Alfonso Maruccia

ExoMars, affare russo-europeo

La futura missione di esplorazione marziana perde pezzi ma va avanti: NASA si defila, mentre Roscosmos ed ESA si dividono equamente le responsabilità. ESA pensa poi al crowdsourcing per meglio simulare le manovre nello spazio

ExoMars, affare russo-europeoRoma - Di ExoMars si parla già da molto tempo, e la missione di esplorazione robotica del Pianeta Rosso continua a essere oggetto di discussione internazionale: cambiano le responsabilità e il coinvolgimento delle varie agenzie spaziali interessate, resta l'obiettivo finale di portare un nuovo rover su Marte entro il 2018.

I rover in realtà dovevano essere due, almeno all'inizio, uno dell'ESA e un altro di NASA. Ma l'agenzia spaziale statunitense si è defilata, e ora medita su "una strategia integrata" capace di supportare i futuri obiettivi di esplorazione marziana sia robotica che umana.

In soldoni, ora NASA si limiterà a fornire un sofisticato strumento di analisi chimico-molecolare chiamato Urey, da montare a bordo del rover di ESA e da usare per identificare le più piccole tracce di elementi biologici rinvenuti sul suolo marziano.
NASA snobba ExoMars, mentre Roscosmos sigla un accordo formale con l'agenzia europea per condividere le responsabilità della missione. Il programma attuale prevede due lanci, uno nel 2016 e l'altro nel 2018: il primo servirà a sperimentare il modulo Entry, Descent and Landing Demonstrator Module (EDM), il secondo porterà sul Pianeta Rosso il primo rover in grado di sondarne il suolo fino a 2 metri di profondità.

Spazio a parte, ESA pensa a "condividere" le responsabilità anche sulla terra con una nuova app per iOS: progettata per funzionare assieme ai quadrirotori radiocomandati Parrot AR.Drone, AstroDrone raccoglierà "milioni di ore" di dati provenienti dalla simulazione di un attracco del drone alla Stazione Spaziale Internazionale.



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