NEC prepara le fuel-cell da 40 ore

Una settimana lavorativa. Questa l'autonomia a cui punta NEC con una nuova generazione di batterie a combustibile per notebook che lancerà sul mercato il prossimo anno

Milano - NEC è in gara con Toshiba per lanciare sul mercato i primi modelli di notebook equipaggiati con le ormai note fuel-cell, batterie funzionanti con liquido combustibile, quale il metanolo, che promettono più autonomia e più rispetto per l'ambiente.

NEC Computers Italia ha confermato che entro la fine del 2004 la casa madre giapponese introdurrà sul mercato la prima generazione di fuel-cell per i notebook: queste si basano su di una tecnologia presentata lo scorso giugno a Nano Tech 2003 e successivamente perfezionata per l?integrazione nei computer portatili.

Il prototipo di batteria a combustibile presentato alla fiera in Giappone fornisce una potenza media di 14W e una potenza massima di 24W con una densità pari a 40 mW/cm², definita da NEC "la più elevata sul mercato".
Con 300 cc al 10% di alcol metilico, il prototipo ha raggiunto un?autonomia di 5 ore, ma l?obiettivo dichiarato da NEC è molto più ambizioso: una settimana lavorativa, cioè 8 ore al giorno per 5 giorni, pari a 40 ore di autonomia complessiva.

Parallelamente al perfezionamento della tecnologia della batteria a combustibile, NEC si è detta impegnata nel condurre gli studi e le verifiche necessarie per definire le modalità di ricarica della batteria (con cartucce e/o mediante rabbocco del combustibile) e della distribuzione e vendita della batteria in conformità alle leggi vigenti e alle normative di sicurezza.

La batteria a combustibile sfrutta il semplice processo inverso di decomposizione dell?acqua mediante elettricità. In termini semplici, l?acqua può essere separata in H2 e O2 mediante l?immissione di elettricità. Invertendo il processo, l?unione di H2 e O2 a formare acqua rilascia elettricità.

NEC ha spiegato che nelle batterie a combustibile attivo, normalmente utilizzate per automobili e case, per trasferire il combustibile e l?aria alla pila di celle è necessario avvalersi di un compressore: nelle fuel-cell per notebook, invece, il compressore non serve grazie all?elevata potenza garantita dal nano-tubo di carbonio nell?elettrodo.

Recentemente Toshiba e Motorola hanno annunciato piani per portare le fuel-cell anche sui dispositivi più piccoli, come telefoni cellulari e PDA.
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21 Commenti alla Notizia NEC prepara le fuel-cell da 40 ore
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  • gia' scoppiano le batterie "normali"...
    vedi Nokia

    Gio Condor
    non+autenticato

  • ........di più. Mooolto di più.

    Ovviamente non una settimana, ma ricaricarla ha costi prossimi allo zero. Una spina, un po' di corrente, et voilà!

    Perchè dovrei alimentare il mercato delle fuel-cell che, sicuramente, costeranno un occhio della testa, solo per rimpimguare il portafogli di chi, oggi, non sa più cosa inventarsi per far cassa ?

    Fuel Cell come le ricariche di marca delle stampanti ?

    Ma vadano in culo.........
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > ........di più. Mooolto di più.

    ??? sei patetico ... parli di cose che non hai neanche tentato di comprendere ...

    poi se forse lo sai le batterie ricaricabili sono inquinanti al massimo !!! (le fuel cell di contro non inquinano NULLA !!!)

    > Ovviamente non una settimana, ma ricaricarla
    > ha costi prossimi allo zero. Una spina, un
    > po' di corrente, et voilà!

    perche' pensi che le batterie a combustibile dopo una settimana le butti via ???

    > Perchè dovrei alimentare il mercato delle
    > fuel-cell che, sicuramente, costeranno un
    > occhio della testa, solo per rimpimguare il
    > portafogli di chi, oggi, non sa più cosa
    > inventarsi per far cassa ?

    ... veramente anche se potrebbero costare di piu' sono invece un'invenzione completamente contraria al far cassa !!!

    > Fuel Cell come le ricariche di marca delle
    > stampanti ?

    e come le stampanti si troveranno rimedi fatti in casa con compressori e cartucce ... (ma se gia' dicono che non hanno gia' piu' bisogno dei compressori ora ...)

