Mauro Vecchio

Australia, lo sconto di Adobe

L'azienda di San José accetta di ridurre i prezzi della suite Creative Cloud per rispondere alle indagini parlamentari sulle dinamiche di mercato adottate dai giganti IT statunitensi

Roma - Disposti a collaborare nelle indagini avviate dal Parlamento australiano sulla vendita a prezzi maggiorati di software e gadget mobile, i vertici di Adobe hanno deciso di abbassare i costi di abbonamento mensile alla suite Creative Cloud. Gli utenti agli antipodi dovranno sborsare 49,99 dollari (valuta locale) nei piani a sottoscrizione annuale per l'accesso online all'intero pacchetto software rilasciato dall'azienda di San José.

Con un risparmio di circa 13 dollari australiani, Adobe ha sostanzialmente adottato le stesse dinamiche di prezzo in atto sul mercato statunitense, così come richiesto dalla Commissione Infrastrutture e Comunicazioni nel governo di Canberra. Con la valuta locale in posizione di forza, le varie associazioni dei consumatori australiani non avevano affatto digerito un aumento medio del 50 per cento tra i prezzi degli States e quelli nazionali.

Come annunciato da Adobe, i piani di abbonamento rinnovabile di mese in mese passeranno da 94,99 a 74,99 dollari aussie. La riduzione dei prezzi sul mercato IT australiano non coinvolgerà le aziende, limitandosi ai soli utenti privati.
Nel prossimo 22 marzo, gli altri due giganti statunitensi Apple e Microsoft dovranno presentarsi al cospetto della commissione parlamentare per spiegare l'aumento dei prezzi in un'audizione pubblica. (M.V.)
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