Mauro Vecchio

Facebook mette in scacco gli azionisti

Un giudice di New York ha liberato i vertici del social network dalla morsa legale dei suoi stessi shareholder. L'azienda californiana avrebbe correttamente informato il pubblico prima della quotazione in Borsa

Roma - Il martello legale sugli azionisti di Facebook, sconfitti in aula dopo aver denunciato il sito in blu per la comunicazione che aveva accompagnato la sua Initial Public Offering (IPO) alla metà dello scorso maggio. Il giudice distrettuale Robert W. Sweet ha infatti liberato i vertici dell'azienda californiana dalle grinfie dei suoi stessi shareholder, che sarebbero stati ripetutamente informati della possibilità concreta di non monetizzare la prevista espansione sulle varie piattaforme mobile.

In caduta libera dal lancio sul mercato pubblico, il valore azionario di Facebook aveva preoccupato non poco gli investitori, pronti ad accusare il CEO Mark Zuckerberg di aver venduto pacchetti per miliardi di dollari nonostante alcune previsioni interne suggerissero un calo imminente nel fatturato. L'azienda di Menlo Park avrebbe ingannato i suoi shareholder, evitando di pubblicare i dati relativi ai rischi nel settore advertising con la migrazione delle masse di utenti verso i gadget mobile.

Nella decisione del giudice di New York, gli azionisti William Cole, Hal Hubuschman e Linda Levy avrebbero acquistato le loro quote nel giorno stesso della IPO in blu. In altre parole non possono accusare Facebook di comunicazione ingannevole, dal momento che i responsabili del sito - tra cui il citato COO Sheryl Sandberg - avevano adeguatamente informato gli azionisti della possibilità di non trarre profitti dallo spostamento delle attività di business pubblicitario verso il mobile.
"Oggi non c'è dubbio che Facebook è diventata un'azienda mobile", aveva assicurato Mark Zuckerberg al rilascio degli ultimi dati trimestrali. Alla fine del 2012, la piattaforma social aveva riportato un utile netto di soli 64 milioni di dollari, in sensibile discesa dai 302 milioni alla fine dell'ultimo trimestre 2011. Secondo il giudice Sweet, gli azionisti in blu non sono riusciti a provare una decisiva alterazione del mercato con i presunti documenti ingannevoli diramati dal social network californiano.

Mauro Vecchio
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14 Commenti alla Notizia Facebook mette in scacco gli azionisti
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  • non sono titoli di risparmio. A riguardo non c'è altro da dire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > non sono titoli di risparmio. A riguardo non c'è
    > altro da dire.

    Vallo a dire agli azionisti di Finmeccanica che ogni giorno che passa vedono i loro investimenti davastati da storie di tangenti a ripetizione.
    Il rischio di mercato é una cosa, gli imbrogli sono tutta un'altra cosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Il rischio di mercato é una cosa, gli imbrogli
    > sono tutta un'altra
    > cosa.
    Le azioni sono ANCHE QUESTO.
    Comunque sono felice per tutto questo... è quello che si merita questa gente.
    non+autenticato
  • Riepiloghiamo. Hanno pagato migliaia di giornalisti e blogger per pubblicare reports, notizie e commenti positivi. Hanno pagato una marea di fake posters per presidiare tutti i forums. Poi hanno rilasciato i reports piú realistici a pochissime persone ben sapendo che non sarebbero stati diffusi fino a dopo la quotazione.
    E questo per il giudice vuol dire informare gli azionisti? Mi chiedo sempre come sia possibile che ci sia ancora tanta gente che si fida di investire a Wall Street.
    L'imbroglio si é notato subito visto che tutti i giornalisti, proprio tutti, hanno nettamente cambiato il tono dei loro articoli subito dopo la quootazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno

    > Riepiloghiamo. Hanno pagato migliaia di
    > giornalisti e blogger per pubblicare reports,
    > notizie e commenti positivi. Hanno pagato una
    > marea di fake posters per presidiare tutti i
    > forums. Poi hanno rilasciato i reports piú
    > realistici a pochissime persone ben sapendo che
    > non sarebbero stati diffusi fino a dopo la
    > quotazione.