    > Ma vadano in culo.........

    ma vacci tu TROLLONE !!! e la prossima volta CAPIRE quello che leggi sarebbe BUONA NORMA prima di fare un intervento del genere ...
  • > poi se forse lo sai le batterie ricaricabili
    > sono inquinanti al massimo !!! (le fuel cell
    > di contro non inquinano NULLA !!!)

    per quanto riguarda il discorso inquinamento avrei da ridire...
    E' facile farla semplice dicendo che le batterie attuali hanno componenti inquinanti e le celle di combustibile no, ma la verita' potrebbe essere leggermente piu' complessa...

    Una batteria convenzionale e' inquinante da smaltire, ma non certo nella conservazione...e magari te la tieni per anni...

    La cella di combustibile non sara' inquinante nello smaltimento, pero' richiede di essere sempre ricaricata.
    Quanto inquina la *PRODUZIONE* del combustibile ? Quanto consuma elettricamente produrlo (e quindi si usa energia dalle centrali termolettriche/turbogas, visto che non abbiamo il nucleare) ? Sicuramente molto di piu' della ricarica di una batteria....
    Quanto inquina la rete di distribuzione delle ricariche ?
    etc...etc...

    Ovviamente non ho risposte a queste domante, bisognerebbe fare uno studio non semplicissimo, tuttavia volevo solo mettere la pulce nell'orecchio...
    Il fatto e' che spesso ci viene detto solo il 50% della verita' (in questo caso e' vero che la batteria "in se'" inquina meno, ma non sappiamo se nei 2-5 anni di vita utile, considerato tutte le ricariche, la loro produzione e distribuzione, il vero inquinamento sia stato globalmente inferiore)

    Poi rimane la scomodita' della ricarica e il costo di ricarica sicuramente superiore (la bolletta che paghi all'ENEL per ricaricare una batteria di un notebook e' ridicola, quasi nulla...scommetto invece che il costo delle ricarche non sara' quasi nullo)

    Resta poi indubbio che SE verra' raggiunta l'autonomia dichiarata per molti usi sara' una manna.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > per quanto riguarda il discorso inquinamento
    > avrei da ridire...
    > E' facile farla semplice dicendo che le
    > batterie attuali hanno componenti inquinanti
    > e le celle di combustibile no, ma la verita'
    > potrebbe essere leggermente piu'
    > complessa...
    >
    > Una batteria convenzionale e' inquinante da
    > smaltire, ma non certo nella
    > conservazione...e magari te la tieni per
    > anni...
    Come sopramobili?
    >
    > La cella di combustibile non sara'
    > inquinante nello smaltimento, pero' richiede
    > di essere sempre ricaricata.
    Anche le batterie chimiche devi caricarle.

    > Quanto inquina la *PRODUZIONE* del
    > combustibile ?
    Il metanolo è prodotto di scarto della distillazione della grappa, e di qualunque altra cosa.

    > Quanto consuma elettricamente
    > produrlo (e quindi si usa energia dalle
    > centrali termolettriche/turbogas, visto che
    > non abbiamo il nucleare) ?
    Se vuoi ottenere idrogeno per elettrolisi il rendimento non sarà forse il massimo, del resto anche caricare una batteria chimica è dispendioso, basta sentire quanto si scalda

    > Sicuramente molto
    > di piu' della ricarica di una batteria....
    Ho sai cose che noi umani non possiamo neanche immaginare, oppure faresti meglio a sostituire i "sicuramente" con "secondo me"

    > Quanto inquina la rete di distribuzione
    > delle ricariche ?
    > etc...etc...
    Questa è la prima cosa giusta che dici.

    >
    > Ovviamente non ho risposte a queste domante,
    > bisognerebbe fare uno studio non
    > semplicissimo, tuttavia volevo solo mettere
    > la pulce nell'orecchio...
    Ritenta, sarai più fortunato.

    > Il fatto e' che spesso ci viene detto solo
    > il 50% della verita' (in questo caso e' vero
    > che la batteria "in se'" inquina meno, ma
    > non sappiamo se nei 2-5 anni di vita utile,
    > considerato tutte le ricariche, la loro
    > produzione e distribuzione, il vero
    > inquinamento sia stato globalmente
    > inferiore)
    Tu non lo sai, se tu comperassi qualche rivista scientifica, anche divulgativa (NON focus per l'amor di dio ora ne sapresti di più
    >
    > Poi rimane la scomodita' della ricarica e il
    > costo di ricarica sicuramente superiore (la
    > bolletta che paghi all'ENEL per ricaricare
    > una batteria di un notebook e' ridicola,
    > quasi nulla...scommetto invece che il costo
    > delle ricarche non sara' quasi nullo)
    Questo può essere vero, facciamo 30 cl * 24 (h/g) * 30g / 5 verrebbero circa 4.3 litr al mese di metanolo, cifra accettabile.
    >
    > Resta poi indubbio che SE verra' raggiunta
    > l'autonomia dichiarata per molti usi sara'
    > una manna.
  • - Scritto da: Goul_duKat

    > perche' pensi che le batterie a combustibile
    > dopo una settimana le butti via ???

