Alfonso Maruccia

Rackspace contro il re dei patent troll

La società di hosting muove guerra contro IP Nav, a suo dire responsabile di portare avanti denunce su presunte infrazioni di brevetto con l'obiettivo di incassare guadagni facili sul duro lavoro altrui

Roma - Rackspace comunica di aver denunciato IP Navigation Group (anche nota come IP Nav), lo definisce "uno dei più notori patent troll d'America" e lo accusa di essere responsabile di aver prima ingannato la società con un volgare trucchetto e poi di averla trascinata nei tribunali per presunta infrazione di brevetto tramite la sussidiaria Parallel Iron.

IP Nav è una di quelle società vagamente definite (e ripiene di brevetti dalla natura discutibile) specializzate nella raccolta "immediata" di denaro con la minaccia di lunghe e dispendiose cause legali, un comportamento di cui anche Rackspace dice di essere stata vittima.

All'inizio IP Nav aveva offerto a Rackspace di stipulare un accordo preventivo, accordo che stabiliva 30 giorni di tempo prima di un'eventuale denuncia avviata da una delle parti e che avrebbe dovuto fornire a Rackspace informazioni sui brevetti di proprietà di un cliente IP Nav violati dalla società.
Ma IP Nav non ha rispettato i patti denunciando Rackspace tramite Parallel Iron, fatto che confermerebbe la natura fasulla dell'accordo inizialmente offerto e che chiama in causa tre diversi brevetti riguardanti "metodi e sistemi" per lo storage dei dati.

Secondo i legali di Rackspace, IP Nav è stata spinta a violare l'accordo preventivo per il rischio di vedersi invalidati i brevetti in oggetto, anche se la controffensiva di Rackspace potrebbe ora portare esattamente allo stesso risultato visto il pesante precedente del caso Uniloc.

Alfonso Maruccia
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3 Commenti alla Notizia Rackspace contro il re dei patent troll
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  • Ecco la dichiarazione di Alan Schoenbaum, di Rackspace:

    "We are asking the court to award Rackspace damages for breach of contract, and to enter a declaratory judgment that Rackspace does not infringe Parallel Iron’s patents".

    Una richiesta di risarcimento per accordi non mantenuti. Niente di più.
    Se il patent trolling fosse reato si potrebbe parlare di guerra, ma così...
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    Modificato dall' autore il 08 aprile 2013 10.08
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  • - Scritto da: Leguleio
    > Ecco la dichiarazione di Alan Schoenbaum, di
    > Rackspace:
    >
    > "We are asking the court to award Rackspace
    > damages for breach of contract, and to enter a
    > declaratory judgment that Rackspace does not
    > infringe Parallel Iron’s
    > patents
    ".
    >
    > Una richiesta di risarcimento per accordi non
    > mantenuti. Niente di
    > più.
    > Se il patent trolling fosse reato si
    > potrebbe parlare di guerra, ma
    > così...
    i reati esistono... anche se non prendono quel nome. Possono essere lite temeraria, frode, ecc.
    Certo, ci fosse una chiara e lampante fattispecie & pena, i patent troll sarebbero molti meno. Del resto non sono fessi, se crescono e' proprio perche' non viene comodamente punito (e l'avvocato si ingrassa).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Ecco la dichiarazione di Alan Schoenbaum, di
    > Rackspace:
    >
    > "We are asking the court to award Rackspace
    > damages for breach of contract, and to enter a
    > declaratory judgment that Rackspace does not
    > infringe Parallel Iron’s
    > patents
    ".
    >
    > Una richiesta di risarcimento per accordi non
    > mantenuti. Niente di
    > più.
    > Se il patent trolling fosse reato si
    > potrebbe parlare di guerra, ma
    > così...
    Se fosse un reato non esisterebbe dato che condiste nel portare in tribunale le vittime!
    l'illegalità del patent trolling è un ossimoro.
    È evidente che si tratta di una stortura normativa... "legale" in senso stretto ma pur sempre stortura indotta da una norma cui (a parole) tutti vorrebbero apportare delle modifiche dati i danni che continua a fare.
    non+autenticato