Wi-Fi, 45mila hot spot entro il 2003

Pyramid

Roma - Nel mondo alla fine del 2003 saranno attivi 45mila hot spot, ovvero aree in cui è possibile accedere con un dispositivo compatibile alle reti broad band basate sullo standard Wi-Fi.

Ad affermarlo è Pyramid Research che segnala anche come la parte del leone la farà l'Asia, dove si troveranno più di metà del totale degli hot spot. Europa e Stati Uniti seguiranno a ruota.

Il ritmo di crescita degli hot spot farà sì che si raggiungerà quota 100mila entro il 2005. Nel 2002, ha spiegato Pyramid, gli hot spot erano 20mila.
6 Commenti alla Notizia Wi-Fi, 45mila hot spot entro il 2003
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  • I politici (Gasparri, per non fare nomi, ma solo cognomi) pensano che ci siamo gia' dimenticati che cun una legge degna di STALIN hanno PROIBITO il LIBERO utilizzo del WI-FI per USO DOMESTICO.

    Stanno solo proteggendo le societa' telefoniche e le loro idee balordissime su reti UMTS.

    Teneteveli stretti i vostri HOT SPOT: state solo rubando lavoro ai giovani.

    In bocca al lupo (che vi magni)

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > I politici (Gasparri, per non fare nomi, ma
    > solo cognomi) pensano che ci siamo gia'
    > dimenticati che cun una legge degna di
    > STALIN hanno PROIBITO il LIBERO utilizzo del
    > WI-FI per USO DOMESTICO

    o sei un bugiardo consapevole oppure uno che non ha capito un ca@@o. scegli te quale preferisci
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > I politici (Gasparri, per non fare nomi,
    > ma
    > > solo cognomi) pensano che ci siamo gia'
    > > dimenticati che cun una legge degna di
    > > STALIN hanno PROIBITO il LIBERO utilizzo
    > del
    > > WI-FI per USO DOMESTICO
    >
    > o sei un bugiardo consapevole oppure uno che
    > non ha capito un ca@@o. scegli te quale
    > preferisci

    Argomentare maggiormente il commento non guasterebbe.
    Comunque, mi ritengo una persona consapevolmente informata.
    Se non ho capito un ca@@o, non posso saperlo, spiegamelo tu.
    Hai qualche commento da fare sul mio post o andiamo avanti a telequiz ?
    Grazie


    non+autenticato
  • Perdonami l'intrusione. Ovviamente non so a cosa si riferisse l'anonimo "scortese" ma ti posso dire che il decreto Gasparri consente certamente l'uso privato in forma totalmente libera. Nella categoria "usi privati" cade soprattutto proprio l'uso domestico che citi tu, ma non solo : anche gli usi in aziende sia pubbliche che private, fin tanto che l'area coperta dai tuoi apparecchi wi-fi rimangono entro i limiti della tua proprietà privata. In quei contesti non sei soggetto a nessuna regola, non sei tenuto a dire nulla a nessuno e tanto meno a chiedere autorizzazioni, per la serie "in casa tua e per uso tuo privato fai ciò che ti pare". Ciò che il decreto Gasparri regolamenta è solo la messa in opera di reti wi-fi ad uso pubblico, cioè quelle reti messe apposta per consentire la connessione da parte di chiunque entri nel raggio d'azione. Anche qui ci sono limiti "territoriali" da rispettare ed inoltre il decreto si focalizza sul fatto che chi ha messo in opera la rete si faccia carico di implementare tutti i meccanismi necessari e opportuni allo scopo di identificare univocamente tutti gli utenti che accedono alla rete wi-fi e, naturalmente, tenga in efficienza sia la rete stessa che i meccanismi di identificazione

  • - Scritto da: Quasar
    > Perdonami l'intrusione.

    Eccomi.

    > Ovviamente non so a
    > cosa si riferisse l'anonimo "scortese" ma ti
    > posso dire che il decreto Gasparri consente
    > certamente l'uso privato in forma totalmente
    > libera.

    'Totalmente' e' una parola sbagliata, e lo ammetti tu stesso in seguito.
    Se rivendessi la connettivita' Internet via WI-FI, le parti in causa siamo: io, chi mai vende la connettivita' e chi se la compra: e' tutto privato, ma non lo posso fare lo stesso.

    > Nella categoria "usi privati" cade
    > soprattutto proprio l'uso domestico che citi
    > tu, ma non solo : anche gli usi in aziende
    > sia pubbliche che private, fin tanto che
    > l'area coperta dai tuoi apparecchi wi-fi
    > rimangono entro i limiti della tua proprietà
    > privata.

