Alfonso Maruccia

Il tracciamento scava nel social

Il contractor statunitense Raytheon è al lavoro su un "motore di ricerca per spie", una piattaforma software in grado di estrarre informazioni significative dalla miniera di dati personali affidati ai social network dagli utenti

Roma - È il quinto contractor militare del mondo, e ora la società statunitense Raytheon torna a far parlare di sé per un software di spionaggio altamente avanzato, un motore di ricerca capace di trasformare l'enorme mole di informazioni personali presenti nei social network in veri e proprio profili facilmente consultabili a sfondo spionistico.

Uno scenario non proprio innovativo e sempre più chiacchierato soprattutto negli States, quello di trasformare l'interazione online fra utenti in un nuovo e sofisticato meccanismo di intercettazione "automatizzata" e al costo di un paio di click da parte dell'operatore.

Raytheon, nel caso in oggetto, sta sviluppando la tecnologia software RIOT (Rapid Information Overlay Technology) assieme all'industria, i laboratori nazionali e i partner commerciali come "proof-of-concept" di un sistema non destinato alla vendita ai privati.
Il Guardian ha pubblicato un video che dimostra le notevoli potenzialità di RIOT in azione: prendendo ad esempio la ID digitale di un dipendente dell'azienda, la clip video mostra l'accesso alle informazioni dei social network corrispondenti (Facebook, Twitter, Forsquare e altri), la visualizzazione dei percorsi in Google Earth, e persino la capacità di prevedere le aree che probabilmente visiterà in futuro.

Il processo analitico su scala "estrema" reso possibile da RIOT sembra trarre vantaggio dalle informazioni pubblicamente e volontariamente condivise dagli utenti, gli aggiornamenti di stato e di posizione, i metadati EXIF archiviati nelle fotografie scattate da ogni genere di apparecchio elettronico, le abitudini quotidiane (come ad esempio la visita a una palestra) confessate o commentate su Facebook.

Raytheon conferma l'esistenza della piattaforma RIOT, ma rassicura sulla natura strettamente "non commerciale" del software e sulla capacità di preservare la privacy degli utenti nei controlli a scrematura: le funzionalità in difesa della riservatezza sono "le più robuste a noi note", sostiene il contactor statunitense, e la condivisione/analisi dei dati "social" non include informazioni personali come codici fiscali, account bancari e altro.

Alfonso Maruccia
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18 Commenti alla Notizia Il tracciamento scava nel social
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  • dentiania di miglioni d idioti hanno raccontato tutto di lor a facebook, basta consultare i suoi data base senza dover mettere in piedi sta pbaraccata.

    PS: si legu, non ho messo "'" davanti a "sto".... piu altri errori qua e la: pazienza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito

    > dentiania di miglioni d idioti hanno raccontato
    > tutto di lor a facebook, basta consultare i suoi
    > data base senza dover mettere in piedi sta
    > pbaraccata.
    >
    > PS: si legu, non ho messo "'" davanti a "sto"....
    > piu altri errori qua e la:
    > pazienza.

    Fosse solo questo... Hai scritto come un bimbominkia.
    non+autenticato
  • Da alcuni anni a questa parte è di moda il nome contractor, sia in inglese sia in italiano; ma si tratta di un peloso eufemismo: chi lavora a contratto per il ministero della difesa è un mercenario (in inglese mercenary), né più, né meno. E l'impresa per cui lavora, una volta tanto, in inglese viene chiamata senza eufemismi: private military company (e la Raytheon è una di queste), anche se l'italiano, anticamente, per definirle usava un termine più diretto: masnade:

    http://www.treccani.it/vocabolario/masnada/
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Da alcuni anni a questa parte è di moda il nome
    > contractor, sia in inglese sia in
    > italiano; ma si tratta di un peloso eufemismo:
    > chi lavora a contratto per il ministero della
    > difesa è un mercenario (in inglese
    > mercenary), né più, né meno. (...)
    E' la famosa neolingua...
    come le missioni di peace keeping con l'AK47 e l'M16, o le escort al posto di puttaneSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > > Da alcuni anni a questa parte è di moda il nome
    > > contractor , sia in inglese sia in
    > > italiano; ma si tratta di un peloso eufemismo:
    > > chi lavora a contratto per il ministero della
    > > difesa è un mercenario (in inglese
    > > mercenary ), né più, né meno. (...)

