Alfonso Maruccia

Intel, Otellini e il rimpianto per l'iPhone

Il CEO passa le consegne al suo successore e si abbandona ai ricordi e ai rimpianti. Come quella volta che, per un calcolo economico, disse di no alla fornitura del silicio per il futuro iPhone

Roma - Paul Otellini ha lasciato la carica di CEO Intel lo scorso giovedì, e in contemporanea con il passaggio di consegne a Brian Krzanich si è lasciato andare a un'intervista fiume con incorporata confessione per quello che lo storico amministratore delegato del colosso dei processori considera il suo più grande insuccesso.

Sotto la sua guida, confessa Otellini, Intel si è lasciata scappare una delle più grandi opportunità di business degli ultimi anni vale a dire la produzione e fornitura di CPU per il primo iPhone di Apple. Otellini si rammarica di non aver seguito le proprie sensazioni interne, affidandosi piuttosto al semplice calcolo ragionieristico sui margini di guadagno derivanti dalla produzione di ogni singolo processore.

Diversamente dalle CPU per computer, infatti, i chip per smartphone e gadget mobile costano decisamente meno e garantiscono guadagni altrettanto ridotti. Il chip per iPhone è uno di quei casi in cui i profitti si fanno sui volumi, ma le analisi dell'epoca (2006) non avrebbero mai potuto prevedere l'incredibile successo del melafonino e quindi la sostenibilità del business dal punto di vista di Intel.
Al di là dei rimpianti per il chip di iPhone e le proprietà intellettuali ARM vendute a terzi (XScale), a ogni modo, il bilancio della gestione Otellini di Intel è di quelli da fare invidia a qualunque azienda tecnologica e non: negli otto anni di Otellini, Santa Clara ha incamerato più guadagni di quanto abbia fatto nei precedenti 37 anni della sua storia, e per quanto riguarda il futuro prossimo Krzanich promette una crescita rapida nel settore mobile grazie ai nuovi ritrovati tecnologici già a disposizione dei clienti del chipmaker.

Alfonso Maruccia
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12 Commenti alla Notizia Intel, Otellini e il rimpianto per l'iPhone
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  • Nel momento in cui la decisione è stata presa, era una scelta razionale.
    Che fa, rimpiange di non aver previsto il futuro?
    non+autenticato
  • - Scritto da: vituzzo
    > Nel momento in cui la decisione è stata presa,
    > era una scelta
    > razionale.
    > Che fa, rimpiange di non aver previsto il futuro?

    L'abilità di un CEO è anche quella di riuscire a immaginare i trend futuri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: vituzzo
    > > Nel momento in cui la decisione è stata
    > presa,
    > > era una scelta
    > > razionale.
    > > Che fa, rimpiange di non aver previsto il
    > futuro?
    >
    > L'abilità di un CEO è anche quella di riuscire a
    > immaginare i trend
    > futuri.
    eh certo. Un CEO di un'azienda che immagina il futuro di un'altra azienda....
    non+autenticato
  • - Scritto da: mox
    >
    > eh certo. Un CEO di un'azienda che immagina il
    > futuro di un'altra azienda....

    vuoi dire come fece un certo steve Jobs quando vide cosa succedeva nei laboratori Xerox?

    o un certo Gates quando vide l'Altair?

