Mauro Vecchio

Vividown, l'odissea legale continua

Presentato un ricorso in Cassazione contro l'assoluzione dei tre dirigenti di Google. Accusati di violazione della privacy in seguito alla pubblicazione di un video da parte di un utente

Roma - Il caso Vividown non è ancora giunto a conclusione, come annunciato dal privacy counsel di Google Peter Fleischer sul suo blog personale. Gli inquirenti italiani hanno infatti presentato un ricorso presso la Corte di Cassazione, contro la sentenza di assoluzione dei tre dirigenti di BigG stabilita nello scorso dicembre dalla Corte d'Appello del Tribunale di Milano.

David Carl Drummond (all'epoca dei fatti presidente del CdA di Google Italy), George De Los Reyes (ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile delle privacy policy per l'Europa) erano stati prosciolti dopo la condanna in primo grado - 6 mesi di reclusione, con pena sospesa - per violazione della privacy. Nella primavera del 2010, il giudice milanese Oscar Magi aveva ritenuto il gigante californiano responsabile dei contenuti caricati dai suoi utenti sulla piattaforma Google Video, ovviamente compreso il filmato in cui il giovane disabile di Torino veniva vessato da alcuni compagni di scuola.

Nella presentazione del ricorso in Cassazione, gli inquirenti del Belpaese hanno sottolineato come Fleischer e colleghi debbano essere ritenuti responsabili a livello penale dei video caricati dagli utenti dell'azienda californiana. Piattaforme di video sharing come YouTube dovrebbero così adottare delle specifiche misure di monitoraggio preventivo del materiale caricato, prevedendo inoltre il consenso informato da parte dei soggetti finiti nei video pubblicati online. "Una minaccia alla libera espressione su Internet", ribadisce da Fleischer. (M.V.)
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67 Commenti alla Notizia Vividown, l'odissea legale continua
Ordina
  • se non esistessero più avvocati
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • "Piattaforme di video sharing come YouTube dovrebbero così adottare delle specifiche misure di monitoraggio preventivo del materiale caricato" ?

    Beh, allora anche "Presidenti di tribunale dovrebbero adottare delle specifiche misure di monitoraggio preventivo delle posizioni dei Pubblici Ministeri".
    Avete letto le motivazioni dell'appello? La Corte d'Appello ha segnalato che E STATO USATO IL COMMA SBAGLIATO DELLA LEGGE SULLA PROVACY AL SOLO SCOPO DI COMMINARE UNA CONDANNA PENALE invece di una sanzione amministrativa.
    (E per un reato che per la legge non è neppure stato compiuto, visto che l'autore materiale del fatto non è stato processato ...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: SIGLAZY

    > "Piattaforme di video sharing come YouTube
    > dovrebbero così adottare delle specifiche misure
    > di monitoraggio preventivo del materiale
    > caricato"
    > ?
    >
    > Beh, allora anche "Presidenti di tribunale
    > dovrebbero adottare delle specifiche misure di
    > monitoraggio preventivo delle posizioni dei
    > Pubblici
    > Ministeri".
    > Avete letto le motivazioni dell'appello? La Corte
    > d'Appello ha segnalato che E STATO USATO IL COMMA
    > SBAGLIATO DELLA LEGGE SULLA PROVACY AL SOLO SCOPO
    > DI COMMINARE UNA CONDANNA PENALE invece di una
    > sanzione
    > amministrativa.

    Io sì, l'ho letta.
    Ma il fatto di utilizzare il comme sbagliato non comporta automaticamente l'assoluzione; anzi, per coerenza avrebbero dovuto applicare la sanzione amministrativa, al posto di quella penale. Niente di più, e niente di meno.

    > (E per un reato che per la legge non è neppure
    > stato compiuto, visto che l'autore materiale del
    > fatto non è stato processato
    > ...)

    I ragazzi responsabili del fatto sono stati tutti condannati. Ma a Torino, e da un tribunale per i minori.

    L'autrice del caricamento su Google video, a quanto pare estranea ai fatti, non è invece stata nemmeno indagata. Ma non si sa il perché.
  • - Scritto da: Leguleio

    > L'autrice del caricamento su Google video, a
    > quanto pare estranea ai fatti, non è invece stata
    > nemmeno indagata. Ma non si sa il
    > perché.

