Mauro Vecchio

Egitto, lesione dolosa per il cavo sottomarino

Un gruppo di sommozzatori arrestati dalla guardia costiera al porto di Alessandria. Avrebbero reciso una infrastruttura Telecom Egypt. E non è la prima volta in quell'area

Roma - Al porto di Alessandria la polizia egiziana ha arrestato tre sommozzatori accusati di essersi immersi per tagliare un cavo sottomarino posato dalla telco locale Telecom Egypt. Dovrebbe trattarsi di uno tra i principali cavi SeaMeWe-4 (South East Asia-Middle East-Western Europe-4), importante backbone lunga più di 20mila chilometri che passando per il canale di Suez collega l'Asia all'Europa.

Capaci di trasportare più del 75 per cento del traffico tra Medio Oriente, Europa e Asia, i cavi sottomarini della backbone hanno subito diversi danneggiamenti negli anni scorsi. In genere, le ancore delle navi in transito hanno portato a lesioni fortuite causando un drastico rallentamento del traffico Internet tra decine di paesi dell'area SeaMeWe. L'ultimo incidente pare però legato all'intervento volontario dell'uomo.

Scarsi i dettagli offerti dalla guardia costiera egiziana sulle attività illecite dei tre sommozzatori colti in flagrante a più di 700 metri dal porto di Alessandria. Le connessioni garantite da Telecom Egypt hanno subito un drastico rallentamento, ora ripristinate attraverso flussi alternativi. I vertici di SEACOM - consorzio africano che gestisce i cavi - sono attualmente al lavoro per ripristinare la parte di backbone danneggiata. (M.V.)
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