Mauro Vecchio

Siria fuori da Internet

Calo improvviso nel traffico da e per lo stato mediorientale, finito fuori dalla Rete. Il regime parla di terrorismo, poi di problemi tecnici. Più probabile l'intervento governativo

Roma - Nel mezzo di una sanguinosa guerra civile, lo stato siriano è improvvisamente sparito dai radar delle più importanti società d'analisi del traffico Internet. Da Akamai a Renesys, è stato confermato un calo significativo nel traffico DNS da e per la Siria, la seconda grande disconnessione del regime di Bashar al-Assad in poco più di sei mesi.

Nel parere tecnico degli analisti di CloudFlare e Umbrella Labs, la sparizione cibernetica siriana è dovuta ad un intervento umano per bloccare al confine digitale nazionale tutte le comunicazioni in entrata e uscita: l'ipotesi più accreditata è la "manomissione" dei registri di routing del Border Gateway Protocol (BGP), strumento essenziale per indirizzare il traffico in partenza verso IP assegnati al di fuori dei confini siriani e viceversa.


Decisamente diverse le spiegazioni offerte dal governo locale, che in prima battuta hanno puntato il dito contro non meglio specificati gruppi del terrorismo internazionale. Successivamente, l'agenzia di stato SANA ha denunciato un serio problema tecnico alle reti in fibra ottica, che avrebbe compromesso anche le linee telefoniche nazionali.
Per tutti quelli che ancora hanno la possibilità di sfruttare telefoni fissi o cellulari, Google ha messo a disposizione il suo servizio d'emergenza Speak2Tweet come strumento di comunicazione di massa attraverso la distribuzione di messaggi voicemail sulla piattaforma cinguettante. Alcuni attivisti locali hanno infatti confermato la disconnessione di amici e parenti, dal momento in cui sono rimasti online i soli utenti capaci di permettersi una connessione satellitare, del tutto indipendente dal controllo degli uomini del presidente Bashar al-Assad.

Le spiegazioni offerte dal regime siriano non hanno convinto le società d'analisi - attualmente restano attivi solo tre profili BGP su un totale di circa 80 - così come i giornalisti attivi nell'area, che hanno ipotizzato un intervento doloso per creare un blackout informativo e fermare l'organizzazione digitale dei ribelli. Su Internet erano state pubblicate numerose foto dei civili uccisi dal regime.

Mauro Vecchio
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