Mauro Vecchio

Better Place, si spengono i motori elettrici

Avviate le pratiche per la liquidazione volontaria della startup israeliana, dopo la collaborazione con Renault per la costruzione di una rete di rifornimento per i veicoli elettrici

Roma - Tra le visioni aziendali più ambiziose, la rete di rifornimento per le auto elettriche di Better Place sarà solo un bel ricordo nella green economy. Guidati dal CEO Dan Cohen, i principali azionisti della startup israeliana hanno avviato le pratiche per una liquidazione volontaria, dopo aver attirato investimenti per 850 milioni di dollari e sfiorato una valutazione da 2,3 miliardi.

Troppo fiacco il volume complessivo di vendita dei modelli di Better Place, prezioso partner del gigante Renault per la costruzione di un network di stazioni di rifornimento per automobili elettriche. Un'idea semplice quanto ambiziosa: permettere ai guidatori di sostituire le batterie in esaurimento con nuove unità, in modo da viaggiare in piena tranquillità.

Sulle strade di Israele e Danimarca, le automobili di Better Place si contavano a poche centinaia, a dispetto delle 100mila unità previste dalla startup israeliana. Nei progetti del founder Shai Agassi, la rete di batterie sostituibili avrebbe dovuto espandersi prima in Australia, poi sui fiorenti mercati di Cina e Stati Uniti. A meno di cinque anni dalla partnership con Renault, la fine dei giochi con il fallimento finanziario.
Mentre la stessa Renault continuerà a fornire assistenza e copertura di garanzia ai possessori dei modelli già venduti, il progetto Better Place svanirà con l'annullamento della partnership siglata dal founder Agassi. In un comunicato diramato dal Consiglio d'Amministrazione di Better Place, la lotta per le auto senza carburante tradizionale continuerà, anche se la proposta della startup israeliana non ha trovato il favore della clientela di massa.

Mauro Vecchio
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22 Commenti alla Notizia Better Place, si spengono i motori elettrici
Ordina
  • L'idea dei pacchi di batterie intercambiabili era buona, ma macchinosa.
    Visto che i costi delle stazioni di ricarica stanno scendendo notevolmente si puó risolvere il problema cambiando completamente l'approccio.

    Le stazioni di ricarica non hanno gli stessi problemi di sicurezza dei distibutori di benzina, si possono piazzare dovunque.
    Dovrebbero metterle nei parcheggi di supermercati e centri commerciali.
    Dovrebbero metterle nei parcheggi degli uffici, anche quelle a bassa potenza, tanto in ufficio ci si sta per delle ore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno

    > Le stazioni di ricarica non hanno gli stessi
    > problemi di sicurezza dei distibutori di benzina,
    > si possono piazzare dovunque.
    >
    > Dovrebbero metterle nei parcheggi di supermercati
    > e centri
    > commerciali.

    Ci sono già:

    http://www.alvolante.it/news/iper_monza_auto_elett...

    Il problema è che la gente non acquista auto elettriche nemmeno così. E pian piano falliranno anche questi tentativi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Glauco Polmonari
    > - Scritto da: qualcuno
    >
    > > Le stazioni di ricarica non hanno gli stessi
    > > problemi di sicurezza dei distibutori di
    > benzina,
    > > si possono piazzare dovunque.
    > >
    > > Dovrebbero metterle nei parcheggi di
    > supermercati
    > > e centri
    > > commerciali.
    >
    > Ci sono già:
    >
    > http://www.alvolante.it/news/iper_monza_auto_elett
    >
    > Il problema è che la gente non acquista auto
    > elettriche nemmeno così. E pian piano falliranno
    > anche questi tentativi.

    Sei un po' troppo ansioso di vederli fallire. Dagli tempo. Il numero di colonnine disponibili per ora é ridicolo, ci vuole tempo per mettere su l'infrastruttura.
    Quanto alle vendite i prezzi scenderanno quando le nove fabbriche di batterie inizieranno a funzionare e la produzione di auto aumenterá i volumi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno


    > Dagli tempo. Il numero di colonnine disponibili
    > per ora é ridicolo, ci vuole tempo per mettere su
    > l'infrastruttura.

    Quanto tempo, di grazia?
    "Signor idraulico, grazie del lavoro, ma ci vuole tempo perché la paghi, devo mettere su l'infrastruttura".


    > Quanto alle vendite i prezzi scenderanno quando
    > le nove fabbriche di batterie inizieranno a
    > funzionare e la produzione di auto aumenterá
    > i
    > volumi.

    E quando avverrà? Una stima?
    Perché qui è una gara contro il tempo: a fallire per assoluta mancanza di liquidità e di nuovi investitori bastano pochi mesi. Una diffusione delle auto elettriche come la descrivi tu richiede decenni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Glauco Polmonari
    > - Scritto da: qualcuno

    > > Le stazioni di ricarica non hanno
    > > gli stessi problemi di sicurezza dei
    > > distibutori di benzina, si possono
    > > piazzare dovunque.
    > > Dovrebbero metterle nei parcheggi
    > > di supermercati e centri commerciali.

    > Ci sono già:

    > http://www.alvolante.it/news/iper_monza_auto_elett

    > Il problema è che la gente non acquista
    > auto elettriche nemmeno così. E pian
    > piano falliranno anche questi tentativi.

