Mauro Vecchio

AP, copyright batte aggregatori

Un giudice di New York accoglie la mozione per un procedimento sommario favorevole all'agenzia di stampa statunitense. Il servizio di monitoraggio delle news Meltwater condannato per violazione del copyright

Roma - Disfatta legale per Meltwater, agenzia di pubbliche relazioni specializzata in servizi a pagamento di monitoraggio delle notizie digitali. Un giudice newyorchese ha accolto la mozione presentata dagli avvocati di Associated Press (AP) per un procedimento sommario - summary judgment - contro il servizio norvegese accusato di sfruttamento indebito dei contenuti originali prodotti dagli editori a stelle e strisce.

Nella decisione della corte di New York, i rappresentanti legali di Meltwater potranno presentare ricorso per una sola eccezione non meglio specificata nei documenti depositati dall'agenzia di stampa statunitense per ottenere la mozione favorevole. Lo stesso giudice della Grande Mela ha deciso di non rendere pubbliche le sue motivazioni, in attesa di un nuovo incontro tra le parti in causa.

Agli inizi del 2012, l'allora CEO di AP Tom Curley aveva descritto Meltwater come un "servizio parassita", che sfrutta i contenuti originali prodotti dagli editori per guadagnare con le attività di crawling sul web. In precedenza, i giudici dell'Alta Corte di giustizia britannica avevano stabilito che gli aggregatori di notizie dovessero risarcire i vari publisher per la distribuzione di link a contenuti coperti dal copyright.
In un sintetico comunicato diramato dall'agenzia di stampa statunitense, il nuovo CEO Gary Pruitt ha parlato di una decisione dal messaggio cristallino: servizi online specializzati nel monitoraggio dei contenuti come Meltwater sfrutterebbero le notizie di AP senza pagare un solo centesimo di dollaro ai legittimi produttori e detentori dei diritti.

Decisamente opposto il parere dei rappresentanti di Meltwater, subito al lavoro per la preparazione di un ricorso in appello. La decisione del giudice newyorchese metterebbe in pericolo il legittimo funzionamento degli aggregatori sul web, che si limiterebbero a raccogliere contenuti già disponibili al pubblico di Internet. Il business della piattaforma norvegese rientrerebbe pienamente nella dottrina del fair use prevista dalla legge sul diritto d'autore a stelle e strisce.

Mauro Vecchio
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17 Commenti alla Notizia AP, copyright batte aggregatori
Ordina
  • Alcuni giorni fa avevo fatto notare che il servizio Google news, ben diverso dal motore di ricerca Google, aveva indispettito i tedeschi perché abusava del servizio di citazione:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3732986&m=373...

    Quindi non sono solo i tedeschi. Gli aggregatori, così si chiamano, sono considerati servizi non conformi alla legge in diversi luoghi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che il
    > servizio Google news, ben diverso dal motore di
    > ricerca Google, aveva indispettito i tedeschi
    > perché abusava del servizio di
    > citazione:

    Non si puo' abusare del diritto di citazione.

    > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli aggregatori,
    > così si chiamano, sono considerati servizi non
    > conformi alla legge in diversi luoghi.

    Non esiste "luogo". Esiste la rete.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    > > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che il
    > > servizio Google news, ben diverso dal motore
    > di
    > > ricerca Google, aveva indispettito i tedeschi
    > > perché abusava del servizio di
    > > citazione:
    >
    > Non si puo' abusare del diritto di citazione.

    E come no?
    Quando si va oltre un certo numero di righe finisce la citazione e inizia la copia carbone.


    > > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli
    > aggregatori,
    > > così si chiamano, sono considerati servizi
    > non
    > > conformi alla legge in diversi luoghi.
    >
    > Non esiste "luogo". Esiste la rete.

