Mauro Vecchio

Google, ultimatum a Microsoft per l'app del Tubo

Screzi legali tra i due colossi per la mancata implementazione degli spot pubblicitari nell'applicazione YouTube su dispositivi Windows Phone. Redmond si dice disponibile a cambiare

Roma - Una letteraccia legale inviata da Google al quartier generale di Microsoft, per chiedere la rimozione della sua applicazione YouTube dallo store legato al sistema operativo mobile Windows Phone. Il gigante di Redmond sarà dunque costretto all'eliminazione dell'app entro il prossimo mercoledì, inoltre obbligato a disabilitare tutti i download finora completati sui vari dispositivi in mobilità.

Aggiornata poco più di una settimana fa, l'applicazione della popolare piattaforma di video sharing non è piaciuta affatto ai vertici della Grande G, che hanno riscontrato una violazione nelle condizioni di accesso alle API del Tubo. Microsoft avrebbe realizzato la sua app senza il consenso dell'azienda californiana, ovvero implementando specifiche feature per evitare l'apparizione di filmati pubblicitari prima dei video richiesti dagli utenti di Windows Phone.

In sostanza, la mancata visualizzazione degli spot rappresenterebbe una minaccia ai guadagni pubblicitari del portalone di Google, così come a quelli offerti ai creatori di contenuti tramite il programma AdSense. In un breve comunicato di risposta alla minacciosa missiva legale, Microsoft ha chiesto la possibilità di accedere alle API necessarie all'implementazione dei messaggi pubblicitari.
La Grande M si è dunque mostrata "più che lieta" di accontentare le richieste di Google, per trovare una maggiore serenità nei rapporti con l'azienda californiana. Nel corso dell'ultima edizione del ciclo di conferenze I/O, il CEO di Google Larry Page ha puntato il dito contro certi protagonisti negativi dell'industria high-tech, annunciando una sorta di battaglia per il progresso con Microsoft.

Č chiaro che negli ultimi tempi i rapporti tra le due aziende non si sono rivelati idilliaci, dopo l'ultima campagna Scroogled avviata da Redmond per invitare gli utenti di Gmail a migrare verso Outlook.com. La stessa Microsoft aveva successivamente annunciato l'integrazione del servizio Google Talk all'interno del sua webmail.

Mauro Vecchio
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