    Cioe mai.
    Non posso limitare il raggio di copertura.

    > In quei contesti non sei soggetto a
    > nessuna regola, non sei tenuto a dire nulla
    > a nessuno e tanto meno a chiedere
    > autorizzazioni, per la serie "in casa tua e
    > per uso tuo privato fai ciò che ti pare".

    Scusa, ma ci mancherebbe altro !!!
    Ci manca che mni vengono a controllare in casa .....

    > Ciò che il decreto Gasparri regolamenta è
    > solo la messa in opera di reti wi-fi ad uso
    > pubblico, cioè quelle reti messe apposta per
    > consentire la connessione da parte di
    > chiunque entri nel raggio d'azione.

    E' assolutamento questo che sto contestando.
    Non posso offrire servizi al pubblico.
    Ergo, e' inutile, NON CREA LAVORO, se non per gli Oligopolisti.

    Ci si potrebbe fare una RETE TELEFONICA WIRELESS (alla faccia dei vari operatori TLC e Incumbents), per esempio, ma non lo posso fare.

    Si potrebbero implementare una altra sfilza di servizi (cioe' CREARE LAVORO).

    Altro esempio, compro connettivita' da un provider (magari estero) e, previa autorizzazione (DEL PROVIDER, che c'entra il GOVERNO ?????), la vendo su abbonamento.

    > Anche
    > qui ci sono limiti "territoriali" da
    > rispettare ed inoltre il decreto si
    > focalizza sul fatto che chi ha messo in
    > opera la rete si faccia carico di
    > implementare tutti i meccanismi necessari e
    > opportuni allo scopo di identificare
    > univocamente tutti gli utenti che accedono
    > alla rete wi-fi

    Ripeto, lo Stalinismo era meglio.
    E' impossibile, lo sanno tutti, IDENTIFICARE GLI UTENTI.

    Supponi che io stia promuovendo una attivita' commerciale nella mia zona, nel senso che quando qualcuno entra nella mia area di copertura gli mando un banner, come faccio ad identificare un PASSANTE ???

    > e, naturalmente, tenga in
    > efficienza sia la rete stessa che i
    > meccanismi di identificazione

    Senza rancore, sapevo gia' queste cose, ed e' per queste cose che mi arrabbio e spero che nessuno utilizzi gli HOT SPOT GOVERNATIVI, finche' rimarranno tali.

    C'e' una rivoluzione nel WI-FI, e c'e' una reazione negli Oligopolisti (e quindi nel governo).

    Rimango in attesa, se vuoi commentare.

    Ciao
    BLM

    non+autenticato

  • > > posso dire che il decreto Gasparri
    > consente
    > > certamente l'uso privato in forma
    > totalmente
    > > libera.
    >
    > 'Totalmente' e' una parola sbagliata, e lo
    > ammetti tu stesso in seguito

    Veramente no. Credo che non ci intendiamo sul significato in questo contesto di alcuni termini quali "pubblico" e "privato". Proverò a spiegarmi meglio

    > Se rivendessi la connettivita' Internet via
    > WI-FI, le parti in causa siamo: io, chi mai
    > vende la connettivita' e chi se la compra:
    > e' tutto privato, ma non lo posso fare lo
    > stesso.

    Come dicevo, provo a spiegarmi meglio: per "privato" non intendo (e la legge non intende) nel senso di "privato cittadino" o "azienda privata" in contrapposizione ad "azienda pubblica". Per "privato" si intende "usi privati" in contrapposizione ad "usi pubblici". Usi privati quali la tua wlan casalinga che utilizzi solo tu, la tua wlan aziendale utilizzata solo da chi lavora nella tua azienda (e magari qualche ospite occasionale, ovviamente). Usi pubblici quali le wlan nei porti, aeroporti, stazioni, centri commerciali, ..... , nonchè alberghi, campeggi, .....

    > > anche gli usi in aziende
    > > sia pubbliche che private, fin tanto che
    > > l'area coperta dai tuoi apparecchi wi-fi
    > > rimangono entro i limiti della tua
    > proprietà
    > > privata.
    >
    > Cioe mai.
    > Non posso limitare il raggio di copertura.

