Alfonso Maruccia

Le protolingue si studiano al computer

Un nuovo software č in grado di automatizzare la ricerca delle lingue ancestrali con un alto livello di accuratezza. I linguisti perderanno il posto? No, avranno a disposizione uno strumento molto pių sofisticato

Roma - La ricerca sulle protolingue ha la sua Stele di Rosetta informatica, un sistema software in grado di analizzare con accuratezza - e con l'efficienza propria di un programma per computer - le componenti per ricostruire la storia ancestrale di una famiglia linguistica.

Realizzato dai ricercatori della University of British Columbia e di Berkeley, il sistema viene trattato in uno studio sulla pubblicazione Proceedings of the National Academy of Sciences: per mettere alla prova il software, gli esperti hanno ricostruito il proto-austronesiano (origine comune delle lingue parlate in Polinesia e altrove nell'Oceano Pacifico) e le sue 600 e più varianti a partire da un database di 140mila parole moderne.

Il software basa infatti il suo lavoro di analisi probabilistica sullo studio di parole dal suono simile in lingue diverse, calcolando le possibilità che ogni suono ha di appartenere a una protolingua o meno. I ricercatori dicono che il sistema è in grado di inferire le protolingue con un livello di accuratezza dell'85 per cento, impiegando tra l'altro qualche ora di calcolo informatico piuttosto che gli anni necessari ai linguisti impegnati nello stesso compito.
I creatori del software tengono a dire che il sistema non soffierà il posto ai suddetti linguisti, anzi il loro lavoro sarà enormemente facilitato dalla disponibilità di uno strumento di analisi così potente e al passo coi tempi. Tutto ciò che fa il software è "automatizzare" teorie di linguistica su una scala più ampia, con l'accesso a un maggior numero di dati, parole, linguaggi a una frazione del tempo.

Per provare l'utilità della loro Stele di Rosetta digitale, gli scienziati nordamericani pianificano ora di adottarla per ricostruire protolingue indigene dell'America del Nord prima dell'arrivo dei colonizzatori europei.

Alfonso Maruccia
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