    Sì, in attesa dell'istituzione di un procuratore competente per tutta la Rete, ci si rivolge a quello del luogo in cui l'abuso di citazione ha danneggiato qualcuno: in questo caso, New York.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che
    > il
    > > > servizio Google news, ben diverso dal
    > motore
    > > di
    > > > ricerca Google, aveva indispettito i
    > tedeschi
    > > > perché abusava del servizio di
    > > > citazione:
    > >
    > > Non si puo' abusare del diritto di citazione.
    >
    > E come no?
    > Quando si va oltre un certo numero di righe
    > finisce la citazione e inizia la copia
    > carbone.

    Appunto.
    Finisce la citazione.
    Quindi in quel caso non puoi parlare di citazione.
    Se sei nei limiti e' citazione.
    Se superi i limiti non e' piu' citazione.
    L'abuso di citazione non esiste.

    > > > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli
    > > aggregatori,
    > > > così si chiamano, sono considerati
    > servizi
    > > non
    > > > conformi alla legge in diversi luoghi.
    > >
    > > Non esiste "luogo". Esiste la rete.
    >
    > Sì, in attesa dell'istituzione di un procuratore
    > competente per tutta la Rete, ci si rivolge a
    > quello del luogo in cui l'abuso di citazione ha
    > danneggiato qualcuno: in questo caso, New
    > York.

    Qualunque laureando in legge fuoricorso potrebbe appellarsi per sede impropria e invalidare la causa.

    Il luogo non e' NYC ma il mondo intero (con pure possibilita' che si sia verificato nella stazione orbitante ISS).
  • - Scritto da: panda rossa

    >
    > Il luogo non e' NYC ma il mondo intero (con pure
    > possibilita' che si sia verificato nella stazione
    > orbitante
    > ISS).

    Sbagliato. Ormai da tempo, la nazione dove è di fatto commesso il reato ha giurisdizione.

    Se vivi in Australia e diffami una persona in Italia, l'Italia ha giurisdizione e chiederà assistenza all'Australia. Che la concederà.

    Gli anni '90 sono passati. La Legge ha addomesticato internet.

    Il tempo della Frontiera è finito. Rassegnati.
    non+autenticato
  • Si, si. Infatti Cesare Battisti non è in Brasile ma in Italia. E Roman Polanski è negli USA, mica in Francia.

    Certo: tutta gente condannata per reati ben meno gravi della diffamazione o della violazione di copyright.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Leguleio
    > > > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che
    > il
    > > > servizio Google news, ben diverso dal
    > motore
    > > di
    > > > ricerca Google, aveva indispettito i
    > tedeschi
    > > > perché abusava del servizio di
    > > > citazione:
    > >
    > > Non si puo' abusare del diritto di citazione.
    >
    > E come no?
    > Quando si va oltre un certo numero di righe
    > finisce la citazione e inizia la copia
    > carbone.
    >   
    >
    > > > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli
    > > aggregatori,
    > > > così si chiamano, sono considerati
    > servizi
    > > non
    > > > conformi alla legge in diversi luoghi.
    > >
    > > Non esiste "luogo". Esiste la rete.
    >
    > Sì, in attesa dell'istituzione di un procuratore
    > competente per tutta la Rete, ci si rivolge a
    > quello del luogo in cui l'abuso di citazione ha
    > danneggiato qualcuno: in questo caso, New
    > York.

    Zitto, non farti sentire, non dargli idee strane, che la tentazione di controllare la rete tipo "Grande Fratello" (riferito al romanzo 1984) è forte..Poi lo fanno sul serio un ente internazionale..A bocca apertaSorride
  • - Scritto da: Leguleio
    > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che il
    > servizio Google news, ben diverso dal motore di
    > ricerca Google, aveva indispettito i tedeschi
    > perché abusava del servizio di
    > citazione:
    >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3732986&m=373
    >
    > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli aggregatori,
    > così si chiamano, sono considerati servizi non
    > conformi alla legge in diversi
    > luoghi.
    non proprio. Non sono considerati conformi DAGLI EDITORI di diversi luoghiSorride
    Ovviamente per automagia lo diventano se i suddetti pagano.
    (Sui parlamenti, specie Usa, sfortunatamente non si puo' fare molto affidamento.. visto quanto sono infestati dalle major)

