Mauro Vecchio

Di copyright e parodie in stile Gangnam

Quattro sindaci danesi sono finiti nel mirino di Universal Music per aver realizzato un video politico con la traccia originale del tormentone di PSY Gangnam Style. Chiesti oltre 30mila euro per evitare la denuncia

Roma - Con oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni su YouTube, il tormentone coreano Gangnam Style ha generato centinaia di filmati che riprendono le bizzarre movenze danzerecce della pop-star PSY in chiave parodistica. Dai Transformers a Eric Schmidt, in tantissimi hanno ripreso il ballo del k-pop, senza particolari patemi per la possibile violazione del copyright. Almeno fino alla clamorosa vicenda di quattro sindaci danesi che hanno incautamente deciso di avventurarsi nel ballo in stile Gangnam per fini politici.

I vertici della major Universal Music hanno infatti minacciato il gruppo di sindaci con il più classico degli ultimatum del diritto d'autore: pagare subito un totale di circa 32mila euro o rischiare un più dispendioso sentiero legale. Le autorità danesi sono dunque state accusate di aver inserito la traccia originale di Gangnam Style in un filmato caricato sul Tubo per attirare l'opinione pubblica sui problemi di business riscontrati da vari imprenditori locali.

Nella visione offerta dall'etichetta statunitense, i sindaci nordeuropei avrebbero beneficiato della hit di PSY per attirare consensi a livello politico, dunque al di fuori del territorio legale noto come fair use. Gli stessi politici danesi si sono subito appellati all'uso legittimo del brano a fini squisitamente parodistici, comunque non di natura commerciale. Diverso il parere di Universal, che ha chiesto il pagamento dei diritti per concedere la licenza d'uso del brano coreano.
Pronta la reazione dei sindaci locali, che hanno deciso di rimuovere la traccia audio dal video che è stato ricaricato su YouTube.


I legali danesi hanno però criticato le richieste di Universal Music, che pretende una cifra di molto superiore a quella generalmente prevista per l'utilizzo dei brani musicali all'interno di un film. La major a stelle e strisce ha denunciato quattro violazioni del copyright (tante quanto i sindaci) per l'inclusione di un solo brano in un solo video.

Mauro Vecchio
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