Mauro Vecchio

Glass, occhio non vede, Google non duole

Gli occhiali intelligenti di BiG non accetteranno quelle app legate a funzioni di riconoscimento facciale. E nemmeno le immagini troppo scollacciate

Roma - Dal profilo dedicato su Google+, il Progetto Glass ha annunciato che nessuna applicazione legata al software di riconoscimento facciale sarà autorizzata per lo sbarco tra le varie funzioni dei nuovi occhiali ad alta tecnologia. Nessun glassware in grado di individuare gli estranei di passaggio, a meno di adeguati strumenti per una forte protezione della privacy personale. E nemmeno la pornografia avrà vita facile.

Google ha aggiornato il pacchetto di policy per gli sviluppatori che vogliono legarsi all'ecosistema software del Progetto Glass. Tutte quelle applicazioni che sfruttano la videocamera o il microfono per rilasciare informazioni identitarie su tecniche di riconoscimento facciale o vocale verranno bandite perché non conformi alle attuali regole di BigG in materia di privacy.

In attesa di rispondere alle spinose domande inviate dal Congresso statunitense - una di queste riguarda proprio la possibile adozione di strumenti per il riconoscimento dei visi con gli occhiali intelligenti - Google si tutela con il congelamento di quelle feature che potrebbero creare più di una grana nei vari paesi del mondo. Le autorità australiane hanno già chiesto a BigG alcuni chiarimenti su possibili abusi come la registrazione non autorizzata dei volti.
Le condizioni sono cambiate anche per quanto riguarda i contenuti pruriginosi. A farne le spese, Tits&Glass, esplicita applicazione per condividere immagini scollacciate fra portatori di occhiali. MiKandi, lo sviluppatore dell'app, ha promesso di adeguarsi alle nuove regole.

Mauro Vecchio
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