    In realta' l' "amicus brief" di EFF spiega abbastanza bene perche gli editori dovrebbero pensare ad altro, invece che rompere l'anima sugli aggregatori.

    https://www.eff.org/document/amicus-brief-14
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che il
    > > servizio Google news, ben diverso dal motore di
    > > ricerca Google, aveva indispettito i tedeschi
    > > perché abusava del servizio di
    > > citazione:
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3732986&m=373
    > >
    > > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli
    > aggregatori,
    > > così si chiamano, sono considerati servizi non
    > > conformi alla legge in diversi
    > > luoghi.

    > non proprio. Non sono considerati conformi DAGLI
    > EDITORI di diversi luoghi
    >Sorride

    ...E dai rispettivi tribunali e parlamenti (in Germania, per ora, solo il parlamento se n'è occupato).


    > Ovviamente per automagia lo diventano se i
    > suddetti
    > pagano.

    Non è "automagia". Qui e anche su altri forum si vuole far passare l'idea che questi servizi siano fatti per hobby. Non é assolutamente così, su articoli di giornale assemblati e selezionati (e, per quanto ho visto, anche su fotografie prese dagli articoli di giornale) gli aggregatori guadagnano pubblicità. Ma gli introiti vanno agli aggregatori, non ai giornali. Ma guarda un po'.
    Se la cosa fosse a titolo gratuito, il discorso sarebbe ben diverso.



    > (Sui parlamenti, specie Usa, sfortunatamente non
    > si puo' fare molto affidamento.. visto quanto
    > sono infestati dalle
    > major)

    È infantile figurarsi una realtà dove esistono popolazioni aliene che vogliono il controllo del mondo da una parte, e poveri terrestri indifesi dall'altro. I proprietari e gli azionisti delle case discografiche e cinematografiche hanno diritto di voto come chiunque altro, e così i loro familiari e i dipendenti. Che per inciso negli Usa non sono pochissimi.
    E sta' certo che il loro voto non è uguale al tuo. Questione di numeri.


    > In realta' l' "amicus brief" di EFF spiega
    > abbastanza bene perche gli editori dovrebbero
    > pensare ad altro, invece che rompere l'anima
    > sugli
    > aggregatori.
    >
    > https://www.eff.org/document/amicus-brief-14

    Boh, non capisco perché il parere della Electronic frontier foundation dovrebbe interessare agli editori. La EFF è senza fine di lucro, gli editori invece vogliono guadagnare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: bubba
    >
    >
    > > > Alcuni giorni fa avevo fatto notare che
    > il
    > > > servizio Google news, ben diverso dal
    > motore
    > di
    > > > ricerca Google, aveva indispettito i
    > tedeschi
    > > > perché abusava del servizio di
    > > > citazione:
    > > >
    > > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3732986&m=373
    > > >
    > > > Quindi non sono solo i tedeschi. Gli
    > > aggregatori,
    > > > così si chiamano, sono considerati
    > servizi
    > non
    > > > conformi alla legge in diversi
    > > > luoghi.
    >
    > > non proprio. Non sono considerati conformi
    > DAGLI
    > > EDITORI di diversi luoghi
    > >Sorride
    >
    > ...E dai rispettivi tribunali e parlamenti (in
    > Germania, per ora, solo il parlamento se n'è
    > occupato).
    beh i tribunali sono chiamati in causa dagli EDITORI.. forti dei loro amici in parlamento... (non parlo nello specifico degli aggregatori.. ma delle FORTISSIME ingerenze a difesa dei privilegi sulla gestione della proprieta' intelletuale in generale. Tanto il "cibo" e' sempre quello.)


    >
    > > Ovviamente per automagia lo diventano se i
    > > suddetti
    > > pagano.
    >
    > Non è "automagia". Qui e anche su altri forum si
    > vuole far passare l'idea che questi servizi siano
    > fatti per hobby.
    mai detto. Ci sono quelli hobbystici e quelli non.