    Ma l'hai letto l'articolo ???
    Che auto elettriche dovrebbe acquistare "la gente" se non ce ne sono di compatibili con queste colonnine ?
    krane
    22544
  • c'è solo un posto dove deve stare la colonnina di rifornimento perchè queste macchine abbiano successo: il garage di casa!
    non+autenticato
  • Ah, quindi tu prevedi un'utenza che si limita a viaggi di 30 km al massimo, 60 andata e ritorno, rispetto all'abitazione. Sarà un successone.
    E chi abita in un condominio senza garage?
    non+autenticato
  • La Renault vende un auto del cappero, senza batteria ad un prezzo allucinante ed ingiustificato.
    La batteria puoi solo noleggiarla...
    Ma credeteci, le vogliono vendere...
    è tutta colpa della massa!
    (che segue le strategie imposte dalle lobby)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Kes
    > La Renault vende un auto del cappero, senza
    > batteria ad un prezzo allucinante ed
    > ingiustificato.
    > La batteria puoi solo noleggiarla...
    > Ma credeteci, le vogliono vendere...
    > è tutta colpa della massa!
    > (che segue le strategie imposte dalle lobby)
    Deluso

    Come se ci fosse una lobby piú forte di quella dei petrolieri.

    Per capire dove sono le lobby devi guardare dove sono i soldi, non i proclami complottisti.

    Ha i presente quanto é il fatturato annuale di societá come exxonMobil?

    Poi c'é la lobby di societá come la Fiat che non vogliono investire per creare nuovi modelli. Convinciamo tutti che i calessi sono stupendi.
    non+autenticato
  • Pazienza se il modello di economia verde basato sulle stazioni di rifornimento elettriche è fallito.
    C'e l'eolico che funziona senza vento:
    http://punto-informatico.it/3600983/PI/News/eolico...

    C'è l'e-cat:
    http://punto-informatico.it/3805661/PI/News/e-cat-...

    C'è il collettore a specchio favoloso:
    http://punto-informatico.it/3773920/PI/News/ibm-so...


    E quando non c'è più spazio sul pianeta Terra si va tutti su Marte, a bere acqua marziana:
    http://punto-informatico.it/3808900/PI/News/era-ac...
    non+autenticato
  • E ovvio che se vuoi innovare devi rischiare.
    La maggior parte dei progetti innovativi sono destinati al fallimento é sempre stato cosí. Ma alla fine l'innovazione va avanti.
    non+autenticato
  • Giusto. Agli imprenditori piace buttare milioni di euro fuori dalla finestra, come è accaduto qui con il progetto Better Place.
    Secondo questa fonte, sono stati investiti 850 milioni di dollari nel progetto:

    http://www.smh.com.au/business/carbon-economy/how-...

    Ma non importa. Adesso arriva Eolo, l'invenzione che farà suicidare tutti i CEO delle compagnie petrolifere e di carbone, con la sua aria compressa rivoluzionaria:

    http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/05/.../

    Lo dice Tata, quindi deve essere così per forza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Glauco Polmonari
    > Giusto. Agli imprenditori piace buttare milioni
    > di euro fuori dalla finestra, come è accaduto qui
    > con il progetto Better Place.
    >
    > Secondo questa fonte, sono stati investiti 850
    > milioni di dollari nel
    > progetto:
    >
    > http://www.smh.com.au/business/carbon-economy/how-

    Lo sai quante compagnie automobilistiche c'erano cent'anni fa, e quante sono sopravvissute fino ad ora?
    Eppure non puoi dire che l'automobile sia un prodotto fallimentare...

    > Ma non importa. Adesso arriva Eolo, l'invenzione
    > che farà suicidare tutti i CEO delle compagnie
    > petrolifere e di carbone, con la sua aria
    > compressa
    > rivoluzionaria:
    >
    > http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/05/
    >
    > Lo dice Tata, quindi deve essere così per forza.

    bufala vecchia come il cucco. Anche se può funzionare (male) tecnicamente, economicamente ed energeticamente è insostenibile.
    Come prestazioni e autonomie siamo ben lontani dalle auto elettriche con batterie al piombo, figuriamoci...
    Funz
    12975
  • Funz, ti pregherei di rispondere ai commenti in tempo utile, per non dover riparlare nel giugno 2013 del governo Tambroni. Grazie.


    > > Giusto. Agli imprenditori piace buttare
    > milioni
    > > di euro fuori dalla finestra, come è
    > accaduto
    > qui
    > > con il progetto Better Place.
    > >
    > > Secondo questa fonte, sono stati investiti
    > 850
    > > milioni di dollari nel
    > > progetto:
    > >
    > >
    > http://www.smh.com.au/business/carbon-economy/how-
    >
    > Lo sai quante compagnie automobilistiche c'erano
    > cent'anni fa, e quante sono sopravvissute fino ad
    > ora?

    Circa una su cento.
    Però, almeno, il trasporto a cavallo o con ingombrantissimi motori a vapore è del tutto scomparso. Significa che l'idea del motore a combustione interna era buona, il costo al kWh era inferiore rispetto sia ai cavalli, sia al carbone + acqua.
    Invece con le vane chiacchiere il costo al kWh non si riduce, no no.