    Ma ci mancherebbe altro!
    Perche' bisogna indagare qualcuno che ha diffuso informazioni?
    Il reato e' quello di vessazione nei confronti del disabile, non certo quello di aver documentato il reato medesimo.
  • - Scritto da: panda rossa

    > > L'autrice del caricamento su Google video, a
    > > quanto pare estranea ai fatti, non è invece
    > stata
    > > nemmeno indagata. Ma non si sa il
    > > perché.
    >
    > Ma ci mancherebbe altro!
    > Perche' bisogna indagare qualcuno che ha diffuso
    > informazioni?
    > Il reato e' quello di vessazione nei confronti
    > del disabile, non certo quello di aver
    > documentato il reato
    > medesimo.

    Dubito che l'intento di caricare il filmato su Google video fosse quello di documentare.Deluso
    E comuqnue, già da un decennio, per documentare senza lasciar identificare le persone si usano le pecette elettroniche. Un giusto compromesso.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    > > > L'autrice del caricamento su Google
    > video,
    > a
    > > > quanto pare estranea ai fatti, non è
    > invece
    > > stata
    > > > nemmeno indagata. Ma non si sa il
    > > > perché.
    > >
    > > Ma ci mancherebbe altro!
    > > Perche' bisogna indagare qualcuno che ha
    > diffuso
    > > informazioni?
    > > Il reato e' quello di vessazione nei
    > confronti
    > > del disabile, non certo quello di aver
    > > documentato il reato
    > > medesimo.
    >
    > Dubito che l'intento di caricare il filmato su
    > Google video fosse quello di documentare.
    >Deluso

    Quale altra finalita' avrebbe avuto?
    Visto e considerato che in assenza di tale filmato non sarebbe successo nulla?

    > E comuqnue, già da un decennio, per documentare
    > senza lasciar identificare le persone si usano le
    > pecette elettroniche. Un giusto
    > compromesso.

    Occorre anche saperle usare le pecette elettroniche.

    Stai forse dicendo che, avendo la possibilita' di filmare un delitto, rinunceresti a pubblicare la prova per non essere capace di mettere le pecette elettroniche?

    Omerta' 2.0?
  • - Scritto da: panda rossa


    > > > > L'autrice del caricamento su Google
    > > video,
    > > a
    > > > > quanto pare estranea ai fatti, non
    > è
    > > invece
    > > > stata
    > > > > nemmeno indagata. Ma non si sa il
    > > > > perché.
    > > >
    > > > Ma ci mancherebbe altro!
    > > > Perche' bisogna indagare qualcuno che ha
    > > diffuso
    > > > informazioni?
    > > > Il reato e' quello di vessazione nei
    > > confronti
    > > > del disabile, non certo quello di aver
    > > > documentato il reato
    > > > medesimo.
    > >
    > > Dubito che l'intento di caricare il filmato
    > su
    > > Google video fosse quello di documentare.
    > >Deluso
    >
    > Quale altra finalita' avrebbe avuto?

    Di mettere online un video divertente.
    Del resto era questa la categoria in cui era finito il filmato, nel 2006 stava scritto su tutti i giornali.

    Non so se ricordi il titolo che l'anonima utente aveva messo al video; era tutto, fuorché il titolo di un video di denuncia.


    > Visto e considerato che in assenza di tale
    > filmato non sarebbe successo
    > nulla?

    Ma non è detto. Episodi di bullismo vengono scoperti anche tramite denunce, o dei diretti interessati, o di testimoni. Sembra quasi che non si sia più capaci di indagare senza immagini in movimento!


    > > E comuqnue, già da un decennio, per
    > documentare
    > > senza lasciar identificare le persone si
    > usano
    > le
    > > pecette elettroniche. Un giusto
    > > compromesso.
    >
    > Occorre anche saperle usare le pecette
    > elettroniche.
    >
    > Stai forse dicendo che, avendo la possibilita' di
    > filmare un delitto, rinunceresti a pubblicare la
    > prova per non essere capace di mettere le pecette
    > elettroniche?

    Forse è una mia situazione personale, sono talmente abituato a usare programmi di manipolazione immagini che mettere le pecette mi pare un gioco da ragazzi. Impossibile non pensarci.


    > Omerta' 2.0?