    > Non é assolutamente così, su
    > articoli di giornale assemblati e selezionati (e,
    > per quanto ho visto, anche su fotografie prese
    > dagli articoli di giornale) gli aggregatori
    > guadagnano pubblicità. Ma gli introiti vanno agli
    > aggregatori, non ai giornali. Ma guarda un
    > po'.
    Ma anche no. Vanno a entrabi. Anche nel caso di specie.
    L'aggregatore "moderno" ha un sito web (www.rss.com diciamo) e il backend dove seleziona link di articoli altrui, sul frontend piazza la sua pubblicita', uno snippet dell'articolo E IL LINK ALLA FONTE.
    Il lavoro dell'aggregatore "moderno" e' appunto selezionare, aggregare in varie forme ricercabili, le fonti e gli snippet alle notizie. Ma per leggerla tutta devi clickare e andar alla sorgente (dove ti becchi la loro di pubblicita').
    Parlo di "moderni", perche' anche un mero RSS (che puoi fare sul modem PSTN di casa, tante poche risorse ti prende) puoi farlo pure tu..

    > Se la cosa fosse a titolo gratuito, il discorso
    > sarebbe ben
    > diverso.
    Per la verita' le major hanno ben pochi scrupoli...

    > > (Sui parlamenti, specie Usa, sfortunatamente
    > non
    > > si puo' fare molto affidamento.. visto quanto
    > > sono infestati dalle
    > > major)
    >
    > È infantile figurarsi una realtà dove
    > esistono popolazioni aliene che vogliono il
    > controllo del mondo da una parte, e poveri
    > terrestri indifesi dall'altro. I proprietari e
    magari fossero alieni.

    > gli azionisti delle case discografiche e
    > cinematografiche hanno diritto di voto come
    > chiunque altro, e così i loro familiari e i
    > dipendenti. Che per inciso negli Usa non sono
    > pochissimi.
    > E sta' certo che il loro voto non è uguale al
    > tuo. Questione di numeri.
    votassero solo andrebbe bene. E' che fanno i legislatori.

    >
    > > In realta' l' "amicus brief" di EFF spiega
    > > abbastanza bene perche gli editori dovrebbero
    > > pensare ad altro, invece che rompere l'anima
    > > sugli
    > > aggregatori.
    > >
    > > https://www.eff.org/document/amicus-brief-14
    >
    > Boh, non capisco perché il parere della
    > Electronic frontier foundation dovrebbe
    > interessare agli editori. La EFF è senza fine di
    > lucro, gli editori invece vogliono
    > guadagnare.
    Perche EFF conpartecipa alla difesa.. e da' un parere logico del perche gli Editori hanno torto... (questo ha ovviamente senso nell'ipotesi che la legislazione non sia stata scritta dalle majorCon la lingua fuori ... dove ha poca importanza la giustizia e il buon senso... beh.. vincono gli editori)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > > > non proprio. Non sono considerati conformi
    > > DAGLI
    > > > EDITORI di diversi luoghi
    > > >Sorride
    > >
    > > ...E dai rispettivi tribunali e parlamenti (in
    > > Germania, per ora, solo il parlamento se n'è
    > > occupato).

    > beh i tribunali sono chiamati in causa dagli
    > EDITORI.. forti dei loro amici in parlamento...
    > (non parlo nello specifico degli aggregatori.. ma
    > delle FORTISSIME ingerenze a difesa dei privilegi
    > sulla gestione della proprieta' intelletuale in
    > generale. Tanto il "cibo" e' sempre
    > quello.)

    Tu probabilmente vivi in un mondo parallelo dove i privilegi, veri o presunti, si perdono come perdere un gratta-e-vinci.
    Nella realtà la gente cerca di tenerseli ben stretti; i soldi, e i privilegi. Strano, neh?!?


