Alfonso Maruccia

Xbox, indiscrezioni e polemiche sulla next generation

Il momento della presentazione della console Microsoft si avvicina, dicono i ben informati, e il pubblico deve prepararsi a un bel po' di sorprese. Come la connessione a Internet obbligatoria, la CPU AMD e altro ancora

Roma - Se di PlayStation 4 si conosce più o meno tutto tranne la forma fisica della console, la prossima Xbox continua a rappresentare un mistero. Almeno ufficialmente, perché per vie "ufficiose" e anonime filtrano dettagli e indiscrezioni che alimentano una discussione sfaccettata e dai toni sovente allarmati.

Una di queste indiscrezioni emerse di recente tramite Paul Thurrot stabilisce una data, il 21 maggio prossimo, in cui Microsoft svelerà finalmente quanto ha preparato per la "next-gen" videoludica al netto dei rumor e degli allarmismi. La nuova Xbox verrà commercializzata entro novembre, dice ancora Thurrot, con un prezzo di 500 dollari o in alternativa 300 dollari con una qualche "sottoscrizione" a pagamento. Cinquecento dollari sono un costo eccessivo, dicono su Forbes, ma tenendo conto dell'inflazione si tratta di appena 20 dollari in più del costo della prima edizione di Xbox 360 con hard disk da 20 Gigabyte integrato.

Come PS4, anche Xbox sarà equipaggiata con APU AMD dicono ancora le indiscrezioni, e la CPU conterrà quella stessa combinazione di core "Jaguar" e GPU Radeon HD di generazione corrente alla base della console Sony. Il passaggio all'architettura x86 decreterà naturalmente l'incompatibilità fra nuova Xbox e "vecchi" giochi per Xbox 360.
E le discussioni allarmate? Quelle sono tutte per la presunta obbligatorietà di una connessione a Internet per far funzionare la nuova console, rumor in circolazione da tempo anche per PS4 - poi smentito dai fatti, in quest'ultimo caso - e che assume i toni di una tragedia farsesca se si prendono in considerazione i disastri videoludici dei lanci "always-on" di alto profilo come Diablo III e SimCity.

Microsoft non commenta sulle indiscrezioni nemmeno nel caso della connessione a Internet obbligatoria, nondimeno la corporation di Redmond si vede costretta a chiedere scusa per le parole dal sen fuggite di Adam Orth: il direttore creativo di Microsoft studio si era divertito a prendere in giro (su Twitter) gli utenti e i commentatori preoccupati dell'always-on sostenendo l'idea che oggi il mondo - o almeno quello in cui vive Orth - è "always-on" per definizione e chi sostiene il contrario vive fuori dalla realtà.

Alfonso Maruccia
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