statistiche delle presenze (come se esser presenti volesse dire lavorare) e poi?

    Speriamo che qualcosa cambi dopo il 25 Febbraio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: maledetti
    > L'idea di Brunetta alla base non la ritengo
    > sbagliata e cioè avere una PA più efficiente.

    Concordo con qyello che hai scritto nei tuoi messaggi, ma vorrei fare una precisazione: il problema della pubblica amministrazione non è l'efficienza, questo mito sbandierato per giustificare abusi e fesserie, quanto piuttosto l'EFFICACIA.

    La PA è inefficace perché impastoiata da un groviglio di leggi, normative, circolari e prassi che alla fine allungano a dismisura i tempi ed i passaggi di carte per fare qualsiasi cosa e diluiscono le responsabilità di chi venisse chiamato a rispondere del suo operato, al punto che nessuno è più responsabile di nulla.

    Se non si affronta seriamente questo punto, ossia se non si rivede l'oerganizzazione della PA in modo da renderla efficace, qualsiasi considerazione sull'efficienza è priva di significato, e personalmente la considero del tutto strumentale al raggiungimento di obiettivi diversi.
  • Troppo generico ... che tipo di amministrazione era (ente locale, ministero, "parastato", etc.) ? e dove era posizionata, geograficamente ?
  • - Scritto da: thebecker
    > basta farsi un giro in un uffico di un PA per
    > vedere quanto
    > "lavorano".

    Un'altro pecorone qualunquista. Che schifo
    C'è PA e PA. alcune sono posti disgustosi, di menefreghismo e disonestà. in altre si lavora ben di più che nel privato.


    > se non credete a me chidete a Staffelli.A bocca aperta

    Beato te che credi ancora alle favole..
    non+autenticato
  • Leggo con interesse gli interventi di tutti, a volte davvero fuori misura a volte invece che riportano problemi concreti e sentiti... come per esempio il costo di rifare data entry 100 volte in 100 modi diversi per adempiere a norme estemporanee.
    Al di là di tutto volevo segnalare il piccolo contributo che abbiamo pensato di dare per fornire almeno a tutte le PA che lo volessero, un software per la gestione degli adempimenti di "amministrazione aperta" nonchè "valutazione, trasparenza e merito" conforme alle indicazioni di legge.
    E' Open Source e gratuito.
    Lo abbiamo sviluppato come Centro Servizi sovracomunale; speriamo che possa essere utile anche per altre PA.
    Qua trovate tutte le indicazioni utili:
    http://www.centrosistema.it/index.php/software-gra.../
    non+autenticato
  • lodevole, il problema è che iniziative così non devono venire dal basso, è talmente ovvio che è necessaria una organizzazione uniforme dall'alto (anche dei formati e del software) che non lo faranno mai...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo Baggio
    > Leggo con interesse gli interventi di tutti, a
    > volte davvero fuori misura a volte invece che
    > riportano problemi concreti e sentiti... come per
    > esempio il costo di rifare data entry 100 volte
    > in 100 modi diversi per adempiere a norme
    > estemporanee.
    > Al di là di tutto volevo segnalare il piccolo
    > contributo che abbiamo pensato di dare per
    > fornire almeno a tutte le PA che lo volessero, un
    > software per la gestione degli adempimenti di
    > "amministrazione aperta" nonchè "valutazione,
    > trasparenza e merito" conforme alle indicazioni
    > di
    > legge.
    > E' Open Source e gratuito.
    > Lo abbiamo sviluppato come Centro Servizi
    > sovracomunale; speriamo che possa essere utile
    > anche per altre
    > PA.
    > Qua trovate tutte le indicazioni utili:
    > http://www.centrosistema.it/index.php/software-gra

    Bravo!...

    come dice Clint Eastwood a Lee Van Cleef dopo che ha sparato alle mele (per qualche dollaro in più)...
    Ma il problema non è mai stato "software" e neppure "open-data" che (per carità male non fanno di certo) il problema è la volontà politica (in primis) la normativa (che non obbliga affatto alla trasparenza amministrativa come sarebbe doveroso) in secundis....

    Purtroppo stai parlando del dito non della luna
    non+autenticato
  • Concordo con entrambi.

    Ma poichè non siamo politici e nemmeno amministratori e men che meno possiamo diffondere idee dall'alto, non ci resta che farlo dal basso.
    Ho scritto che è un piccolo contributo. Ci sentiamo però orgogliosi di aver messo a disposizione il nostro lavoro di chi vorrà utilizzarlo.
    E' sempre un passo in più rispetto al solo dibattito, no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Matteo Baggio
    > Concordo con entrambi.
    >
    > Ma poichè non siamo politici e nemmeno
    > amministratori e men che meno possiamo diffondere
    > idee dall'alto, non ci resta che farlo dal
    > basso.
    > Ho scritto che è un piccolo contributo. Ci
    > sentiamo però orgogliosi di aver messo a
    > disposizione il nostro lavoro di chi vorrà
    > utilizzarlo.
    > E' sempre un passo in più rispetto al solo
    > dibattito,
    > no?

