Mauro Vecchio

Apple in tribunale per i brevetti sul DRM

L'intera gamma di gadget e piattaforme della Mela nel mirino di Intertrust Technologies. SocietÓ controllata da Sony e Philips specializzata in DRM. Che ha giÓ vinto battaglie analoghe con Microsoft, HTC, Samsung e Nokia

Roma - Nuova grana legale per il colosso Apple, denunciato da Intertrust Technologies per il presunto sfruttamento indebito di 15 brevetti nell'intera gamma dei suoi dispositivi venduti sul mercato statunitense, dalla linea iPhone ai tablet iPad, fino alle postazioni desktop Mac e a varie piattaforme digitali come iTunes, iCloud e App Store. Gli avvocati di Intertrust hanno chiesto a un giudice californiano una specifica ingiunzione per il blocco delle vendite a stelle e strisce delle tecnologie in violazione della proprietà intellettuale in ballo.

Attiva dai primi anni '90, Intertrust Technologies è una società specializzata nella distribuzione di soluzioni per la sicurezza di informazioni e contenuti attraverso un sistema di tipo Digital Rights Management (DRM). L'azienda statunitense era stata privatizzata nel 2003, controllata in maggioranza dai giganti dell'elettronica di consumo Sony e Philips. Nell'anno successivo, Intertrust costringeva Microsoft a siglare un accordo di licenza dal valore complessivo di 440 milioni di dollari.

Depositata presso una corte federale nel distretto nord della California, la denuncia nei confronti di Apple ha tirato in ballo un pacchetto di brevetti sulla gestione di sistemi per la protezione dei contenuti tramite DRM. Tecnologie fondamentali nel core business di Intertrust, ampiamente sfruttate da Cupertino senza alcun accordo di licensing con la società guidata dal CEO Talal Shamoon. I legali di Intertrust hanno infatti chiesto al giudice californiano di obbligare Apple al pagamento delle royalty oltre che i soliti danni (damages).
Nessun commento è stato rilasciato dai vertici della Mela, accusati di aver sfruttato i DRM di Intertrust praticamente in ognuno dei suoi gadget o servizi digitali. Non è ovviamente escluso che le due parti possano accordarsi come già avvenuto con Microsoft per l'utilizzo delle soluzioni anti-pirateria. Nel comunicato diramato dal CEO Shamoon, Intertrust ha già trovato simili accordi con numerosi produttori del calibro di Samsung, Nokia e la taiwanese HTC.

Mauro Vecchio
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