    Certo che puoi : basta che tu posizioni oculatamente gli access-point

    > > In quei contesti non sei soggetto a
    > > nessuna regola, non sei tenuto a dire
    > nulla
    > > a nessuno e tanto meno a chiedere
    > > autorizzazioni, per la serie "in casa tua
    > e
    > > per uso tuo privato fai ciò che ti pare".
    >
    > Scusa, ma ci mancherebbe altro !!!
    > Ci manca che mni vengono a controllare in
    > casa .....

    Appunto : in quei contesti hai libertà totale

    > > Ciò che il decreto Gasparri regolamenta è
    > > solo la messa in opera di reti wi-fi ad
    > uso
    > > pubblico, cioè quelle reti messe apposta
    > per
    > > consentire la connessione da parte di
    > > chiunque entri nel raggio d'azione.
    >
    > E' assolutamento questo che sto contestando.
    > Non posso offrire servizi al pubblico.
    > Ergo, e' inutile, NON CREA LAVORO, se non
    > per gli Oligopolisti.

    Credimi, ti sbagli di grosso. Lo so bene io che ho sviluppato un software apposito ed ho già aperto alcuni hotspot e ne sto aprendo altri

    > Ci si potrebbe fare una RETE TELEFONICA
    > WIRELESS (alla faccia dei vari operatori TLC
    > e Incumbents), per esempio, ma non lo posso
    > fare.

    Dunque, in teoria ti sbagli di grosso : la puoi fare eccome. Devi solo averne le competenze, i mezzi e le risorse, e garantire l'identificazione degli utenti che accedono. In pratica non la puoi fare, ma non perchè il decreto te lo vieta, bensì perchè ci sono da risolvere e gestire numerose problematiche tecniche di topologia, copertura, configurazioni, eventuali interferenze che, se vuoi avere addirittura la pretesa di dare un servizio di RETE TELEFONICA WIRELESS decente e degna di questo nome, non puoi non affrontare. E per affrontarle e (sperare di) risolverle hai bisogno di competenze e risorse di vario genere. Il limite è solo questo. Se tu riesci ad organizzarti nessuno ti vieta di farlo

    > esempio, compro connettivita' da un
    > provider (magari estero) e, previa
    > autorizzazione (DEL PROVIDER, che c'entra il
    > GOVERNO ?????), la vendo su abbonamento

    Dai, ma come che c'entra il governo? ma hai presente che stiamo parlando di frequenze radio che vorrebbero attraversare il suolo pubblico? e chi mai dovrebbe regolamentarlo, gestirlo e supervisionarlo? mio cuggino forse?Occhiolino

    > > si faccia carico di
    > > implementare tutti i meccanismi necessari
    > e
    > > opportuni allo scopo di identificare
    > > univocamente tutti gli utenti che accedono
    > > alla rete wi-fi
    >
    > E' impossibile, lo sanno tutti, IDENTIFICARE
    > GLI UTENTI

    Suvvia, si può eccome, basta volerlo fare. Il fatto che i vari provider di connettività tradizionale (via telefono) finora non lo abbiano fatto oppure lo abbiano fatto all'acqua di rose è solo ed esclusivamente per scelta loro. Il decreto dice che invece per la connettività wireless non hai scelta : DEVI FARLO punto e basta, altrimenti niente autorizzazione a dare accesso al pubblico e tanto meno ad attraversare suolo pubblico

    > Supponi che io stia promuovendo una
    > attivita' commerciale nella mia zona, nel
    > senso che quando qualcuno entra nella mia
    > area di copertura gli mando un banner, come
    > faccio ad identificare un PASSANTE ???

    Semplice : il passante per accedere alla tua rete deve identificarsi (username+password, smartcard, quel cavolo che ti pare) e, se proprio vuoi attuare questa prassi così odiosa (in perfetto stile Libero-Wind), è sufficiente che immediatamente dopo l'autenticazione, la prima pagina Web che appare sul suo browser sia il tuo banner

    > > e, naturalmente, tenga in
    > > efficienza sia la rete stessa che i
    > > meccanismi di identificazione
    >
    > Senza rancore, sapevo gia' queste cose

    Che c'entra il rancore?Sorpresa Comunque mi sembra che le sapevi male però, probabilmente storpiate da qualcuno che forse (e forse era questo che intendeva dire l'anonimo "scortese") o non le aveva capite bene lui stesso (in buona fede) oppure te le ha rivendute male apposta in mala fede

    > C'e' una rivoluzione nel WI-FI

    Verissimo! e io ne sto godendo i benefici.... e non sono certo uno degli oligopolistiOcchiolino

    > Rimango in attesa, se vuoi commentare

    Più che volentieri

    > Ciao
    > BLM

    Ciao a teSorride