Mauro Vecchio

Apple, scuse per le garanzie cinesi

Il CEO Tim Cook parla di fraintendimenti tra le policy in materia di riparazione e sostituzione dei dispositivi e le indagini condotte dai media di stato cinesi. La Mela adotterà regole più trasparenti per i consumatori asiatici

Roma - Le scuse del CEO Tim Cook in un breve comunicato diramato sul sito cinese di Apple, a meno di una settimana dall'indagine condotta dal quotidiano locale The People's Daily sulla presunta adozione di regole discriminanti nei contratti di garanzia dei suoi dispositivi desktop e mobile. Da Cupertino sono così arrivate notizie che dovrebbero risultare decisamente rassicuranti per milioni di consumatori in terra asiatica.

Una serie di fraintendimenti avrebbe dunque portato gli utenti - e soprattutto i media di stato - a percepire un atteggiamento arrogante da parte dello stesso colosso californiano. Stando alle indagini condotte dal The People's Daily, la garanzia commerciale prevede la riparazione di parti danneggiate o rotte, mentre negli altri paesi del mondo è prevista la sostituzione.

In un primo comunicato di risposta, Apple aveva offerto una possibile spiegazione: mentre le parti danneggiate del modello iPhone 5 possono essere tranquillamente sostituite in Cina - vista la disponibilità dei ricambi - altrove risulta più "conveniente" sostituire il prodotto difettoso per rimandarlo in fabbrica per le dovute riparazioni (piuttosto che far attendere per settimane il cliente).
Nella lettera di scuse ai consumatori cinesi, Cook ha annunciato che le policy di riparazione dei modelli iPhone 4 e 4S verranno sensibilmente migliorate in base ai feedback ricevuti. Ci saranno dunque pezzi di ricambio nuovi (o nuovi dispositivi) per un periodo massimo di un anno dall'acquisto. Apple ha inoltre previsto migliori spiegazioni sui dettagli delle garanzie asiatiche sul suo sito ufficiale.

Oltre ad un più efficace addestramento per i tecnici dei vari fornitori autorizzati dalla Mela, il colosso di Cupertino ha evidentemente a cuore un mercato che - secondo lo stesso Cook - dovrebbe superare quello nordamericano per numero di unità vendute e fatturato. Nelle stime avanzate dagli analisti locali, il misunderstanding cinese rischia di costare un totale di 13 miliardi di dollari alle vendite complessive sul mercato asiatico.

Mauro Vecchio
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