    > Eppure non puoi dire che l'automobile sia un
    > prodotto
    > fallimentare...

    Assolutamente no. È il contrario. Da un'invenzione tutto sommato poco celebrata nel 1886 è nata un'intera industria.


    > > Ma non importa. Adesso arriva Eolo,
    > l'invenzione
    > > che farà suicidare tutti i CEO delle
    > compagnie
    > > petrolifere e di carbone, con la sua aria
    > > compressa
    > > rivoluzionaria:
    > >
    > >
    > http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/05/
    > >
    > > Lo dice Tata, quindi deve essere così per
    > forza.

    > bufala vecchia come il cucco.

    E infatti il commento era ironico. Occhiolino


    > Anche se può
    > funzionare (male) tecnicamente, economicamente ed
    > energeticamente è
    > insostenibile.
    > Come prestazioni e autonomie siamo ben lontani
    > dalle auto elettriche con batterie al piombo,
    > figuriamoci...

    E però di gente che ci crede e si immagina chissà quali macchinazioni per fermarne lo sviluppo ce n'è, ce n'è in abbondanza. Quando si parla di energie pulite, metà popolazione diventa come i clienti di Vanna Marchi. E a loro era dedicato il commento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Glauco Polmonari
    > Funz, ti pregherei di rispondere ai commenti in
    > tempo utile, per non dover riparlare nel giugno
    > 2013 del governo Tambroni.
    > Grazie.

    Non mi pare che l'argomento sia superato, e evidentemente tu sei in grado di recuperare la mia risposta. Quindi, dove sta il problema?

    > > > Giusto. Agli imprenditori piace buttare
    > > milioni
    > > > di euro fuori dalla finestra, come è
    > > accaduto
    > > qui
    > > > con il progetto Better Place.
    > > >
    > > > Secondo questa fonte, sono stati
    > investiti
    > > 850
    > > > milioni di dollari nel
    > > > progetto:
    > > >
    > > >
    > >
    > http://www.smh.com.au/business/carbon-economy/how-
    > >
    > > Lo sai quante compagnie automobilistiche
    > c'erano
    > > cent'anni fa, e quante sono sopravvissute
    > fino
    > ad
    > > ora?
    >
    > Circa una su cento.
    > Però, almeno, il trasporto a cavallo o con
    > ingombrantissimi motori a vapore è del tutto
    > scomparso. Significa che l'idea del motore a
    > combustione interna era buona, il costo al kWh
    > era inferiore rispetto sia ai cavalli, sia al
    > carbone +
    > acqua.
    > Invece con le vane chiacchiere il costo al kWh
    > non si riduce, no
    > no.

    Guarda che le prime auto erano costosissime rispetto a un calesse, comunque non è questo il punto.
    il settore dell'auto elettrica è ancora agli inizi, e una alta mortalità infantile è ovvia. Ma se non si parte con l'industrializzazione non si arriverà mai da nessuna parte, anche se agli inizi la convenienza economica non c'è rispetto alle vecchie soluzioni.
    Se aspettiamo che il declino del petrolio (che è in corso) faccia diventare l'auto a benzina cara come quella elettrica, allora saremo in guai grossi. Anzi, probabilmente lo siamo già, an

    > > Eppure non puoi dire che l'automobile sia un
    > > prodotto
    > > fallimentare...
    >
    > Assolutamente no. È il contrario. Da
    > un'invenzione tutto sommato poco celebrata nel
    > 1886 è nata un'intera
    > industria.

    Guarda cosa succede in USA, Giappone, Germania, eccetera. Tutti investono nell'auto elettrica, evidentemente perché ritengono che in futuro avrà un peso rilevante.
    Solo un'azienda (quasi ex-) italiana di quattro lettere, chissà perché, se ne sta alla finestra. Se ne pentirà, IMHO.

    > > > Ma non importa. Adesso arriva Eolo,
    > > l'invenzione
    > > > che farà suicidare tutti i CEO delle
    > > compagnie
    > > > petrolifere e di carbone, con la sua
    > aria
    > > > compressa
    > > > rivoluzionaria:
    > > >
    > > >
    > >
    > http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/05/
    > > >
    > > > Lo dice Tata, quindi deve essere così
    > per
    > > forza.
    >
    > > bufala vecchia come il cucco.
    >
    > E infatti il commento era ironico. Occhiolino
    >
    >
    > > Anche se può
    > > funzionare (male) tecnicamente,
    > economicamente
    > ed
    > > energeticamente è
    > > insostenibile.
    > > Come prestazioni e autonomie siamo ben
    > lontani
    > > dalle auto elettriche con batterie al piombo,
    > > figuriamoci...
    >
    > E però di gente che ci crede e si immagina chissà
    > quali macchinazioni per fermarne lo sviluppo ce
    > n'è, ce n'è in abbondanza. Quando si parla di
    > energie pulite, metà popolazione diventa come i
    > clienti di Vanna Marchi. E a loro era dedicato il
    > commento.

    ahimé, l'ignoranza tecnico-scientifica mista a fanatismo e vittimismo è imperanteTriste
    Funz
    12975
  • - Scritto da: Funz


    > Non mi pare che l'argomento sia superato, e
    > evidentemente tu sei in grado di recuperare la
    > mia risposta. Quindi, dove sta il
    > problema?