    > E' la famosa neolingua...
    > come le missioni di peace keeping con l'AK47 e
    > l'M16, o le escort al posto di puttane
    >Sorride

    Vabbè, lì si capisce lo stesso di che cosa stiamo parlando. Sorride
    Il nome contractor si traduce come contraente (in una scrittura privata), oppure appaltatore, subappaltatore, imprenditore edile... cose molto diverse. È una bugia deliberata, è come scrivere miele su un barattolo di melassa.
    non+autenticato
  • Ridicolo serve a sapere chi e come, persino la marca di carta igienica che usate.
    Mettete, mettete pure i vostri dati sui social network, siete le nuove pecore, non avete più segreti siete di dominio pubblico, di mio invece non c'è nulla in questo post, tutto falso, dubito persino di esistere.
    non+autenticato
  • "... l'esistenza della piattaforma RIOT, ma rassicura sulla natura strettamente "non commerciale" del software e sulla capacità di preservare la privacy degli utenti nei controlli a scrematura: le funzionalità in difesa della riservatezza sono "le più robuste a noi note", sostiene il contactor statunitense, e la condivisione/analisi dei dati "social" non include informazioni personali come codici fiscali, account bancari e altro"

    Certo, certo ... l'hanno fatto per hobby ... così per passare il tempo sai com'è ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > "... l'esistenza della piattaforma RIOT, ma
    > rassicura sulla natura strettamente "non
    > commerciale" del software e sulla capacità di
    > preservare la privacy degli utenti nei controlli
    > a scrematura: le funzionalità in difesa della
    > riservatezza sono "le più robuste a noi note",
    > sostiene il contactor statunitense, e la
    > condivisione/analisi dei dati "social" non
    > include informazioni personali come codici
    > fiscali, account bancari e
    > altro
    "
    >
    > Certo, certo ... l'hanno fatto per hobby ... così
    > per passare il tempo sai com'è
    > ...

    Tra l'altro l'articolo di The Guardian da cui è tratto questo dice il contrario:

    http://www.guardian.co.uk/world/2013/feb/10/softwa...

    "According to records published by the US government's trade controls department, the technology has been designated an "EAR99" item under export regulations, which means it "can be shipped without a licence to most destinations under most circumstances"."

    Certo per ora, non essendo ancora testato al 100 %, il programma non è in vendita. Appena sarà fatto e finito, di clienti ne trovano a iosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: . . .
    > > "... l'esistenza della piattaforma RIOT, ma
    > > rassicura sulla natura strettamente "non
    > > commerciale" del software e sulla capacità di
    > > preservare la privacy degli utenti nei controlli
    > > a scrematura: le funzionalità in difesa della
    > > riservatezza sono "le più robuste a noi note",
    > > sostiene il contactor statunitense, e la
    > > condivisione/analisi dei dati "social" non
    > > include informazioni personali come codici
    > > fiscali, account bancari e
    > > altro
    "
    > >
    > > Certo, certo ... l'hanno fatto per hobby ...
    > così
    > > per passare il tempo sai com'è
    > > ...
    >
    > Tra l'altro l'articolo di The Guardian da
    > cui è tratto questo dice il
    > contrario:
    >
    > http://www.guardian.co.uk/world/2013/feb/10/softwa
    >
    > "According to records published by the US
    > government's trade controls department, the
    > technology has been designated an "EAR99" item
    > under export regulations, which means it "can be
    > shipped without a licence to most destinations
    > under most
    > circumstances".
    "
    >
    > Certo per ora, non essendo ancora testato al 100
    > %, il programma non è in vendita. Appena sarà
    > fatto e finito, di clienti ne trovano a
    > iosa.

    E naturalmente noi saremo i primi a sapere chi e quando acquisteranno questo simpatico prodottino.

