Alfonso Maruccia

Uniloc, la matematica non è un brevetto

Il celebre patent troll cade sotto i colpi dell'inflessibile giudizio di una corte non ostile ai brevetti: Linux non viola alcuna proprietà intellettuale registrata perché la matematica non è brevettabile. Sentenza storica?

Roma - In quella che potrebbe rappresentare una sentenza dal valore fondamentale anche per gli anni a venire, la Corte Distrettuale del Distretto Orientale del Texas ha respinto le accuse di violazione brevettuale mosse da Uniloc contro Rackspace.

Uniloc, ben nota società "non produttiva" ripiena di brevetti e dotata di una altissima propensione alla litigiosità legale contro tutto e tutti, è stata sconfitta dalla società di hosting con la difesa organizzata da Red Hat. E non a caso, visto che il motivo del contendere era proprio Linux.

Uniloc sosteneva in particolare che il kernel del Pinguino violasse il brevetto 5.892.697 registrato presso l'USPTO, una proprietà intellettuale che descrive l'applicazione di un algoritmo per la gestione dei numeri in virgola mobile. Gestione proprietaria, diceva Uniloc, platealmente violata dagli algoritmi matematici implementati in Linux.
Ma i giudici si sono trovati sulla sponda opposta rispetto alla posizione di Uniloc, e hanno sentenziato sia la legittimità del business di Rackspace (e quindi del kernel FOSS sottostante) che l'assoluta invalidità di un brevetto che non si sarebbe mai dovuto concedere a un'azienda privata.

La matematica non è brevettabile, ha stabilito la corte, e la sentenza arriva da un tribunale che in passato si è sempre distinto per essere a favore delle rivendicazioni brevettuali più discutibili. La speranza è che la lezione serva a Uniloc, agli altri "patent troll" e all'intero settore tecnologico impelagato nel confusionario scenario delle proprietà intellettuali brevettate.

Alfonso Maruccia
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26 Commenti alla Notizia Uniloc, la matematica non è un brevetto
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  • Non sapevo che per fare il troll ci voleva la patenteA bocca aperta
  • Se n'è letta un bel po': un algoritmo è una cosa, i componenti un'altra.
    Tutto sta cosa si vuole difendere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gino Tavera
    > Se n'è letta un bel po': un algoritmo è una cosa,
    > i componenti
    > un'altra.
    > Tutto sta cosa si vuole difendere.

    I parassiti vogliono difendere le loro rendite immeritate.
    Quindi la questione e' se sia giusto legiferare contro la stragrande maggioranza per tutelare le immeritate rendite di pochi inutili parassiti.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Gino Tavera
    > > Se n'è letta un bel po': un algoritmo è una
    > cosa,
    > > i componenti
    > > un'altra.
    > > Tutto sta cosa si vuole difendere.
    >
    > I parassiti vogliono difendere le loro rendite
    > immeritate.
    > Quindi la questione e' se sia giusto legiferare
    > contro la stragrande maggioranza per tutelare le
    > immeritate rendite di pochi inutili
    > parassiti.

    Aggiungerei che il fatto di brevettare qualcosa, non implica in alcun modo che una sua riproposizione sia "ispirata" al brevetto stesso.
    Nel caso citato, dubito fortemente che per l'algoritmo presente in linux, chi l'ha sviluppato, sia prima andato a guardare i brevetti di "Uniloc" ed abbia tratto vantaggio da quanto in essi esposto.

    Quindi qui non si tratta solo di "parassitismo", ma di estorsione legalizzata.
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    Modificato dall' autore il 03 aprile 2013 13.29
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    Ubunto
    1341
  • - Scritto da: Ubunto
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Gino Tavera
    > > > Se n'è letta un bel po': un algoritmo è
    > una
    > > cosa,
    > > > i componenti
    > > > un'altra.
    > > > Tutto sta cosa si vuole difendere.
    > >
    > > I parassiti vogliono difendere le loro
    > rendite
    > > immeritate.
    > > Quindi la questione e' se sia giusto
    > legiferare
    > > contro la stragrande maggioranza per
    > tutelare
    > le
    > > immeritate rendite di pochi inutili
    > > parassiti.
    >
    > Aggiungerei che il fatto di brevettare qualcosa,
    > non implica in alcun modo che una sua
    > riproposizione sia "ispirata" al brevetto stesso.
    >
    > Nel caso citato, dubito fortemente che per
    > l'algoritmo presente in linux, chi l'ha
    > sviluppato, sia prima andato a guardare i
    > brevetti di "Uniloc" ed abbia tratto vantaggio da
    > quanto in essi
    > esposto.