    L'arte di "essere sul pezzo", questa sconosciuta...
    Non so, a volte anche io vedo commenti a cui mi piacerebbe rispondere, ma guardo la data, e capisco che l'utente non ha né la voglia né probabilmente mai si accorgerà che ho risposto al suo commento, perché non usa il panel di PI. E quindi lascio perdere.Deluso




    > > Circa una su cento.
    > > Però, almeno, il trasporto a cavallo o con
    > > ingombrantissimi motori a vapore è del tutto
    > > scomparso. Significa che l'idea del motore a
    > > combustione interna era buona, il costo al
    > kWh
    > > era inferiore rispetto sia ai cavalli, sia al
    > > carbone +
    > > acqua.
    > > Invece con le vane chiacchiere il costo al
    > kWh
    > > non si riduce, no
    > > no.

    > Guarda che le prime auto erano costosissime
    > rispetto a un calesse, comunque non è questo il
    > punto.

    Lo erano. Ma avevano vantaggi inimmaginabili per un calesse (velocità e autonomia innanzitutto).
    Sta' certo che se le prime auto fossero andate più lente di un calesse, e avessero avuto meno autonomia, l'invenzione non si sarebbe mai imposta.


    > il settore dell'auto elettrica è ancora agli
    > inizi, e una alta mortalità infantile è ovvia. Ma
    > se non si parte con l'industrializzazione non si
    > arriverà mai da nessuna parte, anche se agli
    > inizi la convenienza economica non c'è rispetto
    > alle vecchie soluzioni.

    Questa frase è un po' contraddittoria. Se la convenienza economica non c'è, perché mai gli imprenditori dovrebbero investire? Si torna alla mia battuta iniziale: che a loro piace buttare i soldi dalla finestra... ma nelle fiabe, non nel nostro mondo. Sorride



    > Se aspettiamo che il declino del petrolio (che è
    > in corso) faccia diventare l'auto a benzina cara
    > come quella elettrica, allora saremo in guai
    > grossi. Anzi, probabilmente lo siamo già,
    > an

    Portavo ancora i pantaloncini corti, e sentivo già parlare dell'imminente esaurimento delle scorte di petrolio. Il primo articolo che ho recuperato su La stampa , tra l'altro a firma di Vittorio Zucconi, oggi direttore de la Repubblica web, è del 20 giugno 1973, a pagina 7. E credo che a cercare meglio ne troverei anche alcuni degli anni Sessanta.
    La mia ferma opinione? Nessuno a questo mondo sa a quanto ammontano le riserve di petrolio nel sottosuolo. Tutti bluffano, per i propri inconfessabili interessi (i petrolieri per mantenere le rendite, i verdi per edificare il loro Paese del latte e miele).


    > Guarda cosa succede in USA, Giappone, Germania,
    > eccetera. Tutti investono nell'auto elettrica,
    > evidentemente perché ritengono che in futuro avrà
    > un peso
    > rilevante.

    No, non tutti. La Volkswagen, la Volvo e la Hyundai hanno solo veicoli dimostrativi, nulla realmente in produzione in serie. E le marche cinesi, poco note in Europa ma gigantesche in patria, non hanno nemmeno quelle.
    Sai, negli anni Settanta destò un certo chiacchiericcio la circostanza che l'avvocato Agnelli, all'epoca presidente della Fiat, avesse acquistato due fabbriche di biciclette. Ti pare che la Fiat si sia data ai velocipedi, oggi? Ecco. Sorride




    > Solo un'azienda (quasi ex-) italiana di quattro
    > lettere, chissà perché, se ne sta alla finestra.
    > Se ne pentirà,
    > IMHO.

    Sono tante le fabbriche che stanno alla finestra.
    Non tutte hanno la necessità di sciacquare l'immagine dinanzi al popolo ecologista.


    > ahimé, l'ignoranza tecnico-scientifica mista a
    > fanatismo e vittimismo è imperante
    >Triste

    E quella incontrerai, fra i commentatori di PI. Non certo persone che sanno capire qual è il costo al kWh.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Glauco Polmonari
    > - Scritto da: Funz
    >

    > > Guarda che le prime auto erano costosissime
    > > rispetto a un calesse, comunque non è questo
    > il
    > > punto.
    >
    > Lo erano. Ma avevano vantaggi inimmaginabili per
    > un calesse (velocità e autonomia
    > innanzitutto).
    > Sta' certo che se le prime auto fossero andate
    > più lente di un calesse, e avessero avuto meno
    > autonomia, l'invenzione non si sarebbe mai
    > imposta.

    non è vero! Erano lente, rumorose, puzzolenti, col pilota esposto alle intemperie come e peggio di un calesse, e in più si guastavan e si foravano i pneumatici con una frequenza allucinante.
    Sul serio, all'inizio erano un giochino per ricconi.
    E molte erano elettriche, cosa che molti non sanno.