    Ci vorrebbe immediatamente una legge a livello europeo ch mettesse al bando questo tipo di tecnologia, applicando multe salatissime ai trasgressori.
    E visto che ci siamo sarebbe interessante, sempre a livello europeo, portare l'età minima di accesso ai social network a 18 anni e anche in questo caso prevedere multe salatissime per ogni utente attivo o meno che non abbia raggiunto la maggior età.
    Quindi dare accesso ai dati di registrazione (e solo a quelli ovviamente) degli utenti alle autorità competenti.
    Se il social network di turno dovesse rifiutare, sarebbe oscurato immediatamente.
    Forse così ci toglieremmo dalle scatole tutto questo schifo e faremmo un po' di piazza pulita una volta per tutte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .

    > E visto che ci siamo sarebbe interessante, sempre
    > a livello europeo, portare l'età minima di
    > accesso ai social network a 18 anni e anche in
    > questo caso prevedere multe salatissime per ogni
    > utente attivo o meno che non abbia raggiunto la
    > maggior età.

    Ma se un minorenne straniero che si e' iscritto nel suo paese lo usa in europa ricade nel reato ?
    E se un minorenne europeo si iscrive in un sito extraeuropeo ?
    E se un minorenne extraeuropeo passa da un proxy europeo per iscriversi ?

    > Quindi dare accesso ai dati di registrazione (e
    > solo a quelli ovviamente) degli utenti alle
    > autorità competenti.

    Di che paese ? No perche' Cuba, Cina e Russia farebbero subito una legge simile solo allo scopo di farsi consegnare dagli usa gli elenci, ma perche' gli usa dovrebbero sottostare a leggi che non sono del loro paese ? Allo stesso modo allora noi dovremmo smettere di mangiare maiale e bere alcool perche' in altri paesi e' vietato.

    > Se il social network di turno dovesse rifiutare,
    > sarebbe oscurato immediatamente.

    Oscurato da un paese ma visibile da proxy.

    > Forse così ci toglieremmo dalle scatole tutto
    > questo schifo e faremmo un po' di piazza
    > pulita una volta per tutte.

    No guarda, finche' le nazioni del pianeta non smetteranno di litigare non c'e' modo di fare leggi globali e quindi non c'e' modo di regolamentare una cosa globale come la rete.
    krane
    22544
  • - Scritto da: . . .


    > > Certo per ora, non essendo ancora testato al 100
    > > %, il programma non è in vendita. Appena sarà
    > > fatto e finito, di clienti ne trovano a
    > > iosa.
    >
    > E naturalmente noi saremo i primi a sapere chi e
    > quando acquisteranno questo simpatico
    > prodottino.

    Mah... ti dirò che anche senza saperlo, conoscendo le potenzialità e conoscendo chi è interessato al suo uso, faccio 2+2 abbastanza in fretta. Sorride
    La Raytheon è un'azienda privata, non ha alcun interesse a rivelare i nomi dei clienti.


    > Ci vorrebbe immediatamente una legge a livello
    > europeo ch mettesse al bando questo tipo di
    > tecnologia, applicando multe salatissime ai
    > trasgressori.

    Poi se la gente smettesse di mettere i casi suoi su tutti i social network sarebbe ancora meglio: questa legge diventerebbe inutile.


    > E visto che ci siamo sarebbe interessante, sempre
    > a livello europeo, portare l'età minima di
    > accesso ai social network a 18 anni e anche in
    > questo caso prevedere multe salatissime per ogni
    > utente attivo o meno che non abbia raggiunto la
    > maggior
    > età.

    La tua filosofia è "punire è bello".
    Non esistono sistemi che possano garantire che una persona dietro la tastiera ha già 18 anni, su internet. Ti faccio un esempio che mi hanno riferito: negli Usa l'età minima per acquistare alcolici è 21 anni. Ogni persona fra i 18 e i 20 anni che non sia astemia ha una finta patente con la data di nascita cambiata, per acquistare ciò che vuole. Probabilmente si vede pure, che sono documenti falsi, ma i negozianti non sono mica poliziotti, non ci fanno caso.


    > Quindi dare accesso ai dati di registrazione (e
    > solo a quelli ovviamente) degli utenti alle
    > autorità
    > competenti.

    Dopo la psicopolizia del romanzo 1984 , la sociopolizia: un'unità dedicata solo al controllo delle Reti Sociali e del rispetto delle relative regole. Forse i soldi del contribuente andrebbero spesi per cose un filino più gravi, non credi?