    Mah, di norma si dovrebbe prendere come riferimento e poi cercare di migliorare.
    Facendo un esempio banale, si sa che di riduttori di fruscio audio
    ce ne saranno almeno una decina, ma solo 2-3 funzionano con efficacia.
    Lo stesso dicasi anche per quelli di 10 anni fa.
    Penso che si possa benissimo fare del reverse engineering, ma solo come base di partenza
    e ottimizzare ulteriormente. Solo che certo posso hackare/crackare un codice
    ma poi essere anche matematico /audiofilo, /grafico, /musicista coi fiocchi
    per rendere uno strumento, migliore o totalmente innovativo.
    non+autenticato
  • L'europa non accetta brevetti sugli algoritmi, l'america ha invece questo vizio, che ha creato, e continuaba creare, problemi su problemi.


    Che questa sentenza sia l'inizio di una modernizzazione anche per gli stati uniti d'america?
    non+autenticato
  • Sia di lezione?
    Ma scherziamo? Questo tipo di aziende vivono su questo business, sparano cause a migliaia su ogni ambito, si prendono brevetti di qualsiasi tipo e "ci provano", se sono ancora vive queste società vuol dire che il gioco rende, e anche tanto considerando quanti brevetti acquistano.
    non+autenticato
  • Ha pensato che, siccome l'algoritmo riguarda i numeri in virgola mobile, allora si tratta di matematica, quindi non è brevettabile.

    Errore.
    Chiunque abbia nozioni base di matematica sa che qualsiasi algoritmo altro non è che un soluzione descrittiva di una funzione matematica: f(x)=y dove x è l'input e y è l'output.
    Quindi, SE la matematica non è brevettabile, qualsiasi algoritmo - che tratti o meno di numeri in virgola mobile - non deve essere brevettabile.

    Tuttavia è proprio la soluzione di una funziona matematica (cioè l'algoritmo partorito) che fa la differenza fra non avere il risultato (perché l'algoritmo non funziona), averlo in tempi inaccettabili (perché l'algoritmo è troppo lento) o essere la soluzione ideale.
    Si pensi all'implementazione delle trasformate discrete di Fourier, fino a qualche decennio pur essendo matematicamente risolubili, nessuno aveva abbastanza tempo per fare tutti i calcoli in un caso generico.
    Solo gli algoritmi più avanzati riuscirono a 'trovare l'hack', ovvero la via diretta per risolvere il problema con un numero di calcoli estremamente ridotto:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Fast_Fourier_transfor...

    Mettendo insieme tutte queste informazioni, verrebbe da concludere:
    -sembrerebbe giusto impedire di brevettare f(x)=y, ma potrebbe essere giusto rendere possible il brevetto di metodi specifici e non ovvi per arrivare a y partendo da x.

    In realtà, sono seghe mentali perché già oggi è permesso brevettare f(x)=y, dove per esempio x sono gli input numerici di un qualunque videogame, e y sono i relativi output numerici (ovvero suono e grafica).

    Andare a parare nella matematica, quando in informatica ogni cosa è un numero è stato parecchio ingenuo da parte del giudice.

    Detto ciò ho dato un'occhiata la brevetto: è troppo lungo per poterlo accusare di trolling, ma le porzioni che ho letto mi sembrano acqua calda
  • > Quindi, SE la matematica non è brevettabile,
    > qualsiasi algoritmo - che tratti o meno di numeri
    > in virgola mobile - non deve essere
    > brevettabile.

    è la prima cosa a cui pensavo.

    Purtroppo come dico da anni burocrazia e matematica sono divergenti in ambedue i sensi.
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Ha pensato che, siccome l'algoritmo riguarda i
    > numeri in virgola mobile, allora si tratta di
    > matematica, quindi non è
    > brevettabile.

    Fonte?
    O forse conosci il giudice per sapere cosa pensa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo

    > Fonte?
    > O forse conosci il giudice per sapere cosa pensa?

    La seconda.

    p.s.
    "Math operations aren't automatically unpatentable, but US District Court Judge Leonard Davis ruled yesterday (PDF) that this one isn't novel enough to deserve patent protection. Why not? Because the "invention" claimed was just a decision to round numbers before, instead of after, an arithmetic computation. "
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    Modificato dall' autore il 02 aprile 2013 13.22
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  • Concordo con "Una dura lezione".
    L'algoritmo di per sé é brevettabile (diverse strade che portano "quasi" alo stesso risultato, ma ad esempio in tempi diversi.

    Ma crediamo veramente che un brevetto su un algoritmo porti effettivi vantaggi?
    Vedasi DivX (a pagamento) e Xvid (free). Ma anche Rar vs Zip etc etc
    non+autenticato
  • Se andiamo a leggere le norme sulla brevettabilità, persino quelle USA, la questione è molto più semplice: non è l'algoritmo (in senso di idea astratta) ad essere brevettabile, ma la sua implementazione per la risoluzione di un problema specifico. Quella è definita "invention" e può essere brevettata.

    http://www.legalmatch.com/law-library/article/what...