    Ma che discorsi, Panda Rossa. Se voglio denunciare la cosa vado alla polizia, e mi interesso degli sviluppi.
    Solo se mi accorgo che non fanno nulla potrebbe venirmi in mente di mettere online il video così com'è. Ma come detto, so mettere le pecette elettroncihe in 5 minuti.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    >
    > > > > > L'autrice del caricamento su
    > Google
    > > > video,
    > > > a
    > > > > > quanto pare estranea ai
    > fatti,
    > non
    > > è
    > > > invece
    > > > > stata
    > > > > > nemmeno indagata. Ma non si
    > sa
    > il
    > > > > > perché.
    > > > >
    > > > > Ma ci mancherebbe altro!
    > > > > Perche' bisogna indagare qualcuno
    > che
    > ha
    > > > diffuso
    > > > > informazioni?
    > > > > Il reato e' quello di vessazione
    > nei
    > > > confronti
    > > > > del disabile, non certo quello di
    > aver
    > > > > documentato il reato
    > > > > medesimo.
    > > >
    > > > Dubito che l'intento di caricare il
    > filmato
    > > su
    > > > Google video fosse quello di
    > documentare.
    > > >Deluso
    > >
    > > Quale altra finalita' avrebbe avuto?
    >
    > Di mettere online un video divertente.
    > Del resto era questa la categoria in cui era
    > finito il filmato, nel 2006 stava scritto su
    > tutti i
    > giornali.
    >
    > Non so se ricordi il titolo che l'anonima utente
    > aveva messo al video; era tutto, fuorché il
    > titolo di un video di denuncia.

    Da quando il titolo indica il contenuto di un articolo giornalistico?
    I titoli servono per attirare l'attenzione e scatenare flame.
    Quasi mai hanno a che fare col contenuto.


    > > Visto e considerato che in assenza di tale
    > > filmato non sarebbe successo
    > > nulla?
    >
    > Ma non è detto. Episodi di bullismo vengono
    > scoperti anche tramite denunce, o dei diretti
    > interessati, o di testimoni.

    E questo video puo' essere considerato una testimonianza.
    Tant'e' che la testimone non e' stata indagata.

    > Sembra quasi che non
    > si sia più capaci di indagare senza immagini in
    > movimento!

    Semplicemente le immagini in movimento sono una prova piu' certa di altre.

    > > > E comuqnue, già da un decennio, per
    > > documentare
    > > > senza lasciar identificare le persone si
    > > usano
    > > le
    > > > pecette elettroniche. Un giusto
    > > > compromesso.
    > >
    > > Occorre anche saperle usare le pecette
    > > elettroniche.
    > >
    > > Stai forse dicendo che, avendo la
    > possibilita'
    > di
    > > filmare un delitto, rinunceresti a
    > pubblicare
    > la
    > > prova per non essere capace di mettere le
    > pecette
    > > elettroniche?
    >
    > Forse è una mia situazione personale, sono
    > talmente abituato a usare programmi di
    > manipolazione immagini che mettere le pecette mi
    > pare un gioco da ragazzi. Impossibile non
    > pensarci.

    E' una tua situazione personale.
    Io le pecette le so mettere ad una foto (anche se non mi verrebbe mai in mente di farlo). Ad un video proprio no.

    > > Omerta' 2.0?
    >
    > Ma che discorsi, Panda Rossa. Se voglio
    > denunciare la cosa vado alla polizia, e mi
    > interesso degli
    > sviluppi.

    Tu.
    Io invece potrei avere interesse che la cosa si sappia senza pero dover essere coinvolto in prima persona.

    > Solo se mi accorgo che non fanno nulla potrebbe
    > venirmi in mente di mettere online il video così
    > com'è. Ma come detto, so mettere le pecette
    > elettroncihe in 5 minuti.

    Io le pecette elettroniche non le so mettere e comunque potrebbero impedire l'identificazione dei personaggi coinvolti.
  • - Scritto da: panda rossa



    > > Forse è una mia situazione personale, sono
    > > talmente abituato a usare programmi di
    > > manipolazione immagini che mettere le
    > pecette
    > mi
    > > pare un gioco da ragazzi. Impossibile non
    > > pensarci.
    >
    > E' una tua situazione personale.
    > Io le pecette le so mettere ad una foto (anche se
    > non mi verrebbe mai in mente di farlo). Ad un
    > video proprio
    > no.

