Mauro Vecchio

Twitter, musica per masse cinguettanti

Ufficializzato il lancio dell'atteso servizio musicale del tecnofringuello. Pių che una piattaforma di streaming, un'app (solo iOS) per la scoperta e raccomandazione di brani e artisti

Roma - Con i complimenti di numerosi artisti dalle scene indie e mainstream, il lancio del servizio musicale Twitter #music è stato annunciato in un post pubblicato sul blog ufficiale del tecnofringuello. In versione desktop e mobile - solo per ambiente iOS, non è chiaro quando sarà disponibile anche per Android - il nuovo servizio sonico di Twitter è ora aperto agli utenti di soli sei mercati nel mondo, tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda.

Più che un vero servizio di streaming, Twitter #music funziona come un'applicazione per la scoperta di gruppi e singoli artisti. Gli utenti iOS potranno trovare e seguire i vari profili cinguettanti, per la successiva condivisione dei gusti musicali personali con la platea dei follower sulla piattaforma di microblogging. Il servizio offrirà speciali classifiche stilate per grado di popolarità, avendo inglobato la specifica tecnologia di monitoraggio sociale sviluppata dal team australiano We Are Hunted.

Dunque, Twitter #music fungerà da servizio per la raccomandazione musicale piuttosto che da autentico medium per lo streaming dei brani. In realtà, la nuova feature offrirà la possibilità di ascoltare il materiale preferito con l'integrazione dei più popolari iTunes - che gestirà anche le anteprime di pochi secondi prima del download - Spotify e Rdio. Negli ultimi due casi, gli utenti saranno in grado di effettuare il login con le credenziali sulle rispettive piattaforme.
C'è chi ha prontamente sottolineato come le modalità di consumo previste da iTunes o Spotify resteranno in cima alle preferenze degli utenti. Uno studio condotto dagli analisti di NPD Group ha rivelato che lo store musicale di Apple domina il mercato dei download musicali a pagamento con una fetta del 63 per cento. Al secondo posto c'è Amazon con il 22 per cento. Nonostante l'esplosione dei servizi di streaming, il volume dei download legali statunitensi è cresciuto del 6 per cento alla fine del 2012.

Mauro Vecchio
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