Mai pių valigie perse

Un dispositivo di tracciamento che segue l'itinerario dei bagagli durante qualsiasi viaggio

L'incubo maggiore per i frequent flyer è di non riuscire a scorgere sul nastro di consegna il bagaglio imbarcato prima della partenza. Chi viaggia per lavoro o semplicemente per piacere, sa che smarrire un bagaglio con tutto il suo contenuto può essere un'esperienza poco gradevole, se non addirittura da incubo, soprattutto quando il bagaglio contiene documenti o oggetti importanti, o magari gli unici vestiti che si hanno a disposizione nella destinazione raggiunta. Per risolvere questo problema, l'azienda americana GlobaTrac sta per lanciare sul mercato statunitense TrakDot.

trakdot


Questo dispositivo, disponibile a partire dalla fine del prossimo marzo, è in realtà un rilevatore di coordinate geografiche non GPS, basato sulla triangolazione della rete cellulare, da portare con sé in qualsiasi bagaglio imbarcato e durante qualsiasi tipo di viaggio.
Il funzionamento di TrakDot è piuttosto semplice. Infatti, una volta acquistato, il dispositivo va attivato sul sito ufficiale del prodotto e inserito nella valigia. Da quel momento, TrakDot notificherà al viaggiatore il punto esatto in cui si trova la valigia. La notifica avverrà via email e SMS, ai vari indirizzi di posta elettronica e ai differenti numeri indicati in fase di attivazione, che possono essere modificati con il tempo.

Per gli ansiosi, poi, ci sono anche apposite app sugli store Android e iOS, con cui seguire istante per istante il percorso delle proprie valigie, per non perderle di vista neanche un attimo. La stessa funzionalità è offerta anche sul sito Web, in un'area riservata e dedicata ad ogni dispositivo attivato.

Qualora le valigie seguano un percorso differente dall'itinerario pianificato, viene lanciato un apposito avviso, a cui poi il viaggiatore può far seguito per ritrovare con maggiore facilità il bagaglio perso, grazie alle coordinate comunicate da TrakDot.

Per essere compatibile con la sicurezza aerea, TrakDot si spegne automaticamente non appena il velivolo raggiunge una determinata quota, in modo da non interferire con l'apparecchiatura di bordo. Quando l'aereo atterra, TrakDot si riattiva, ritornando in modo autonomo a scambiare dati con la rete cellulare. E quando il bagaglio è pronto per essere consegnato sul nastro e si trova a meno di dieci metri dal proprietario, TrakDot invia un avviso, giusto per essere sicuri che la valigia non abbia preso strade diverse.

TrakDot è alimentato da una coppia di batterie di formato AA, che offre un'autonomia di circa tre settimane di funzionamento continuo. Il livello di batteria in esaurimento viene comunque comunicato via SMS/email e compare anche nella pagina principale di login delle app sugli smartphone e sul Web.

Secondo l'azienda, TrakDot non genera problemi durante i controlli di sicurezza. I problemi, però, potrebbero arrivare dalla tipologia di bagaglio: ad esempio, le valigie completamente in metallo con copertura spessa potrebbero impedire il corretto funzionamento del dispositivo.

Inoltre, non esistono centri di riparazione autorizzati, per cui qualora il TrakDot si danneggi o si perda, è necessario acquistarne uno nuovo.

L'azienda però garantisce la possibilità di riattivare il nuovo dispositivo utilizzando l'abbonamento annuale già in essere. E sì, perché per poter usare TrakDot ci sono alcuni costi da sostenere. Al di là della spesa legata al device, che ammonta a circa 50 dollari, bisogna pagare l'attivazione di circa 9 dollari una tantum e un abbonamento annuale di circa 13 dollari. Il prezzo della tranquillità.

(via Gizmodo)
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