    > > il settore dell'auto elettrica è ancora agli
    > > inizi, e una alta mortalità infantile è
    > ovvia.
    > Ma
    > > se non si parte con l'industrializzazione
    > non
    > si
    > > arriverà mai da nessuna parte, anche se agli
    > > inizi la convenienza economica non c'è
    > rispetto
    > > alle vecchie soluzioni.
    >
    > Questa frase è un po' contraddittoria. Se la
    > convenienza economica non c'è, perché mai gli
    > imprenditori dovrebbero investire? Si torna alla
    > mia battuta iniziale: che a loro piace buttare i
    > soldi dalla finestra... ma nelle fiabe, non nel
    > nostro mondo.
    > Sorride

    infatti, se aspetti la convenienza non l'avrai mai, non è che capita da sola.
    Per questo sono necessari incentivi, all'inizio.

    >
    > > Se aspettiamo che il declino del petrolio
    > (che
    > è
    > > in corso) faccia diventare l'auto a benzina
    > cara
    > > come quella elettrica, allora saremo in guai
    > > grossi. Anzi, probabilmente lo siamo già,
    > > an
    >
    > Portavo ancora i pantaloncini corti, e sentivo
    > già parlare dell'imminente esaurimento delle
    > scorte di petrolio. Il primo articolo che ho
    > recuperato su La stampa ,
    > tra l'altro a firma di Vittorio Zucconi, oggi
    > direttore de la Repubblica web, è del 20 giugno
    > 1973, a pagina 7. E credo che a cercare meglio ne
    > troverei anche alcuni degli anni
    > Sessanta.

    se leggi "I limiti dello sviluppo" oggi, e non ti limiti ai luoghi comuni, ti rendi conto che le previsioni fatte quarant'anni fa si stanno avverando con una precisione sconvolgente. E il futuro che si prospetta è molto peggiore.

    > La mia ferma opinione? Nessuno a questo mondo sa
    > a quanto ammontano le riserve di petrolio nel
    > sottosuolo. Tutti bluffano, per i propri
    > inconfessabili interessi (i petrolieri per
    > mantenere le rendite, i verdi per edificare il
    > loro Paese del latte e
    > miele).

    basta guardare la produzione di greggio, che ha superato il picco nel 2005 a oggi sta crollando del 5-8% *all'anno*. Non sono io o i verdi a dirlo, è l'International Energy Agency. Il picco del petrolio l'abbiamo superato ed è ormai incontrovertibile.
    Stanno tamponando l'emorragia con gas e liquidi da fracking, dalle sabbie bituminose, da colture, da trivellazioni oceaniche profonde, da carbone liquefatto, da altre schifezze che oltre ai costi elevati e ai danni ambientali molto superiori al petrolio convenzionale, si stanno rivelando fuochi di paglia molto lontani dal poter sostituire la produzione mancante. Quando ce ne renderemo conto sarà tardi per fare qualunque cosa, e sarà tragica.

    Cerca di informarti un po', non limitarti all'informazione preconfezionata da chi ha interessi nelle fonti fossili.


    > > Guarda cosa succede in USA, Giappone,
    > Germania,
    > > eccetera. Tutti investono nell'auto
    > elettrica,
    > > evidentemente perché ritengono che in futuro
    > avrà
    > > un peso
    > > rilevante.
    >
    > No, non tutti. La Volkswagen, la Volvo e la
    > Hyundai hanno solo veicoli dimostrativi, nulla
    > realmente in produzione in serie. E le marche
    > cinesi, poco note in Europa ma gigantesche in
    > patria, non hanno nemmeno quelle.

    intanto hanno veicoli che possono entrare in produzione in qualsiasi momento. Fiat no.
    E guarda che i cinesi sono di gran lunga quelli più avanti nell'auto elettrica...

    > Sai, negli anni Settanta destò un certo
    > chiacchiericcio la circostanza che l'avvocato
    > Agnelli, all'epoca presidente della Fiat, avesse
    > acquistato due fabbriche di biciclette. Ti pare
    > che la Fiat si sia data ai velocipedi, oggi?
    > Ecco.
    > Sorride

    che c'entrano 'ste chiacchiere vecchie come il cucco?Sorpresa

    > > Solo un'azienda (quasi ex-) italiana di
    > quattro
    > > lettere, chissà perché, se ne sta alla
    > finestra.
    > > Se ne pentirà,
    > > IMHO.
    >
    > Sono tante le fabbriche che stanno alla finestra.
    > Non tutte hanno la necessità di sciacquare
    > l'immagine dinanzi al popolo
    > ecologista.

    non è una questione di immagine, ma di tenersi preparati.
    Quando partirà il mercato delle elettriche - speriamo non perché quello delle auto a petrolio è collassato! - Fiat - ammesso che esisterà ancora- sarà in grave ritardo.
    Funz
    12975
  • - Scritto da: Funz

    > non è vero! Erano lente, rumorose, puzzolenti,
    > col pilota esposto alle intemperie come e peggio
    > di un calesse, e in più si guastavan e si
    > foravano i pneumatici con una frequenza
    > allucinante.

    Alcuni dei difetti che elenchi erano reali; per la verità, "rumorose" e "puzzolenti" lo sono ancora oggi, ci si fa l'abitudine. Occhiolino
    Basta non dimenticare i difetti di cavalli e di diligenze di pari capienza. Oramai li usiamo, se li usiamo, solo per hobby, ma sarebbe un incubo tornare indietro e dover dipendere dai capricci dei cavalli per una gita fuori porta di una cinquantina di chilometri.


    > Sul serio, all'inizio erano un giochino per
    > ricconi.