    Come ho detto male non fa....
    Ci mancherebbe.... ma se mi permetti....

    Quanto al non essere "politici" forse è ora di cambiare proprio in quello!
    Hai presente vero l'etimologia della parola?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • Lo proverò con attenzione!
    Anche se piccolo può essere un grande contributo per tutte le amministrazioni che si stanno arrovellando nel sistemare le cose "a costo zero"!

    Complimenti
    non+autenticato
  • è veramente trasparente...
    Viviamo in un paese dove il reddito medio se stai in sicilia o in calabria è di 13.000 Euro!

    E dove va benissimo è di 20.000 e non lo dico io lo dice Istat.
    Il che N.B.non significa "pro-capite" significa quelli che hanno un reddito"!
    Se ci si mette che la popolazione "attiva" (24,3 milioni) che però comprende anche i disoccupati e i giovani in cerca di prima occupazione (quindi si sovrastima addirittura il dato di quelli che hanno reddito)
    E si considera che siamo 59.433.744
    Il vero mistero è come si riesca a "campare" con quelle cifre!
    E intanto nella più totale "trasparenza" qualcuno si compra il Jeep Wrangler a Roma se nevica a spese di quei 24,3 milioni che oltre a pagargli il Wrangler devono mantenere gli altri 35.133.744 milioni che non sono "popolazione attiva".....
    N.B. a rigore pure lui fa parte della popolazione "attiva" diciamo pure però che si spera che diventi inattivo al più presto... costa sicuramente meno....
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > è veramente trasparente...
    > Viviamo in un paese dove il reddito medio se stai
    > in sicilia o in calabria è di 13.000
    > Euro!
    >
    E i voti venduti alla mafia sono piú del 30%
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > - Scritto da: tucumcari
    > > è veramente trasparente...
    > > Viviamo in un paese dove il reddito medio se
    > stai
    > > in sicilia o in calabria è di 13.000
    > > Euro!
    > >
    > E i voti venduti alla mafia sono piú del 30%
    Quello parrebbe succedere pure per il consiglio regionale Lumbard!
    O ti sei perso qualche notiziola?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: qualcuno
    > > - Scritto da: tucumcari
    > > > è veramente trasparente...
    > > > Viviamo in un paese dove il reddito
    > medio
    > se
    > > stai
    > > > in sicilia o in calabria è di 13.000
    > > > Euro!
    > > >
    > > E i voti venduti alla mafia sono piú
    > del
    > 30%
    > Quello parrebbe succedere pure per il consiglio
    > regionale
    > Lumbard!
    > O ti sei perso qualche notiziola?

    'ndrangheta, prego, non mafia.
    Mettiamo i puntini sulle i.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Trollollero
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: qualcuno
    > > > - Scritto da: tucumcari
    > > > > è veramente trasparente...
    > > > > Viviamo in un paese dove il reddito
    > > medio
    > > se
    > > > stai
    > > > > in sicilia o in calabria è di
    > 13.000
    > > > > Euro!
    > > > >
    > > > E i voti venduti alla mafia sono
    > piú
    > > del
    > > 30%
    > > Quello parrebbe succedere pure per il
    > consiglio
    > > regionale
    > > Lumbard!
    > > O ti sei perso qualche notiziola?
    >
    > 'ndrangheta, prego, non mafia.
    > Mettiamo i puntini sulle i.
    Ma io avevo detto sicilia e calabria... e quindi...
    Ci sta pure la 'ndangheta.. e comunque non ti preoccupare che anche la mafia fa la sua parte e non certo solo in sicila (come la 'ndangheta)...
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: qualcuno
    > > - Scritto da: tucumcari
    > > > è veramente trasparente...
    > > > Viviamo in un paese dove il reddito
    > medio
    > se
    > > stai
    > > > in sicilia o in calabria è di 13.000
    > > > Euro!
    > > >
    > > E i voti venduti alla mafia sono piú
    > del
    > 30%
    > Quello parrebbe succedere pure per il consiglio
    > regionale
    > Lumbard!
    > O ti sei perso qualche notiziola?

    Scusa? Mi stai dicendo che in Lombardia il 30% dei voti (i voti, quelli degli elettori in cabina elettorale) sono venduti alla mafia?
    Non lo escludo, certo, però mi giunge nuova e francamente ci credo poco. Fonti?

    Grazie Sorride
    Izio01
    4027
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 12 discussioni)