Mauro Vecchio

Bloomberg e lo scandalo dei giornalisti spioni

La divisione giornalistica avrebbe sfruttato dati riservati appartenenti ai clienti finanziari del servizio Professional. Aperta una indagine della Federal Reserve

Roma - Un'ombra sulla privacy degli abbonati al servizio Bloomberg Professional, fornito dal colosso statunitense Bloomberg L.P. ai più importanti trader di Wall Street, così come ai principali professionisti del settore finanziario per conto di alcune tra le banche d'affari più famose al mondo. Da Goldman Sachs a JP Morgan, la divisione giornalistica Bloomberg News è finita al centro delle polemiche per l'accesso non autorizzato ai dati personali di numerosi clienti dell'alta finanza a stelle e strisce.

Dalla cronologia degli accessi ai terminali di Bloomberg Professional alle informazioni relative ai singoli abbonamenti, fino a quei dati finanziari ricercati dai diversi operatori a Wall Street per l'analisi in tempo reale dei flussi borsistici. Centinaia di giornalisti di Bloomberg News hanno sfruttato questi stessi dati per carpire informazioni (riservate) utili sui movimenti d'investimento e così pubblicare articoli in esclusiva avendo un incomparabile vantaggio competitivo nell'analisi dei movimenti a Wall Street.

Un vantaggio a discapito della riservatezza promessa alle grandi banche d'affari, legatesi ai terminali del servizio Professional per un esborso annuo di circa 20mila dollari. Cifra giustificata dalla preziosità delle informazioni fornite da Bloomberg sui movimenti dei mercati in tempo reale, a disposizione dei trader borsistici e appunto dei professionisti presso i grandi investitori di capitali. Questi stessi terminali sono ora finiti nel mirino della Federal Reserve e al centro di una indagine avviata dal Dipartimento del Tesoro.
Stando ai dettagli pubblicati dal quotidiano finanziario Wall Street Journal, i vertici di Goldman Sachs avrebbero denunciato la divulgazione di informazioni riservate su alcuni tra i suoi dipendenti. La redazione di Bloomberg News ha inoltre spiato la cronologia delle ricerche effettuate dalla stessa banca d'affari statunitense per seguire in tempo reale i flussi finanziari e borsistici. Come sospettato dalla Federal Reserve, Bloomberg News avrebbe pedinato tutte le principali istituzioni bancarie statunitensi e mondiali quotate al New York Stock Exchange (NYSE).

In un breve comunicato dal titolo salvaguardando i dati dei clienti, il presidente e CEO di Bloomberg L.P. Daniel Doctoroff ha riconosciuto l'errore nell'aver permesso ai suoi giornalisti l'accesso limitato a certi dati appartenenti agli abbonati al servizio Professional. I vertici del colosso statunitense hanno tuttavia precisato che con "certi dati" non si intendono quelle informazioni riservate come la cronologia delle ricerche sui singoli terminali. Le policy del servizio sono state modificate per sbarrare tutti gli accessi da parte dei giornalisti di Bloomberg News.

Mauro Vecchio
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