    Sospetto che quelle persone non li abbiano proprio letti.
    Il giudice doveva dar ragione a loro?
    non+autenticato
  • > Sospetto che quelle persone non li abbiano
    > proprio letti.
    > Il giudice doveva dar ragione a loro?

    Ripeto.
    Quali azionisti hanno informato ?
    Le azioni sono state comprate da milioni di persone in tutto il mondo. Ma quelle notizie non sono state diffuse fino a dopo la quotazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Ripeto.
    > Quali azionisti hanno informato ?
    > Le azioni sono state comprate da milioni di
    > persone in tutto il mondo. Ma quelle notizie non
    > sono state diffuse fino a dopo la
    > quotazione.
    Nessuno li ha costretti ad investire, lo hanno fatto a loro rischio ed hanno pagato come giusto che sia.
    Un conto che un social network è famoso in tutto il mondo è un conto è la finanza che se ne sbatte, dei ragazzini che chattano fra loro.
    Io che ho un minimo di cervello non ho comprato azioni Facebook, senza dovermi informare, e non so prevedere il futuro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: qualcuno
    >
    > > Riepiloghiamo. Hanno pagato migliaia di
    > > giornalisti e blogger per pubblicare reports,
    > > notizie e commenti positivi. Hanno pagato una
    > > marea di fake posters per presidiare tutti i
    > > forums. Poi hanno rilasciato i reports
    > piú
    > > realistici a pochissime persone ben sapendo
    > che
    > > non sarebbero stati diffusi fino a dopo la
    > > quotazione.
    >
    > Sospetto che quelle persone non li abbiano
    > proprio letti.
    > Il giudice doveva dar ragione a loro?

    eh no caro, i "sospetti" e i "si dice" non sono ammessi. o vieni con le prove o ti stai zitto.
    (minchia, ho rimbeccato - a ragion veduta - niente meno che Leguleio. Sutisfaction!)

    E siamo 29 a 1, e' cominicata la rimonta!
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito

    > > > Riepiloghiamo. Hanno pagato migliaia di
    > > > giornalisti e blogger per pubblicare
    > reports,
    > > > notizie e commenti positivi. Hanno pagato
    > una
    > > > marea di fake posters per presidiare tutti
    > i
    > > > forums. Poi hanno rilasciato i reports
    > > piú
    > > > realistici a pochissime persone ben sapendo
    > > che
    > > > non sarebbero stati diffusi fino a dopo la
    > > > quotazione.
    > >
    > > Sospetto che quelle persone non li
    > abbiano
    > > proprio letti.
    > > Il giudice doveva dar ragione a loro?
    >
    > eh no caro, i "sospetti" e i "si dice" non sono
    > ammessi. o vieni con le prove o ti stai zitto.
    >
    > (minchia, ho rimbeccato - a ragion veduta -
    > niente meno che Leguleio.
    > Sutisfaction!)
    >
    > E siamo 29 a 1, e' cominicata la rimonta!


    Mi fai arrossire. Se gli articoli sulla vicenda dicessero qualcosa di più... il più lungo è 15 righe. Imbarazzato

    Se i miei sospetti saranno corroborati nei prossimi giorni, lo scriverò qui.
    non+autenticato
  • Quindi veramente se dico i fatti miei su facebook, poi lo viene a sapere qualcun altro?

    AIUTAMI A CANCELLARMI NON LO SAPEVO!!1!!!11!111!!! TI PREGO MIA MAMMA NON VUOLE!!!!1!11!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > Facebook è pericoloso per la privacy.
    >
    > http://webwatching.eustema.it/perche-aspettarsi-la

    L'alcool è pericoloso per chi si mette alla guida.
    Il fumo uccide.
    Un tempo qui era tutta campagna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > L'alcool è pericoloso per chi si mette alla guida.
    > Il fumo uccide.
    > Un tempo qui era tutta campagna.

    e la mamma degli sciocchi è sempre incinta
    non+autenticato
  • - Scritto da: jo jo
    > - Scritto da: Leguleio
    > > L'alcool è pericoloso per chi si mette alla
    > guida.
    > > Il fumo uccide.
    > > Un tempo qui era tutta campagna.
    >
    > e la mamma degli sciocchi è sempre incinta

    Certo che se mi devi attaccare anche per battute innocue come queste sei proprio messo male.
    non+autenticato