Mauro Vecchio

Apple, Siri e il brevetto cinese

Il gigante di Cupertino nel mirino di una telco di Shanghai, per la presunto sfruttamento indebito di un software di riconoscimento vocale per l'assistente digitale Siri

Roma - Nuovi screzi cinesi per i vertici di Apple, trascinati in aula da una telco di Shanghai per il presunto sfruttamento indebito di una tecnologia troppo simile a quella implementata nel 2007 nella primissima versione del servizio di assistenza vocale Siri. Con oltre 100 milioni di utenti in terra asiatica, Zhizhen Network Technology ha accusato la Mela di violazione di un brevetto regolarmente registrato nel lontano 2004.

Al centro della nuova contesa legale, il software cinese Xiao i Robot, servizio dal funzionamento molto simile a quello lanciato da Apple dal modello 4S del suo popolare smartphone iPhone. Gli avvocati di Zhizhen hanno convocato quelli della Mela nella fase pre-dibattimentale, con la più ferma intenzione di chiedere al giudice locale il blocco delle vendite dei dispositivi contenenti Siri.

Un problema in più per il gigante di Cupertino, dopo che lo stesso CEO Tim Cook aveva previsto il sorpasso della Cina in qualità di mercato più redditizio per le casse della Mela.
In precedenza, Apple era stata costretta al pagamento di 60 milioni di dollari in favore di Shenzhen Proview Technology dopo una lunga sfida sul marchio iPad. Più recentemente, numerosi media di stato hanno puntato il dito contro le garanzie AppleCare.

Gli avvocati di Zhizhen non hanno affatto escluso la possibilità di una sanzione pecuniaria per l'azienda californiana.

Mauro Vecchio
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