    > > > Ovviamente per automagia lo diventano se i
    > > > suddetti
    > > > pagano.
    > >
    > > Non è "automagia". Qui e anche su altri forum si
    > > vuole far passare l'idea che questi servizi
    > siano
    > > fatti per hobby.

    > mai detto. Ci sono quelli hobbystici e quelli non.

    Quelli di cui ho letto finora sono tutti con pubblicità.
    Per quelli fatti gratuitamente non ho mai letto di pressioni legali o di leggi speciali richieste al parlamento.



    > > Non é assolutamente così, su
    > > articoli di giornale assemblati e selezionati
    > (e,
    > > per quanto ho visto, anche su fotografie prese
    > > dagli articoli di giornale) gli aggregatori
    > > guadagnano pubblicità. Ma gli introiti vanno
    > agli
    > > aggregatori, non ai giornali. Ma guarda un
    > > po'.

    > Ma anche no. Vanno a entrabi. Anche nel caso di
    > specie.
    > L'aggregatore "moderno" ha un sito web
    > (www.rss.com diciamo) e il backend dove seleziona
    > link di articoli altrui, sul frontend piazza la
    > sua pubblicita', uno snippet dell'articolo E IL
    > LINK ALLA FONTE.

    Basta citare una parte sufficiente dell'articolo, e il lettore che non ha tempo non seguirà mai il link. Nel giornalismo moderno, inutile nasconderselo, gli articolo sono strutturati in modo che titolo e prime righe dell'articolo diano sufficienti ragguagli sul contenuto.



    > Il lavoro dell'aggregatore "moderno" e' appunto
    > selezionare, aggregare in varie forme
    > ricercabili, le fonti e gli snippet alle notizie.

    Sì, selezionare...
    Chissà perché questi aggregatori non pescano mai da giornali online come l'Huffington post. Solo da quelli più famosi, più o meno sempre gli stessi, e tutti a pagamento.
    Sono selezioni molto selezionate, se mi passi il bisticcio.




    > > Se la cosa fosse a titolo gratuito, il discorso
    > > sarebbe ben
    > > diverso.

    > Per la verita' le major hanno ben pochi
    > scrupoli...

    Ripeto: in tutte le notizie del genere, quelle cioè che parlano di aggregatori, il ritorno economico c'era sempre.



    > > È infantile figurarsi una realtà dove
    > > esistono popolazioni aliene che vogliono il
    > > controllo del mondo da una parte, e poveri
    > > terrestri indifesi dall'altro. I proprietari e

    > magari fossero alieni.

    Un po' ti piacerebbe, mi sa.
    Ti faciliterebbe nel compito di vedere solo quelli col cappello nero e quelli col cappello bianco.


    > > gli azionisti delle case discografiche e
    > > cinematografiche hanno diritto di voto come
    > > chiunque altro, e così i loro familiari e i
    > > dipendenti. Che per inciso negli Usa non sono
    > > pochissimi.
    > > E sta' certo che il loro voto non è uguale al
    > > tuo. Questione di numeri.

    > votassero solo andrebbe bene. E' che fanno i
    > legislatori.

    Hanno diritto di voto, e, mi pareva sottinteso, di eleggibilità.
    Persone che potrebbero andare al Congresso a contrastarli ci sono: ma non li vota (quasi) nessuno.



    > > Boh, non capisco perché il parere della
    > > Electronic frontier foundation dovrebbe
    > > interessare agli editori. La EFF è senza fine di
    > > lucro, gli editori invece vogliono
    > > guadagnare.

    > Perche EFF conpartecipa alla difesa.. e da' un
    > parere logico del perche gli Editori hanno
    > torto... (questo ha ovviamente senso nell'ipotesi
    > che la legislazione non sia stata scritta dalle
    > majorCon la lingua fuori ... dove ha poca importanza la giustizia
    > e il buon senso... beh.. vincono gli
    > editori)

    E vinceranno sempre.
    Se i ragionamenti sono questi...
    non+autenticato