    Si vede che non hai un canale Youtube a cui ogni tanto fanno le pulci perché un'immagine statica presenta un capezzolo in più.
    Comunque uso AVS video editor. Si impara in mezz'ora, e fa le cose principali.


    > > Ma che discorsi, Panda Rossa. Se voglio
    > > denunciare la cosa vado alla polizia, e mi
    > > interesso degli
    > > sviluppi.
    >
    > Tu.
    > Io invece potrei avere interesse che la cosa si
    > sappia senza pero dover essere coinvolto in prima
    > persona.

    Mi pare che tu ti perda in un bicchier d'acqua: si manda il video in forma anonima.
    Alla fine alla polizia interessa il viso delle persone responsabili del gesto, non chi ha filmato la scena o chi se l'è trovata nel telefonino, ricevuta magari senza che lo desiderasse.


    > Io le pecette elettroniche non le so mettere e
    > comunque potrebbero impedire l'identificazione
    > dei personaggi
    > coinvolti.

    Lo impedisce, di fatto.
    Ma tutti i video d'inchiesta, da Striscia la Notizia a Le iene passando per Report, le devono usare. Anche la denuncia più giustificata del mondo non può violare la legge sulla privacy, perché passerebbe dalla parte del torto.
    Le norme sono queste: accettare, oppure rinunciare a denunciare.Deluso
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    >
    >
    > > > Forse è una mia situazione personale,
    > sono
    > > > talmente abituato a usare programmi di
    > > > manipolazione immagini che mettere le
    > > pecette
    > > mi
    > > > pare un gioco da ragazzi. Impossibile
    > non
    > > > pensarci.
    > >
    > > E' una tua situazione personale.
    > > Io le pecette le so mettere ad una foto
    > (anche
    > se
    > > non mi verrebbe mai in mente di farlo). Ad un
    > > video proprio
    > > no.
    >
    > Si vede che non hai un canale Youtube a cui ogni
    > tanto fanno le pulci perché un'immagine statica
    > presenta un capezzolo in più.
    >
    > Comunque uso AVS video editor. Si impara in
    > mezz'ora, e fa le cose
    > principali.
    >
    >
    > > > Ma che discorsi, Panda Rossa. Se voglio
    > > > denunciare la cosa vado alla polizia, e
    > mi
    > > > interesso degli
    > > > sviluppi.
    > >
    > > Tu.
    > > Io invece potrei avere interesse che la cosa
    > si
    > > sappia senza pero dover essere coinvolto in
    > prima
    > > persona.
    >
    > Mi pare che tu ti perda in un bicchier d'acqua:
    > si manda il video in forma anonima.
    >
    > Alla fine alla polizia interessa il viso delle
    > persone responsabili del gesto, non chi ha
    > filmato la scena o chi se l'è trovata nel
    > telefonino, ricevuta magari senza che lo
    > desiderasse.
    >
    >
    > > Io le pecette elettroniche non le so mettere
    > e
    > > comunque potrebbero impedire
    > l'identificazione
    > > dei personaggi
    > > coinvolti.
    >
    > Lo impedisce, di fatto.
    > Ma tutti i video d'inchiesta, da Striscia la
    > Notizia a Le iene passando per Report, le devono
    > usare. Anche la denuncia più giustificata del
    > mondo non può violare la legge sulla privacy,
    > perché passerebbe dalla parte del
    > torto.
    > Le norme sono queste: accettare, oppure
    > rinunciare a denunciare.
    >Deluso

    Le norme italiane.
    Chi mi vieta di postare su un canale straniero, dove le leggi di quel paese non sono cosi' miopi, e usando un proxy straniero per non farmi identificare?

    Le leggi hanno un limite: la giurisdizione. Cosa che la rete non ha.
  • - Scritto da: panda rossa


    > > Ma tutti i video d'inchiesta, da Striscia la
    > > Notizia a Le iene passando per Report, le
    > devono
    > > usare. Anche la denuncia più giustificata del
    > > mondo non può violare la legge sulla privacy,
    > > perché passerebbe dalla parte del
    > > torto.
    > > Le norme sono queste: accettare, oppure
    > > rinunciare a denunciare.
    > >Deluso
    >
    > Le norme italiane.
    > Chi mi vieta di postare su un canale straniero,
    > dove le leggi di quel paese non sono cosi' miopi,
    > e usando un proxy straniero per non farmi
    > identificare?