    Beh, assieme a lui la pensano cosi` in tanti, dato che esistono entrambe le versioni (refillable e non refillable) e non e` affatto detto che si impongano quelle ricaricabili. Sara` il mercato a decidere in base alla solita, bieca logica di profitto, e non certo in base all'impatto ambientale.

    > ... veramente anche se potrebbero costare di
    > piu' sono invece un'invenzione completamente
    > contraria al far cassa !!!

    Eh gia`, se le sono inventate per il bene dell'umanita`. LOL
    non+autenticato
  • "NEC ha spiegato che nelle batterie a combustibile attivo, normalmente utilizzate per automobili e case"

    Auto e case????
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > "NEC ha spiegato che nelle batterie a
    > combustibile attivo, normalmente utilizzate
    > per automobili e case"
    >
    > Auto e case????

    Penso si riferisca ai vari esperimenti di auto e generatori a idrogeno, ancora non diffusi per ovvie pressioni da parte delle compagnie petrolifere che hanno tutto da perdere al riguardo. Certo che però se questa tecnologia si sviluppasse a dovere sarebbe un'interessante via trasversale per poi trasferire questi sistemi anche ad altre applicazioni. Non conosco a fondo il funzionamento dell'alimentazione a combustibile, però per quel che ne so non dovrebbe essere così impossibile il mio ragionamento Sorride

    Saluti
  • > > Auto e case????
    >
    > Penso si riferisca ai vari esperimenti di
    > auto e generatori a idrogeno, ancora non
    > diffusi per ovvie pressioni da parte delle
    > compagnie petrolifere che hanno tutto da
    > perdere al riguardo.

    Esistono impianti casalinghi da 10 kw o giù di lì, ma sono ancora ingombranti e costosi.
    Quando riusciranno a farli grandi come una caldaia vedrai che ne venderanno.
    non+autenticato

  • - Scritto da: MaurizioB
    > Penso si riferisca ai vari esperimenti di
    > auto e generatori a idrogeno, ancora non
    > diffusi per ovvie pressioni da parte delle
    > compagnie petrolifere che hanno tutto da
    > perdere al riguardo.

    In realtà le cose sono ben diverse.
    Non esistono congiure di nessun genere, piuttosto si tratta di una tecnologia che non sembra molto adatta alla diffusione su larga scala.

    Le fuel-cell si conoscono dal 1890 circa, tutte le missioni spaziali della NASA hanno utiliuzzato e utilizzano batterie con questo principio, non potendo generare energia elettrica in altro modo.
    Negli ultimi 20 anni si è provato ad utilizzare questa tecnologia per le automobili, ma i costi del dispositivo erano molto elevati in quanto si richiede l'utilizzo del platino, che come noto è molto raro.
    Oggi le percentuali di platino sono notevolmente ridotte, ma ancora troppo elevate, tanto da non consentire la commercializzazione di massa in quanto non esisterebbe abbastanza platino sulla terra.
    Il che si traduce in un costo elevato degli apparati che utilizzano questa tecnologia, allora le resistenze delle case costruttrici sono elevate perchè si trovano ad avere delle automobili utilitarie con un prezzo da automobili di lusso...
    Inoltre c'è il problema del combustibile.
    Primariamente le celle funzionano ad idrogeno, ancora oggi non esiste alcun modo sicuro di stoccare questo gas se non in forma liquida ad una temperatura prossima allo zero assoluto...
    Percui si opta per vari compromessi fra cui l'utilizzo degli idrocarburi aromatici, i normali combustibili, la benzina e derivati, che contengono in quantità idrogeno.
    Quindi da una prima reazione di ottiene l'idrogeno e poi lo si
    fa ossidare per ottenere l'acqua, che genera notevole energia.
    Inoltre resta da capire dove rigettare l'acqua prodotta dalla combustione, perchè pare sia 8 volte di più rispetto all'idrogeno di partenza.
    Immaginate Milano, Roma, New York con automobili che buttano fuori litri d'acqua in forma di vapere....

