Yahoo! si lava col sapone allo zolfo

Dopo aver finto di fare marcia indietro sulla vendita di prodotti pornografici, Yahoo! ora cerca di conquistare le simpatie di chi lo ha spesso attaccato per lo spazio dato ai gruppi razzisti. Punta sui banner gratuiti

Web - Dalla scorsa settimana hanno iniziato a fare capolino sulle pagine di Yahoo! i banner di alcune associazioni e siti che si occupano di anti-razzismo e che tentano di diffondere in Rete una cultura che si opponga a quella "dell'odio". Banner che non sono certo casuali.

Yahoo!, infatti, sta cercando di comprarsi a suon di spazi promozionali gratuiti, le simpatie di quei gruppi che da sempre criticano il portalone americano per aver fornito spazio e ospitalità a razzisti di varia natura ed estrazione. L'hosting di siti discutibili o le aste di oggetti nazisti sono solo alcune delle azioni oggetto delle polemiche nelle quali l'azienda americana si è trovata invischiata nel recente passato.

Il punto è che Yahoo! ha da un lato parecchi spazi di advertising completamente liberi da poter sfruttare e, contestualmente, ha bisogno di raccogliere consenso e pubblicità in tempi rapidi. L'obiettivo è quello di inserire nuovi puntelli a difesa di un castello finanziario che da qualche tempo mostra le prime vistose crepe.
L'obiettivo "Yahoo! pulito" è stato ribadito anche dal vicepresidente del marketing Murray Gayloard, che ha spiegato come spazi banner analoghi verranno offerti gratuitamente per campagne contro l'AIDS, per l'ambiente, a sostegno delle vittime di eventi catastrofici e a favore dell'alfabetizzazione informatica.

Queste operazioni, che accrescono notevolmente la tradizione che vuole Yahoo! offrirsi nel sostegno di alcune associazioni non-profit, arrivano curiosamente poche ore dopo l'annuncio del portale di voler rinunciare alla vendita di prodotti pornografici ed erotici sul proprio sito di shopping.

Nell' annunciare la clamorosa retromarcia sul porno Yahoo! ha specificato che non intende più ospitare siti di negozi erotici sul proprio portale ma ha anche ribadito di voler continuare a lucrare sui siti erotici per adulti grazie alle proprie fornitissime directory, rigorosamente a pagamento, che consentono a chiunque con pochi clic di recarsi su siti osé di tutto il mondo.

Insomma, quello che sta accadendo sembra essere una spinta di Yahoo! verso una immagine più "pulita", più "per famiglie", che dovrebbe consentire al portalone di superare al meglio quella che, fino a questo momento, appare la più seria contrazione del mercato delle net-companies. Contrazione a cui Yahoo! non sfugge.
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