    Prova. Ma non è detto che dove non arriva la tecnica, non arrivi la vendetta del denunciato. Se sa che la ripresa l'hai fatta tu lo comunica all'autorità garante dei dati personali. E una bella multa non te la leva nessuno.


    > Le leggi hanno un limite: la giurisdizione. Cosa
    > che la rete non
    > ha.

    Infatti in molti commenti sul caso io ho sottolineato che se Google non avesse voluto geolocalizzare il suo servizio, e aprire una filiale a Milano, ogni richiesta si sarebbe arenata con la prima rogatoria verso gli Usa.

    Hanno scelto loro di stabilirsi in territorio italiano, e quindi di attrarre in gran parte utenti italiani, e giocoforza rispondono alle leggi e ai tribunali italiani.

    Dal lato utente: se chi ha caricato il video risiede in Italia la giurisdizione vale lo stesso. Usando proxy server e altri espedienti puoi rendere l'identificazione impossibile, è vero. Ma se la tua identità viene scoperta per altre vie rischi tale e quale.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    >
    > > > Ma tutti i video d'inchiesta, da
    > Striscia
    > la
    > > > Notizia a Le iene passando per Report,
    > le
    > > devono
    > > > usare. Anche la denuncia più
    > giustificata
    > del
    > > > mondo non può violare la legge sulla
    > privacy,
    > > > perché passerebbe dalla parte del
    > > > torto.
    > > > Le norme sono queste: accettare, oppure
    > > > rinunciare a denunciare.
    > > >Deluso
    > >
    > > Le norme italiane.
    > > Chi mi vieta di postare su un canale
    > straniero,
    > > dove le leggi di quel paese non sono cosi'
    > miopi,
    > > e usando un proxy straniero per non farmi
    > > identificare?
    >
    > Prova. Ma non è detto che dove non arriva la
    > tecnica, non arrivi la vendetta del denunciato.
    > Se sa che la ripresa l'hai fatta tu lo comunica
    > all'autorità garante dei dati personali. E una
    > bella multa non te la leva nessuno.

    Multa perche'?
    Se siamo in luogo pubblico io sono ben libero di filmare.
    E il filmato e' a mia disposizione.
    E posso cederlo a chi mi pare.
    E se questo a cui l'ho ceduto lo carica in rete, io non ho responsabilita'.
    La responsabilita' e' sempre personale.
    Dimostra che l'ho diffuso io, e paghero' la multa, altrimenti una controdenuncia per calunnia non te la toglie proprio nessuno.

    > > Le leggi hanno un limite: la giurisdizione.
    > Cosa
    > > che la rete non
    > > ha.
    >
    > Infatti in molti commenti sul caso io ho
    > sottolineato che se Google non avesse voluto
    > geolocalizzare il suo servizio, e aprire una
    > filiale a Milano, ogni richiesta si sarebbe
    > arenata con la prima rogatoria verso gli
    > Usa.

    Non e' un mio problema.

    > Hanno scelto loro di stabilirsi in territorio
    > italiano, e quindi di attrarre in gran parte
    > utenti italiani, e giocoforza rispondono alle
    > leggi e ai tribunali italiani.

    Gli utenti italiani li attrai facendo il sito in lingua italiana, non certo aprendo una succursale in italia.
    Il mio sito sta fisicamente in territorio straniero dove non c'e' alcun accordo di reciprocita' con l'italia, proprio per tutelarmi da ogni forma di rappresaglia.

    > Dal lato utente: se chi ha caricato il video
    > risiede in Italia la giurisdizione vale lo
    > stesso. Usando proxy server e altri espedienti
    > puoi rendere l'identificazione impossibile, è
    > vero. Ma se la tua identità viene scoperta per
    > altre vie rischi tale e
    > quale.

    Certo, se la mia identita' viene scoperta.
    Ma io non sono mica un pirla (cit.)
  • Ritengo mooooolto improbabile che si arrivi alla sentenza della Corte di Cassazione, ed eventualmente a una sentenza di secondo grado "riformata", prima che scatti la prescrizione.