    hai ragione, è impossibile
  • - Scritto da: bertuccia
    > - Scritto da: mox
    > >
    > > eh certo. Un CEO di un'azienda che immagina
    > il
    > > futuro di un'altra azienda....
    >
    > vuoi dire come fece un certo steve Jobs quando
    > vide cosa succedeva nei laboratori
    > Xerox?
    >
    > o un certo Gates quando vide l'Altair?
    >
    > hai ragione, è impossibile
    Tutti e due hanno visto entrambe le cose e per giunta nello steso momento (furono invitati assieme al PARC).
    Ma hanno fatto scelte diverse e le scelte non dipendevano dal business o dalle strategie di una altra azienda (nella fattispecie Xerox) ciascuno ha tratto le SUE conclusioni e ha fatto le PROPRIE scelte strategiche a prescindere da quello che ha fatto o non ha fatto Xerox.
    Diverso è se devi fare "cobusiness" con una altra azienda, a quel punto pretendi certe garanzie e dipende da quanto il tuo interlocutore è "convincente".
    Evidentemente (giusto o sbagliato che sia) Otellini non ha ritenuto convincenti (vuoi sul piano economico vuoi sul piano delle strategie di business) quello che gli ha detto Jobs.
    Oltretutto la piattaforma ARM ce la avevano (e avendolo usata posso dirti che per i tempi era tutt'altro che una ciofeca).
    Ora invece la piattaforma la hanno ceduta (a Marvell) e Xscale è uscito dalle loro strategie.
    Han fatto male?
    Forse... ma la cosa è molto diversa dalla "visita" di Jobs e Gates al PARC.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    >
    > Diverso è se devi fare "cobusiness" con una altra
    > azienda, a quel punto pretendi certe garanzie e
    > dipende da quanto il tuo interlocutore è
    > "convincente".

    da una parte hai ragione, dall'altra si tratta pur sempre di intravedere un prodotto e capire al volo che quello sarà il futuro

    jobs e gates, a loro tempo e a loro modo, videro il futuro prima degli altri.
  • - Scritto da: bertuccia

    > jobs e gates, a loro tempo e a loro modo, videro
    > il futuro prima degli
    > altri.
    Loro si ma tra vedere e "credere di vedere" c'è la differenza che passa tra un grande manager e uno che dice di esserlo.
    Nel 99% dei casi vale l'ipotesi numero 2.
    Otellini secondo me è uno che ha sbagliato diverse cose e non so (ma non direi) che quella di Apple/iphone sia quella che ha sbagliato di più.
    Direi anzi che in un certo senso è giustificata se guardi la strategia (presenza scarsa sul mobile puntando sulle certezze del consolidato "wintel" tradizionale) l'errore non è tanto la singola scelta quanto la strategia nel suo complesso.
    In ogni caso la storia non la fanno i se e i ma.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bertuccia
    > - Scritto da: tucumcari
    > >
    > > Diverso è se devi fare "cobusiness" con una
    > altra
    > > azienda, a quel punto pretendi certe
    > garanzie
    > e
    > > dipende da quanto il tuo interlocutore è
    > > "convincente".
    >
    > da una parte hai ragione, dall'altra si tratta
    > pur sempre di intravedere un prodotto e capire al
    > volo che quello sarà il
    > futuro
    >
    > jobs e gates, a loro tempo e a loro modo, videro
    > il futuro prima degli
    > altri.
    si e no (dipende dal momento scelto nella timeline per un verso, e dai soldini & poteri che hai in casa nell altro = cfr. Gates)... per es a Jobbe il futuro stava per cadergli in testa col peso di un LisaOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > si e no (dipende dal momento scelto nella
    > timeline per un verso, e dai soldini & poteri che
    > hai in casa nell altro = cfr. Gates)... per es a
    > Jobbe il futuro stava per cadergli in testa col
    > peso di un Lisa
    >Occhiolino
    Uno dei flop più colossali cu si ricordino in materia...
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Diciamo che la "vision" era giusta ma la realizzazione aveva qualche difettuccio.
    La differenza è che, alcuni troll, non imparano mai e vedono mele ovunque Jobs invece ha imparato dall'errore.
    non+autenticato
  • Scusate ma non stiamo facendo un po' troppa agiografia?

    Con il II, la Apple di Jobs aveva in mano il mercato intero dei PC.

    E non è stata l'unica occasione in cui apple si e' riposata sugli allori invece di prendere in mano la situazione.

    Bravo Jobs, ma non genio.

    E non parliamo di Bill.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vuoto
    > Scusate ma non stiamo facendo un po' troppa
    > agiografia?
    Spero che nessuno confonda il genio col successo.
    Io infatti ho parlato di "grande manager" riferendomi a jobs e gates.
    E che come manager abbiano avuto un successo planetario direi che non ci piove.
    non+autenticato