    È possibile.
    Che da un certo anno in poi si vendettero più auto che calessi, è un fatto. Se poi la gente le comprasse come status symbol , non ha importanza. La tendenza non si è mai più invertita, la gente compra sempre più auto e sempre meno calessi.


    > E molte erano elettriche, cosa che molti non
    > sanno.

    Sì, all'inizio avevano prestazioni superiori a quelle del motore a scoppio. In ogni caso sempre auto erano, non erano cavalli.


    > infatti, se aspetti la convenienza non l'avrai
    > mai, non è che capita da
    > sola.
    > Per questo sono necessari incentivi, all'inizio.

    Gli incentivi li paghino gli ecologisti.
    Ce ne sono già abbastanza, per l'agricoltura, per la diffusione della stampa, per la cassa integrazione. Non aggiungiamo anche questo.
    Quali incentivi ebbero Karl Benz e Gottlieb Daimler per la loro fabbrica di auto?


    > > tra l'altro a firma di Vittorio Zucconi, oggi
    > > direttore de la Repubblica web, è del 20
    > giugno
    > > 1973, a pagina 7. E credo che a cercare
    > meglio
    > ne
    > > troverei anche alcuni degli anni
    > > Sessanta.

    > se leggi "I limiti dello sviluppo" oggi, e non ti
    > limiti ai luoghi comuni, ti rendi conto che le
    > previsioni fatte quarant'anni fa si stanno
    > avverando con una precisione sconvolgente.

    Ma figuriamoci! Fra le mille previsioni di 40 anni fa, hanno scelto quella che più assomigliava al presente, e ci hanno fatto un libro. Chi, oltre a me, va a leggersi tutte le altre, completamente sballate?

    L'articolo di Vittorio Zucconi citato parlava di un rapporto del MIT (oh, il MIT, eh? Mica pizza e fichi), e prevedeva l'esaurimento delle scorte nel 1980. Si ride per non piangere di questi menagramo, che qualcuno ancora ascolta.


    > E il
    > futuro che si prospetta è molto
    > peggiore.

    Si può fare come Fra Dolcino e accoliti: riunirsi tutti assieme in un anfratto il giorno della fine del mondo per esaurimento delle risorse, e gridare molte volte "penitenziagite".
    Personalmente per quel giorno ho un impegno, ma chi vuole organizzare manifestazioni del genere si accomodi.


    > basta guardare la produzione di greggio, che ha
    > superato il picco nel 2005 a oggi sta crollando
    > del 5-8% *all'anno*.

    Il famoso "picco del petrolio"! Come la data della fine del mondo secondo i testimoni di Geova, si sposta in avanti di anno in anno.
    Qualcuno dice che è già avvenuto: la fine del mondo, e anche il picco del petrolio: che a ben vedere, sono la stessa cosa.


    > Non sono io o i verdi a
    > dirlo, è l'International Energy Agency.

    Fonte?


    > Stanno tamponando l'emorragia con gas e liquidi
    > da fracking, dalle sabbie bituminose, da colture,
    > da trivellazioni oceaniche profonde, da carbone
    > liquefatto, da altre schifezze che oltre ai costi
    > elevati e ai danni ambientali molto superiori al
    > petrolio convenzionale, si stanno rivelando
    > fuochi di paglia molto lontani dal poter
    > sostituire la produzione mancante.

    Andremo tutto all'inferno perché anziché estrarre il petrolio dal sottosuolo lo ricaviamo dagli scisti bituminosi. È lo scotto da pagare per tenersi stretta la propria auto (e io la tengo stretta).


    > Quando ce ne
    > renderemo conto sarà tardi per fare qualunque
    > cosa, e sarà
    > tragica.

    Si possono prevenire gli effetti, ovviamente: ci si taglia le vene da subito: un consumatore di risorse naturali in meno.Deluso


    > Cerca di informarti un po', non limitarti
    > all'informazione preconfezionata da chi ha
    > interessi nelle fonti
    > fossili.

    Gli interessi ce li hanno solo quelli che parlano di fonti fossili.
    Invece chi parla di picco del petrolio e di catastrofe energetica di interessi non ne ha: lui lo fa per il bene dell'umanità.
    Crescerai anche tu un giorno, Funz, e capirai che non c'è nessuno diverso, non c'è nessuno che sorride quando ha perso (cit.).


    > > No, non tutti. La Volkswagen, la Volvo e la
    > > Hyundai hanno solo veicoli dimostrativi,
    > nulla
    > > realmente in produzione in serie. E le marche
    > > cinesi, poco note in Europa ma gigantesche in
    > > patria, non hanno nemmeno quelle.
    >
    > intanto hanno veicoli che possono entrare in
    > produzione in qualsiasi momento. Fiat
    > no.

    E già, ci vogliono 30 anni di studi per mettere un'auto elettrica sul mercato! Questa poi...
    Se e quando sarà conveniente, la Fiat svilupperà la sua auto elettrica, sarà in ritardo su alcuni concorrenti, ma non si fallisce per questo.
    In più Fiat elettriche già esistono:
    http://www.tomshw.it/cont/news/la-fiat-500e-elettr...


    > E guarda che i cinesi sono di gran lunga quelli
    > più avanti nell'auto
    > elettrica...