    ╚ vero che talvolta la Cassazione annulla semplicemente la sentenza di secondo grado, tenendo come valida quella di primo grado, e in questo caso, forse, farebbe in tempo a pronunciarsi, anche se sul filo del rasoio.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Ritengo mooooolto improbabile che si arrivi alla
    > sentenza della Corte di Cassazione, ed
    > eventualmente a una sentenza di secondo grado
    > "riformata", prima che scatti la
    > prescrizione.
    >
    > ╚ vero che talvolta la Cassazione annulla
    > semplicemente la sentenza di secondo grado,
    > tenendo come valida quella di primo grado, e in
    > questo caso, forse, farebbe in tempo a
    > pronunciarsi, anche se sul filo del
    > rasoio.

    I veri responsabili a quanto so sono già stati puniti, cioè i ragazzi che hanno fatto e pubblicato il video..questo ricorso mi pare solo qualcosa di inutile e pretestuoso.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 17 aprile 2013 18.00
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: thebecker


    > > È vero che talvolta la Cassazione annulla
    > > semplicemente la sentenza di secondo grado,
    > > tenendo come valida quella di primo grado, e in
    > > questo caso, forse, farebbe in tempo a
    > > pronunciarsi, anche se sul filo del
    > > rasoio.
    >
    > I veri responsabili a quanto so sono già stati
    > puniti, cioè i ragazzi che hanno fatto e
    > pubblicato il video..

    Esatto.
    Hanno anche scontato la pena, oramai.

    > questo ricorso mi pare solo
    > qualcosa di inutile e
    > pretestuoso.


    Il sistema giudiziario in Italia funziona così. Prendere, o lasciare. A bocca storta
    Ad Andreotti sono stati necessari tre gradi di giudizio sia per il processo in cui era imputato per mafia, sia per quello sull'omicidio di Pecorelli.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: thebecker
    >
    >
    > > > È vero che talvolta la Cassazione
    > annulla
    > > > semplicemente la sentenza di secondo
    > grado,
    > > > tenendo come valida quella di primo
    > grado, e
    > in
    > > > questo caso, forse, farebbe in tempo a
    > > > pronunciarsi, anche se sul filo del
    > > > rasoio.
    > >
    > > I veri responsabili a quanto so sono già
    > stati
    > > puniti, cioè i ragazzi che hanno fatto e
    > > pubblicato il video..
    >
    > Esatto.
    > Hanno anche scontato la pena, oramai.
    >
    > > questo ricorso mi pare solo
    > > qualcosa di inutile e
    > > pretestuoso.
    >
    >
    > Il sistema giudiziario in Italia funziona così.
    > Prendere, o lasciare.
    Forse il signore si scorda che il "prendere o lasciare" è qualcosa di non igienico per la società civile.
    Un pochino di tempo fa qualcuno esasperato decise di lasciare e tagliò la testa al Re.
    Prima in Inghilterra poi in Francia (Allonsenfantdelapatrie) e da allora in poi sono diventate di moda le costituzioni che prevedono che invece del prendere o lasciare prevedono che i legislatori debbano essere legati alla sovranità popolare.
    Poi ha continuato a succedere (e continua a succedere) anche dopo...
    Questa strana moda in voga da qualche hanno è piuttosto "persistente"...
    Forse è il caso di tenerne conto prima che a un numero troppo elevato di persone venga in mente di "lasciare"...

    Come funziona o non funziona il sistema giudiziario lo decidono le leggi e le leggi cambiano (e devono farlo) a seconda delle contingenze dettate da qualcosa che si ritiene (da alcuni anni) a torto o ragione più evoluto del "prendere o lasciare".
    Anche perchè (ripeto) se e quando si arriva al "lasciare" qualche testa rotola... e di solito è quella di chi sta in alto...
    non+autenticato
  • A pare l'impossibilità tecnica di monitorare preventivamente i video caricati, non vedo perchè continuano a rompere con questa farsa....
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > A pare l'impossibilità tecnica di monitorare
    > preventivamente i video caricati, non vedo perchè
    > continuano a rompere con questa
    > farsa....

    Hanno bisogno di pubblicità, prima non li ccnosceva quasi nessuno ora sono quasi su tutte le testate online di informatica.