    > Se il social network di turno dovesse rifiutare,
    > sarebbe oscurato
    > immediatamente.


    Ma oscurato da chi?
    Un servizio come Facebook lo potrebbe oscurare solo la polizia Usa. In Italia possono fare blocchi a livello DNS, che si aggirano facilmente.



    > Forse così ci toglieremmo dalle scatole tutto
    > questo schifo e faremmo un po' di piazza pulita
    > una volta per
    > tutte.

    E invece mi sa che la piazza rimarrà sporca. Perché a sporcarla sono i singoli utenti che mettono i dati sulle reti Sociali, non coloro che questi dati vanno a spulciarli e a catalogarli.
    non+autenticato
  • Effettivamente mi sono lasciato trasportare e forse ho scritto cazzate.
    Sul fatto dei nomi ero ironico.
    E' chiaro che non te li forniranno mai.
    Comunque la mia intenzione era cercare una soluzione per ridurre questi tracciamenti e per ridurre l'utilizzo di questi specchietti per le allodole che sono ormai diventati i social network.
    non+autenticato
  • > ridurre l'utilizzo di questi specchietti per le
    > allodole che sono ormai diventati i social
    > network.

    puoi educare ma non puoi vietare alle persone di giocare ai protagonisti del "grande fratello", buttando i piazza tutti i BIP! loro. Se non è faccialibro sarà un blog o twitter.
  • - Scritto da: shevathas
    > > ridurre l'utilizzo di questi specchietti per
    > le
    > > allodole che sono ormai diventati i social
    > > network.
    >
    > puoi educare ma non puoi vietare alle persone di
    > giocare ai protagonisti del "grande fratello",
    > buttando i piazza tutti i BIP! loro. Se non è
    > faccialibro sarà un blog o
    > twitter.
    pero' non sarebbe male se avessero un bel "bollino" odioso (stile pacchetto di sigarette australiano) dove ti dicono una cosa tipo 'le tue abitudini e i tuoi pensieri verranno profilati e studiati, per poter essere usati dall'industria del marketing per convincerti a comprare cose che non desideravi e ad avere opinioni che prima non avevi'
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > pero' non sarebbe male se avessero un bel
    > "bollino" odioso (stile pacchetto di sigarette
    > australiano) dove ti dicono una cosa tipo 'le tue
    > abitudini e i tuoi pensieri verranno profilati e
    > studiati, per poter essere usati dall'industria
    > del marketing per convincerti a comprare cose che
    > non desideravi e ad avere opinioni che prima non
    > avevi'

    Si può usare il marketing per convincere le persone su internet ad avere opinioni che prima non avevano??? Sorpresa
    non+autenticato
  • Il fatto che tu (persona generica) venga invogliato ad acquistare prodotti di cui ne potresti anche fare a meno perché elevati a status-symbol ad arte, si la potrei considerare come un cambio di opinione (da "posso anche farne a meno" a "Ma si va... ce l'hanno tutti !") imposta dal marketing o annullamento temporaneo della volontà o induzione all'acquisto compulsivo, chiamalo come ti pare...
    Chiaramente la cosa può variare da soggetto a soggetto.
    Altrimenti non si spiegherebbe la folle corsa ad accaparrarsi e schedare i tuoi dati con SW costosi e complessi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .

    > Il fatto che tu (persona generica) venga
    > invogliato ad acquistare prodotti di cui ne
    > potresti anche fare a meno perché elevati a
    > status-symbol ad arte, si la potrei considerare
    > come un cambio di opinione (da "posso anche farne
    > a meno" a "Ma si va... ce l'hanno tutti !")

    Ho capito.
    Be', vediamo se risponde anche bubba. Oppure se altri hanno ulteriori esempi. La cosa mi interessa.


    > Altrimenti non si spiegherebbe la folle corsa ad
    > accaparrarsi e schedare i tuoi dati con SW
    > costosi e
    > complessi.

    Forse è costoso accaparrarsi questi dati, nel senso che Librofacce & company se li fanno pagare bene quando li rivendono alle aziende. Sorride
    Metterli assieme, è solo questione di database relazionale, non credere che ci voglia chissà quale mente per farne uno.
    non+autenticato