Fermata la pornotruffa di Voice Media

L'azienda, che gestisce numerosi siti pornografici, addebitava sulle carte di credito dei propri clienti somme non dovute, dopo aver chiesto i dati solo per verificare la maggiore età. Ora ha accettato di restituire il maltolto

Washington (USA) - Le infinite marette che riguardano l'industria del porno sulla Rete hanno trovato un nuovo climax nel procedimento avviato dalla Commissione federale americana sul commercio (FTC) contro Voice Media Inc., azienda che gestisce numerosi siti per adulti.

La FTC aveva aperto una inchiesta su Voice Media dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di utenti ai quali l'azienda ha addebitato sulle carte di credito spese mai effettuate. In particolare, pare che Voice Media utilizzasse i numeri e i dati delle carte di credito anche quando li aveva ottenuti ufficialmente solo per verificare la maggiore età dei propri utenti.

Ora l'azienda ha ammesso di aver sbagliato e si è messa d'accordo con la FTC per restituire il maltolto e pagare una sanzione. Ma la FTC stessa non ha voluto dire quanti fossero i clienti truffati in questo modo né di che ammontare complessivo si parli. Quel che pare certo è che Voice Media in molti casi ha addebitato le tariffe mensili di consultazione dei propri siti, con cifre fino a 34 dollari, a clienti che non "sapevano" di spenderle...
Dopo la decisione della FTC, Voice Media dovrà modificare i propri siti per rendere molto più chiaro le modalità e l'ammontare della spesa e per assicurarsi che i propri clienti siano consapevoli ogni volta che cambiano le condizioni dei rapporti, dando loro un preavviso e la possibilità di recedere dai contratti al mutare delle condizioni.