    Questa è una panoramica molto approssimativa, ma credo di aver reso l'idea di quanto sia difficile, a volte, tradurre in tecnologia delle conoscenze detenute anche da molto tempo, come il caso delle fuel-cell.

    Le ragioni percui si va ancora col petrolio non sono perchè le multinazionali, gli Usa, gli arabi ci costringono, ma perchè è enacora il metodo più semplice ed economico.


    ciao, alexmario.
    non+autenticato

  • > Le ragioni percui si va ancora col petrolio
    > non sono perchè le multinazionali, gli Usa,
    > gli arabi ci costringono, ma perchè è
    > enacora il metodo più semplice ed economico.


    > ciao, alexmario.

    Bella Risposta MA ...
    ... il dubbio rimane e se ci fossero tecnologie quasi pronte ma non commercializzate solo per motivi di profitto???

    Per esempio nessuna casa di lavatrici costruirebbe una lavatrice che non si rompe!!
    non+autenticato
  • io ho una motosega a fuel-cell !A bocca aperta
    non+autenticato
  • > > Le ragioni percui si va ancora col
    > petrolio
    > > non sono perchè le multinazionali, gli
    > Usa,
    > > gli arabi ci costringono, ma perchè è
    > > enacora il metodo più semplice ed
    > economico.
    >    
    >    
    > > ciao, alexmario.
    >
    > Bella Risposta MA ...
    > ... il dubbio rimane e se ci fossero
    > tecnologie quasi pronte ma non
    > commercializzate solo per motivi di
    > profitto???
    >
    > Per esempio nessuna casa di lavatrici
    > costruirebbe una lavatrice che non si
    > rompe!!

    A parte le paranoie la cosa sicura è che ci saranno sconvolgimenti climatici e un surriscaldamento paragonabile (se non maggiore) a quello che si ha ora con lo smog.

    Il vapore acqueo in grandi quantità forma nubi e le nubi sono la causa dell'effetto serra proprio (quello naturale) che è sempre esistito su tutti i pianeti ma sulla terra ha un equilibrio ottimale. Nel giro di anni si rischia di avere cielo sempre coperto, un po' come su Venere... Senza contare che aria con alti tassi di umidità provoca danni polmonari ben più gravi delle micropolveri... Praticamente si rischia di annegare respirando. Chi lavora nelle stirerie o in altri posti saturi di umidità sa a cosa mi riferisco.

    Qualche scienziato dice che ci sarebbe solo un aumento della piovosità ma anche un totano sa che se l'atmosfera è umida non può piovere. Sono contrarissimo all'utilizzo degli idrocarburi ma spesso mi chiedo se questa menata dell'idrogeno non sia l'ennesimo passo per uccidere il pianeta per far entrare qualcuno sui libri di storia e ovviamente mungere soldi ai consumatori.

    Un po' come le erboristerie: tutta roba naturale, peccato che la maggior parte dei veleni che ha prodotto l'uomo sono naturali e molte delle erbe che si vendono sono tossiche (e lo dimostra anche il numero di intossicati da erboristeria ogni anno).
    Hanno il coraggio di vendere concentrati di mandorla (ovvero qualcosa con un alto contenuto di cianuro, la mafia con i dolci con l'estratto di mandorla ha commesso omicidi per decenni)!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > A parte le paranoie la cosa sicura è che ci
    > saranno sconvolgimenti climatici e un
    > surriscaldamento paragonabile (se non
    > maggiore) a quello che si ha ora con lo
    > smog.

    > Il vapore acqueo in grandi quantità forma
    > nubi e le nubi sono la causa dell'effetto
    > serra proprio (quello naturale) che è sempre
    > esistito su tutti i pianeti ma sulla terra
    > ha un equilibrio ottimale.
    > Nel giro di anni
    > si rischia di avere cielo sempre coperto, un
    > po' come su Venere... Senza contare che aria
    > con alti tassi di umidità provoca danni
    > polmonari ben più gravi delle
    > micropolveri... Praticamente si rischia di
    > annegare respirando. Chi lavora nelle
    > stirerie o in altri posti saturi di umidità
    > sa a cosa mi riferisco.

    Pero'... se si usano combustibili di origine agricola (come il biodisel) non si ha nessuna variazione globale delle sostanze perche' tante ne vengono emesse quante ne vengono consumate (nell' accrescimento delle piante).
    Si avrebbe un ciclo chiuso, a parte la perdita d' energia termica, ma da un punto di vista strettamente chimico il ciclo rimane chiuso.