    - Scritto da: unaDuraLezione
    > Ha pensato che, siccome l'algoritmo riguarda i
    > numeri in virgola mobile, allora si tratta di
    > matematica, quindi non è
    > brevettabile.
    >
    > Errore.
    > Chiunque abbia nozioni base di matematica sa che
    > qualsiasi algoritmo altro non è che un soluzione
    > descrittiva di una funzione matematica: f(x)=y
    > dove x è l'input e y è
    > l'output.
    > Quindi, SE la matematica non è brevettabile,
    > qualsiasi algoritmo - che tratti o meno di numeri
    > in virgola mobile - non deve essere
    > brevettabile.
    >
    > Tuttavia è proprio la soluzione di una funziona
    > matematica (cioè l'algoritmo partorito) che fa la
    > differenza fra non avere il risultato (perché
    > l'algoritmo non funziona), averlo in tempi
    > inaccettabili (perché l'algoritmo è troppo lento)
    > o essere la soluzione
    > ideale.
    > Si pensi all'implementazione delle trasformate
    > discrete di Fourier, fino a qualche decennio pur
    > essendo matematicamente risolubili, nessuno aveva
    > abbastanza tempo per fare tutti i calcoli in un
    > caso
    > generico.
    > Solo gli algoritmi più avanzati riuscirono a
    > 'trovare l'hack', ovvero la via diretta per
    > risolvere il problema con un numero di calcoli
    > estremamente
    > ridotto:
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Fast_Fourier_transfor
    >
    > Mettendo insieme tutte queste informazioni,
    > verrebbe da
    > concludere:
    > -sembrerebbe giusto impedire di brevettare
    > f(x)=y, ma potrebbe essere giusto rendere
    > possible il brevetto di metodi specifici e non
    > ovvi per arrivare a y partendo da
    > x.
    >
    > In realtà, sono seghe mentali perché già oggi è
    > permesso brevettare f(x)=y, dove per esempio x
    > sono gli input numerici di un qualunque
    > videogame, e y sono i relativi output numerici
    > (ovvero suono e
    > grafica).
    >
    > Andare a parare nella matematica, quando in
    > informatica ogni cosa è un numero è stato
    > parecchio ingenuo da parte del giudice.
    >
    > Detto ciò ho dato un'occhiata la brevetto: è
    > troppo lungo per poterlo accusare di trolling, ma
    > le porzioni che ho letto mi sembrano acqua
    > calda
  • - Scritto da: bradipao
    > Se andiamo a leggere le norme sulla
    > brevettabilità, persino quelle USA, la questione
    > è molto più semplice: non è l'algoritmo (in senso
    > di idea astratta) ad essere brevettabile, ma la
    > sua implementazione per la risoluzione di un
    > problema specifico. Quella è definita "invention"
    > e può essere
    > brevettata.

    Siamo ancora in alto mare.
    L'algoritmo è una ricetta che fa le veci della funzione.
    Facciamo l'esempio dell'ordinamento di interi.

    Input: un insieme di numeri interi
    output: lo stesso insieme di numeri interi ma ordinati dal più piccolo al più grande

    Si distinguono tre cose:

    1) Che cosa fa la funzione, ovvero in questo caso "l'ordinamento di interi":
    f(x1,x2,x3,....Xn)= (y1,y2,....yn) dove y1 il più piccolo fra x1, .. xn e così via per gli altri valori di yn generico.

    Questa idea è brevettabile? NO. Altrimenti nessuno potrebbe scrivere un ordinamento (essenziale in praticamente ogni programma) anche cambiando algoritmo.

    Ma se al posto dell'ordinamente (per cui esiste prior art da qualche millennio) avessi pensato ad una funzione che "legge il pensiero delle persone vicine e raggruppa quelle con interessi o stato d'animo affine, notificando ad ognuno l'appartenenza ai suddetti gruppi"?
    Non mi dilungo, ma a livello funzionale si può fare, il problema è ovviamente un apparecchio che fornisce gli input in formato numerico.


    2) l'algoritmo: e' il modo, dettagliato a livello di istruzioni astratte (una ricetta quindi), che permette ad ogni n-upla di x di trasformarsi in n-upla di y.
    E' brevettabile? Stando a quanto dici sì.
    E di algoritmi di ordinamento ce ne sono tantissimi, banali e lenti, fino ad arrivare a quelli più complessi, molto veloci.


    3) l'implementazione: è la traduzione delle istruzioni astratte (es. "dividi l'n-upla in due n-uple più piccole"). L'implemtazione è differente in ogni linguaggio, azni, ogni persona ne produrrà una differente anche a parità di linguaggio e perfino la stessa persona se costretta a scrivere due volte l'implementazione.
    E' brevettabile?
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