Alfonso Maruccia

Intel, nuovo CEO per una nuova divisione aziendale

Il neo-incaricato amministratore delegato di Chipzilla apre una nuova divisione all'interno dell'azienda e pensa alla leadership nata dalle nuove tecnologie. Perché oltre il mobile c'è il futuro

Roma - Brian Krzanich ha appena preso il posto di Paul Otellini a capo di Intel e già pensa a come riorganizzare la corporation per le sfide che la attendono. La prima di queste riorganizzazioni comporterà la nascita di una nuova unità per i dispositivi, divisione guidata da un uomo di esperienza già attivo nel settore mobile.

A capo della divisione verrà infatti posto Mike Bell, precedentemente incaricato di guidare l'unità dei chip mobile di Intel e già operativo nella realizzazione di piattaforme mobile durante il suo impiego presso la oramai defunta Palm.

A Bell, ai suoi collaboratori e alla divisione dispositivi Krzanich affiderà il compito di "trasformare nuove tecnologie e innovazioni nei modelli di business in prodotti che formino e guidino il mercato". Al posto di Bell l'unità chip mobile verrà affidata a Hermann Eul, già co-leader della divisione accanto al collega.
Le sfide concrete che Mike Bell ha davanti a sé includono naturalmente il sempre trendy mercato mobile, dove Intel non può solo far valere la propria esperienza con l'architettura informatica più popolare (x86) ma può anche sfruttare la indiscussa forza delle sue fab nello sviluppo e la produzione di semiconduttori assolutamente all'avanguardia.

Alfonso Maruccia
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2 Commenti alla Notizia Intel, nuovo CEO per una nuova divisione aziendale
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  • a proposito di mercato mobile, dove Intel non può solo far valere la propria esperienza con l'architettura informatica più popolare (x86) ma può anche sfruttare la indiscussa forza delle sue fab nello sviluppo e la produzione di semiconduttori assolutamente all'avanguardia...

    Non vi accorgete che Intel sta raschiando il fondo del barile, proprio perchè la sua produzione di semiconduttori assolutamente di avanguardia sta "assolutamente" toccando il limite fisico, altro che legge di Moore cocciutamente perseguita: si stanno arrabattando sui 10 nanometri, stanno escogitando trucchi esasperati per scendere fino a 7 (oltre non si può, e mi figuro già i problemi di stabilità che incontrerebbero) ma non hanno idea di come fare, al punto che, in uno strano ed inopinabile momento di umiltà (il che è tutto dire da parte di I$), stanno pensando ad una pertnership di ricerca a livello mondiale con altrettanti players qualificati nel settore...

    Architettura X86 per il mobile? Ma davvero si può credere che sia la più adatta in questo settore? E davvero si può dire che l'esperienza di Intel conti qualcosa su un campo dove altri sono ben più smaliziati?
    E poi l'architettura X86, che se volete ammetterlo ha fatto il suo tempo, al 85% almeno vuol dire M$, ed M$ per autolesionistica politica vuol dire Win 8... fate voi che futuro si prospetta...
    E se poi, come opinabile, manco il favoloso win 8.1 (mi figuro quali meraviglie....) riesce a risollevare le sorti.... addio sogni di gloria su piattaforma X86, cara I$ e cara M$ (dove cara è inteso in senso economico, non certo affettivo).

    Mi dispiace solo che ha farne le spese sarà anche la povera AMD, che non riuscirà a godere del risultato dei suoi pur ammirevoli sforzi di avvicinamento alla super(pre)potente I$, visto come è anche lei legata al mondo X86, cui nulla è valso aver apportato la feature 64bit.

    In soldoni, possiamo solo sperare Noi, non M$, in invasioni Android o meglio Linux su X86...
    non+autenticato
  • > In soldoni, possiamo solo sperare Noi, non M$, in
    > invasioni Android o meglio Linux su
    > X86...

    La tua analisi è inoppugnabile, si evince chiaramente la tua enorme esperienza nello sviluppo di microprocessori e conoscenza del settore: se fossi nel CDA di Intel ti chiamerei per definire la strategia dei prossimi 5-10 anni.
    non+autenticato