    "specifiche misure di monitoraggio preventivo del materiale caricato, prevedendo inoltre il consenso informato da parte dei soggetti finiti nei video pubblicati online"

    Rotola dal ridere. Li pagano loro tutte le persone che servono per fare il monitoraggio? Buffoni neanche capiscono come funziona un sito che offre servizi, spazio per contenuti, hosting..ecc. il responsabile è il singolo utente che pubblica, al limite c'è il pusante segnala violazione per eventualmente rimuovere il contenuto (se viola ovvimente la policy del sito, o leggi ma segnalazione deve essere valdia)...Rotola dal ridere
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    Modificato dall' autore il 17 aprile 2013 17.53
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  • - Scritto da: thebecker


    > Hanno bisogno di pubblicità, prima non li
    > ccnosceva quasi nessuno ora sono quasi su tutte
    > le testate online di
    > informatica.

    Se ti riferisci all'associazione Vivi down, non sono stati loro a proporre ricorso. Non a quanto scrive Fleischer, almeno. Sono stati i PM di Milano.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: thebecker
    >
    >
    > > Hanno bisogno di pubblicità, prima non li
    > > ccnosceva quasi nessuno ora sono quasi su
    > tutte
    > > le testate online di
    > > informatica.
    >
    > Se ti riferisci all'associazione Vivi down, non
    > sono stati loro a proporre ricorso. Non a quanto
    > scrive Fleischer, almeno. Sono stati i PM di
    > Milano.

    E non lo fanno per interesse di Vividown? Se lo sono preso come un fatto, un torto personale Rotola dal ridere
  • - Scritto da: thebecker


    > > > Hanno bisogno di pubblicità, prima non li
    > > > ccnosceva quasi nessuno ora sono quasi su
    > > tutte
    > > > le testate online di
    > > > informatica.
    > >
    > > Se ti riferisci all'associazione Vivi down, non
    > > sono stati loro a proporre ricorso. Non a quanto
    > > scrive Fleischer, almeno. Sono stati i PM di
    > > Milano.
    >
    > E non lo fanno per interesse di Vividown? Se lo
    > sono preso come un fatto, un torto personale
    > Rotola dal ridere

    No.
    Il caso è partito anche a causa dell'interessamento di Vivi down, che gli ha fornito un nome. La querela per diffamazione da parte dell'associazione venne dichiarata inammissibile fin dal primo grado. In appello, l'associazione nemmeno si era ripresentata, a quanto ho capito.

    È però vero che continuando a tirarla in lungo, visto che ormai il caso viene citato con quel nome, fanno pubblicità gratuita all'associazione. Paradossi del diritto. Sorride
  • pessima pubblicità aggiungerei...
    Un nome, un perchè...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Kernot
    > pessima pubblicità aggiungerei...
    > Un nome, un perchè...
    e' probabile che fra un po faranno causa a Google, in nome del diritto all'oblio o per il "google suggest" A bocca aperta
    non+autenticato
  • Ecco i danni di una pressoché inesistente responsabilità disciplinare dei magistrati in Italia ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgabbio
    > A pare l'impossibilità tecnica di monitorare
    > preventivamente i video caricati, non vedo perchè
    > continuano a rompere con questa
    > farsa....

    Coi soldi nostri per giunta.

    Che non gli venga in mente di sentenziare in nome del popolo italiano, che io non sono assolutamente d'accordo col prosieguo di questa farsa.
  • - Scritto da: panda rossa


    > Che non gli venga in mente di sentenziare in nome
    > del popolo italiano, che io non sono
    > assolutamente d'accordo col prosieguo di questa
    > farsa.

    Non capisco esattamente quale sia il tuo auspicio: la formula "in nome del popolo italiano", che precede la lettura della sentenza, è prevista dal codice di procedura penale.

    http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritt...

    Non si può omettere, anche volendo.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    >
    > > Che non gli venga in mente di sentenziare in
    > nome
    > > del popolo italiano, che io non sono
    > > assolutamente d'accordo col prosieguo di
    > questa
    > > farsa.
    >
    > Non capisco esattamente quale sia il tuo
    > auspicio: la formula "in nome del popolo
    > italiano", che precede la lettura della sentenza,
    > è prevista dal codice di procedura penale.
    >
    >
    > http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritt
    >
    > Non si può omettere, anche volendo.


    E quindi perche' dovrebbero coinvolgere anche me per una cosa che mi vede feroce oppositore?

    In questa storia c'e' un buon 99% del popolo italiano che se ne frega altamente, un circa 1% di addetti ai lavori fermemente contrari a questa farsa e un paio di magistrati bramosi di dimostrare all'universo mondo la loro totale incompetenza in questioni di rete.