L'Anaconda di Red Hat entra in Debian

Annunciato il porting di Anaconda, il tool d'installazione utilizzato da Red Hat per i propri sistemi operativi. In vista, per l'APT di Debian, il supporto del formato RPM

Roma - Negli scorsi giorni il papà di Debian, Ian Murdock, ha annunciato due importanti novità che potrebbero contribuire a rendere la sua distribuzione più facile da installare e da usare e, di conseguenza, più adatta a rivaleggiare con le distribuzioni commerciali sul mercato desktop.

In seno alla sua giovane società Progeny, attraverso cui fornisce soluzioni aziendali basate su Linux, Murdock e il suo team di programmatori hanno effettuato il porting verso Debian del tool d'installazione di Red Hat, Anaconda, e si sono detti al lavoro sullo sviluppo una versione di APT, il programma che in Debian gestisce e installa i pacchetti software, compatibile con il formato RPM creato da Red Hat e adottato da altre distribuzioni, fra cui la Mandrake Linux.

Sebbene diverse varianti di Debian, fra cui quella sviluppata da Progeny, abbiano già proposto sostituti maggiormente user friendly al tool d'installazione a caratteri fornito con la distribuzione originale, fino ad oggi nessuno di questi è riuscito a guadagnarsi la fiducia della comunità di sviluppo di Debian né a imporsi sul mercato. Il porting di Anaconda offre ora l'opportunità a chi vuole distribuire Debian di creare procedure d'installazione grafiche e automatizzate avvalendosi di uno dei tool più facili e collaudati in circolazione.
Insieme ad Anaconda la comunità di sviluppatori di Progeny ha poi creato un software chiamato PickAx che, secondo quanto spiegato da Murdock, facilita la creazione di procedure d'installazione per Debian basate sul tool di Red Hat.

Per quel che riguarda il progetto APT, Murdock ha confermato la collaborazione con diversi sviluppatori per la realizzazione di un unico tool che sia in grado di gestire sia i pacchetti Debian (.deb) che RPM: l'obiettivo finale è quello di fare in modo che i due diversi formati possano finalmente "coesistere fianco a fianco".

"E' nostra speranza - ha aggiunto Murdock - che la versione distribution-independent di Anaconda e la versione distribution-independent di APT (più, eventualmente, un framework di configurazione distribution-independent) possano, insieme ad un più forte LSB, aiutare ad unificare ulteriormente le varie distribuzioni di Linux".

Murdock ha poi comunicato di aver cessato i progetti per lo sviluppo dei tool PGI, autoinstall, gnome-tasksel e python-parted in conseguenza del fatto che Anaconda offre già funzionalità simili. Alcuni di questi programmi, che hanno l'obiettivo di facilitare il processo d'installazione e configurazione, sono già stati adottati da altri sottoprogetti di Debian, primo fra tutti Debian Desktop: questa iniziativa, che ha l'obiettivo di portare Debian al di fuori della nicchia di sviluppatori e power user, potrebbe particolarmente avvantaggiarsi dal lavoro del team di Murdock.
88 Commenti alla Notizia L'Anaconda di Red Hat entra in Debian
Ordina
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)