Mauro Vecchio

Brevetti, guerra al VoIP di Microsoft

La patent firm VirnetX torna sul sentiero legale contro BigM: l'accusa di violazione di sei brevetti dopo l'acquisizione di Skype. Per questo, l'accordo giÓ siglato con Redmond non potrÓ essere valido

Roma - ╚ tornata nel mirino legale dell'agguerrita patent firm californiana VirnetX Holding Corp, dopo aver scucito un totale di 200 milioni di dollari nell'accordo extragiudiziale per la presunta violazione di due brevetti legati ad alcune tecnologie di sicurezza per Virtual Private Network (VPN). Microsoft è stata nuovamente denunciata in Texas per lo sfruttamento indebito di altri sei brevetti controllati da VirnetX.

In questo caso, i legali dell'azienda californiana hanno puntato il dito contro il servizio VoIP Skype acquisito da Microsoft nel 2011. Il pacchetto di brevetti indicato da VirnetX andrebbe a coprire anche le funzioni della piattaforma di messaggistica istantanea Lync, tra le soluzioni software di BigM integrate all'interno del celebre client rilevato con 8,5 miliardi di dollari.

Nella visione degli avvocati della patent firm statunitense, Microsoft avrebbe dovuto sapere dei brevetti controllati da VirnetX prima di completare le pratiche di acquisizione della piattaforma VoIP. Le tecnologie di sicurezza controllate dalla società californiana non farebbero parte del settlement agreement siglato con BigM nel maggio 2010. Nessun commento ufficiale da parte del colosso di Redmond.
Nello scorso marzo, un giudice texano aveva confermato un maxi-rimborso da 368 milioni di dollari nelle casse di VirnetX, che aveva accusato Apple di violazione di brevetto per alcune tecnologie di VPN nella feature di videochiamate FaceTime.

Mauro Vecchio
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