    In che senso avanti? Il 10 % del parco macchine in Cina è elettrico? Non ne ho mai sentito parlare.


    > che c'entrano 'ste chiacchiere vecchie come il
    > cucco?
    >Sorpresa

    C'entrano eccome. Di persone prive di senso critico che credono di vedere il futuro da una banale acquisizione di una fabbrica di biciclette da parte della FIAT pullula il mondo.
    E anche di persone che dal (modesto) investimento in veicoli elettrici di alcune fabbriche, non tutte, deduce la fine del mondo.


    > non è una questione di immagine, ma di tenersi
    > preparati.

    La Terra durerà altri 5 miliardi di anni, poi il Sole la renderà incandescente. Esistono piani per quel giorno?


    > Quando partirà il mercato delle elettriche -
    > speriamo non perché quello delle auto a petrolio
    > è collassato! - Fiat - ammesso che esisterà
    > ancora- sarà in grave
    > ritardo.

    No. Sarà in lieve ritardo, come molti altri costruttori.
    Tolto che alla FIAT da anni non interessa più essere leader di mercato, non è affatto vero che il mercato se lo prende chi arriva prima. I primi motori di ricerca erano What's New, Lycos e Altavista; diversi anni dopo è arrivato Google, e a loro sono rimaste le briciole. Sorride

    È la qualità del prodotto che fa la differenza, non gli anni complessivi in cui è stato in produzione.
    non+autenticato
  • Ultimo post, tanto è evidente che non accetti visioni del mondo diverse da quelle rassicuranti a cui sei abituato. Ti auguro un atterraggio morbido nella realtà...

    - Scritto da: Glauco Polmonari
    > > se leggi "I limiti dello sviluppo" oggi, e
    > non
    > ti
    > > limiti ai luoghi comuni, ti rendi conto che
    > le
    > > previsioni fatte quarant'anni fa si stanno
    > > avverando con una precisione sconvolgente.
    >
    > Ma figuriamoci! Fra le mille previsioni di 40
    > anni fa, hanno scelto quella che più assomigliava
    > al presente, e ci hanno fatto un libro. Chi,
    > oltre a me, va a leggersi tutte le altre,
    > completamente
    > sballate?

    ti sbagli di grosso. Non hai la minima idea di cosa stai parlando.
    Leggi il libro, la versione rivisitata recentemente dove confrontano le previsioni fatte negli anni '70 con la situazione attuale.
    Ti renderai conto di come ci hanno perso in giro per 40 anni, come sapevamo tutto già allora, e quanto ci costerà aver perso tutto questo tempoTriste
    Quel libro partiva da un (semplice) modello matematico che correlava risorse, consumi, crescita della popolazione e inquinamento, e estrapolava delle curve per il futuro. Curve che finora abbiamo seguito con precisione.

    > L'articolo di Vittorio Zucconi citato parlava di
    > un rapporto del MIT (oh, il MIT, eh? Mica pizza e
    > fichi), e prevedeva l'esaurimento delle scorte
    > nel 1980. Si ride per non piangere di questi
    > menagramo, che qualcuno ancora
    > ascolta.

    Il MIT può benissimo sbagliare. Io citavo altri. Ma sei sicuro che il MIT dicesse proprio quello, o è solo informazione distorta e falsata come quella che ha insabbiato i limiti dello sviluppo?
    Per esempio: non hanno mai detto "il petrolio finirà nel 2000", ma una cosa più complessa, ovvero che il petrolio avrebbe raggiunto il picco e iniziato il declino nella prima decade del nuovo secolo. Cosa che si è verificata puntualmente.
    La cosa che spaventa veramente è quello che il modello ci prospetta per il futuro.

    > > E il
    > > futuro che si prospetta è molto
    > > peggiore.
    >
    > Si può fare come Fra Dolcino e accoliti: riunirsi
    > tutti assieme in un anfratto il giorno della fine
    > del mondo per esaurimento delle risorse, e
    > gridare molte volte
    > "penitenziagite".
    > Personalmente per quel giorno ho un impegno, ma
    > chi vuole organizzare manifestazioni del genere
    > si
    > accomodi.

    oppure puoi mettere la testa sotto la sabbia, rifiutarti di vedere come stanno le cose, e accettare solo visioni rassicuranti del futuro.
    Tu hai capito perché c'è questa crisi, e perché non sta passando?


    >
    > > basta guardare la produzione di greggio, che
    > ha
    > > superato il picco nel 2005 a oggi sta
    > crollando
    > > del 5-8% *all'anno*.
    >
    > Il famoso "picco del petrolio"! Come la data
    > della fine del mondo secondo i testimoni di
    > Geova, si sposta in avanti di anno in
    > anno.

    Guarda che basta andare a vedere i dati storici di produzione. Basta saper leggere. Il picco è storia passata.

    > Qualcuno dice che è già avvenuto: la fine del
    > mondo, e anche il picco del petrolio: che a ben
    > vedere, sono la stessa cosa.

    qui ti do ragione, questo mondo se non finisce di sicuro sta cambiando radicalmente...

    > > Non sono io o i verdi a
    > > dirlo, è l'International Energy Agency.
    >
    > Fonte?

    (cavolo, sono passati già cinque anni!)
    http://qualenergia.it/node/7137

    per qualcosa di più recente:
    http://www.qualenergia.it/sites/default/files/arti...

