Mauro Vecchio

YouTube contro la lista nera di Mosca

La piattaforma di video sharing denuncia l'oscuramento di un filmato amatoriale ritenuto illecito secondo la nuova legge russa per la tutela dei minori online. Gli attivisti locali denunciano tecniche per silenziare il dissenso

Roma - La denuncia di YouTube contro il blocco dei contenuti digitali nella nuova legge russa per la tutela dei minori online. I legali della piattaforma di video sharing hanno contestato l'oscuramento di un filmato amatoriale in cui una giovane donna locale mostra un trucco per tagliarsi per finta le vene dei polsi, una tecnica buona per i classici mascheramenti da Halloween.

Nella visione del governo di Mosca, il video apparso sul Tubo è da considerarsi illegale, dal momento che risulterebbe una forma di incoraggiamento al suicidio. Dal primo novembre del 2012, le nuove predisposizioni legislative in terra russa hanno dichiarato guerra alla proliferazione online di contenuti pericolosi per i minori, da quelli a sfondo sessuale a quelli destinati alla promozione di sostanze stupefacenti.


I legali di Google hanno così deciso di ricorrere in appello contro l'ordine di blocco su segnalazione delle autorità a protezione dei consumatori. Nella tesi di BigG, il filmato apparso su YouTube è "chiaramente diretto all'intrattenimento degli spettatori". La legge russa sarebbe dunque andata ben al di là del proprio obiettivo, con pericolose conseguenze per il principio costituzionale della libera espressione.
Dallo scorso novembre, il governo di Mosca ha bloccato quasi 200 siti ritenuti offensivi e per questo illegali. Una corposa lista nera di piattaforme digitali ha scatenato le critiche più veementi da parte degli attivisti locali, in particolare dopo il caso che ha coinvolto il sito ufficiale del progetto LJRossia, a supporto della libertà d'espressione e in generale dei diritti civili dei netizen russi.

Nella denuncia degli attivisti, il sito LJRossia è stato totalmente bloccato per la presenza di due articoli contenenti informazioni o materiale pedopornografico. I responsabili dell'organizzazione non profit hanno denunciato un trucco squisitamente politico per silenziare il dissenso e stroncare il dibattito pubblico. A differenza di quanto avvenuto per il Tubo e il suo sistema di segnalazioni, l'intero sito web LJRossia.org è stato censurato per la presenza di due contenuti illeciti.

Mauro Vecchio
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