    > Qualche scienziato dice che ci sarebbe solo
    > un aumento della piovosità ma anche un
    > totano sa che se l'atmosfera è umida non può
    > piovere. Sono contrarissimo all'utilizzo
    > degli idrocarburi ma spesso mi chiedo se
    > questa menata dell'idrogeno non sia
    > l'ennesimo passo per uccidere il pianeta per
    > far entrare qualcuno sui libri di storia e
    > ovviamente mungere soldi ai consumatori.

    I gas serra aumentano soltanto se si usano i combustibili provenienti da giacimenti fossili e che quindi non fanno piu' parte del ciclo "bioclimatico" attuale.

    Ovviamente questo non risolvererebbe tutto il fabbisogno ma si sa' che la soluzione ad un problema non sta' sempre da una parte sola...
    per esempio un fattore importante che determina l' inquinamento e' la densita' di popolazione...
    La sovrappopolazione e' un grosso problema anche dal punto di vista ambientale.

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Bella Risposta MA ...
    > ... il dubbio rimane e se ci fossero
    > tecnologie quasi pronte ma non
    > commercializzate solo per motivi di
    > profitto???
    >

    Ma se ci sono problemi di profitto vuol dire che la tecnologia non è pronta.
    Mi spiego meglio.
    Oggi uno se sa che la batteria del portatile è quasi sacrica la attacca alla rete elettrica tramite cavo ed alimenta così il tutto.
    Con le batterie a fuel-cell, deve ricordarsi si ricaricare ogni tot ore, il che vuol dire che mentre uno è intento a lavorare...
    Inoltre c'è sempre il discorso del prezzo.
    Come ho detto le fuel-cell contengono platino, che si sta
    cercando di eliminare, il che le rende costose per via che il
    platino è rarissimo.
    Se un portatile normale costa 1000 Euro ed uno uguale con
    la sola differenza di avere le pile a combustibile costa il
    doppio, che cosa andrà per la maggiore?

    Questi sono i problemi di profitto che le aziende si pongono.
    Lanciare una nuova tecnologia comporta sempre dei rischi elevati, ma le aziende ci si lanciano in continuazione perchè
    vuole anche dire profitti a gogo finchè le altre non ti raggiungono.


    > Per esempio nessuna casa di lavatrici
    > costruirebbe una lavatrice che non si
    > rompe!!

    Vero, ma potrebbe sempre venderti la lavatrice
    indistruttibile e guadagnare sui servizi aggiunti, come
    succede ad esempio con le stampanti, dove il costo
    di tutta la struttura non vale quello della cartuccia...
    :)

    Ciao, alexmario.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: MaurizioB
    > > Penso si riferisca ai vari esperimenti di
    > > auto e generatori a idrogeno, ancora non
    > > diffusi per ovvie pressioni da parte delle
    > > compagnie petrolifere che hanno tutto da
    > > perdere al riguardo.
    >
    > In realtà le cose sono ben diverse.
    > Non esistono congiure di nessun genere,
    > piuttosto si tratta di una tecnologia che

    beh una grana c'e' , ed e' che comunque oggi l'idrogeno costa di meno se lo tiri fuori dal petrolioSorpresa(

    che e' peggio di una congiura
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > beh una grana c'e' , ed e' che comunque oggi
    > l'idrogeno costa di meno se lo tiri fuori
    > dal petrolioSorpresa(

    Non solo oggi, anche nel futuro prossimo.
    Con l'elettrolisi, che rimane il procedimento più efficiente in assoluto per la produzione di idrogeno, occorrono circa 5 kWh per litro d'acqua, per generare 1.2 metri cubi di idrogeno, il quale a sua volta può generare un massimo di 4 kWh di energia chimica, dato il potere calorifico pari a 2576 kcal/mc. Per avere elettrolisi senza apporto diretto di energia elettrica occorre far avvenire la reazione alla temperatura di circa 3000°C.
    Questo per il procedimento più efficiente in assoluto che si conosca, consultate il vostro chimico di fiducia per conferme. La perdita energetica è secca, almeno fino a quando non diventeranno realtà le fantascientifiche ipotesi sulla produzione batterica o altre amenità sperimentali.
    In alternativa possiamo trasferirci in Islanda, dove hanno un paio di geyser per abitante e quindi l'energia elettrica da fonte geotermica (anche quella da sprecare per produrre idrogeno) gli costa un tubo.
    non+autenticato