    Buona lettura

    > > Stanno tamponando l'emorragia con gas e
    > liquidi
    > > da fracking, dalle sabbie bituminose, da
    > colture,
    > > da trivellazioni oceaniche profonde, da
    > carbone
    > > liquefatto, da altre schifezze che oltre ai
    > costi
    > > elevati e ai danni ambientali molto
    > superiori
    > al
    > > petrolio convenzionale, si stanno rivelando
    > > fuochi di paglia molto lontani dal poter
    > > sostituire la produzione mancante.
    >
    > Andremo tutto all'inferno perché anziché estrarre
    > il petrolio dal sottosuolo lo ricaviamo dagli
    > scisti bituminosi. È lo scotto da pagare per
    > tenersi stretta la propria auto (e io la tengo
    > stretta).

    leggi il summaruy linkato sopra, e poi mi dici.
    Tieniti la tua auto, almeno finché potrai permetterti di farla camminare...

    > Si possono prevenire gli effetti, ovviamente: ci
    > si taglia le vene da subito: un consumatore di
    > risorse naturali in meno.
    >Deluso

    inizia tuCon la lingua fuori

    > > Cerca di informarti un po', non limitarti
    > > all'informazione preconfezionata da chi ha
    > > interessi nelle fonti
    > > fossili.
    >
    > Gli interessi ce li hanno solo quelli che parlano
    > di fonti
    > fossili.
    > Invece chi parla di picco del petrolio e di
    > catastrofe energetica di interessi non ne ha: lui
    > lo fa per il bene
    > dell'umanità.

    che interessi dovrebbe avere uno che mette in guardia? Se l'economia va a catafascio e il clima idem, ne saremo danneggiati tutti. Cose che stanno avvenendo sotto i nostri occhi.

    > Crescerai anche tu un giorno, Funz, e capirai che
    > non c'è nessuno diverso, non c'è nessuno che
    > sorride quando ha perso
    > (cit.).

    Annoiato
    informati e parla con un minimo di cognizione, invece di fare battutine.

    > E già, ci vogliono 30 anni di studi per mettere
    > un'auto elettrica sul mercato! Questa
    > poi...
    > Se e quando sarà conveniente, la Fiat svilupperà
    > la sua auto elettrica, sarà in ritardo su alcuni
    > concorrenti, ma non si fallisce per
    > questo.
    > In più Fiat elettriche già esistono:
    > http://www.tomshw.it/cont/news/la-fiat-500e-elettr

    buon per loro. Ma quando partiranno, il mercato ce l'avranno già saldamente in mano altri.

    > > E guarda che i cinesi sono di gran lunga
    > quelli
    > > più avanti nell'auto
    > > elettrica...
    >
    > In che senso avanti? Il 10 % del parco macchine
    > in Cina è elettrico? Non ne ho mai sentito
    > parlare.

    no, ma aziende come BYD hanno investito pesantemente, e il governo ha stanziato grossi incentivi per arrivare a mezzo milione di auto circolanti nel 2015 e 5 milioni nel 2020. Staremo a vedere se ci riusciranno, di sicuro la volontà politica non manca come da noi...

    > E anche di persone che dal (modesto) investimento
    > in veicoli elettrici di alcune fabbriche, non
    > tutte, deduce la fine del
    > mondo.

    guarda che hai capito la cosa tutta al contrario. Se la fine dell'epoca del petrolio finisce, sarà indipendentemente dall'avvento o meno
    delle auto elettriche.

    > > non è una questione di immagine, ma di
    > tenersi
    > > preparati.
    >
    > La Terra durerà altri 5 miliardi di anni, poi il
    > Sole la renderà incandescente. Esistono piani per
    > quel
    > giorno?

    che senso dovrebbe avere questa frase? Chi se ne sbatte della terra tra 5 miliardi di anni? A me interessa quello che succederà nel corso della mia vita e di quella dei miei figli.
    Funz
    12975
  • Concludo, perché i tuoi interventi a cadenza settimanale fanno addormentare. Basti l'ultima frase:

    "> La Terra durerà altri 5 miliardi di anni, poi il
    > Sole la renderà incandescente. Esistono piani per
    > quel
    > giorno?

    >che senso dovrebbe avere questa frase? Chi se ne
    >sbatte della terra tra 5 miliardi di anni? A me
    >interessa quello che succederà nel corso della mia vita
    >e di quella dei miei figli.

    Tu parti dal presupposto che tutti abbiano figli e che tutti abbiano davanti a sé altri 70 anni di vita. Per quanto mi riguarda non è valida la prima affermazione, e sulla seconda, a meno di miracoli della medicina...
    E come me esistono milioni di altri individui.
    Quindi se vuoi farti il sangue amaro per la fine del petrolio sulla Terra, bene. Tu almeno hai una scusa. Io che questa scusa non ce l'ho, posso guardare la fine della Terra fra cinque miliardi di anni e la fine del petrolio, una fine di cui si parla da 45 anni, con lo stesso olimpionico distacco. Va da sé che le due questioni non sono in cima alle mie preoccupazioni, preferisco occuparmi della teoria delle glottali. Come dire, ha molta più attinenza con la mia realtà quotodiana. Sorride
    non+autenticato