Mauro Vecchio

Il ritorno di Napster, la radio di Apple

Lo storico marchio del file sharing torna in veste legale con un nuovo servizio di streaming in 14 paesi europei. Mentre Cupertino sembra pronta alla presentazione di iRadio

Il ritorno di Napster, la radio di AppleRoma - Dopo aver guidato la grande rivoluzione del file sharing nel mercato discografico globale, Napster nella sua seconda incarnazione è pronto a tornare in Europa con il suo servizio di streaming (legale) a sottoscrizione. Acquisito da Rhapsody agli inizi del 2012, lo storico marchio del P2P si muoverà dal fronte anglo-tedesco alla conquista di milioni di utenti nel Vecchio Continente, con un catalogo di oltre 20 milioni di brani.

Dalla Svezia alla Francia, dalla Spagna all'Italia. Il servizio di streaming controllato da Rhapsody sarà disponibile in un totale di 14 paesi europei, lanciando il guanto di sfida alle più popolari piattaforme degli abbonamenti per il consumo di musica in formato digitale. Gli utenti potranno usufruire di un periodo di prova (30 giorni) per ascoltare gratuitamente da computer, dispositivi mobile o impianti audio casalinghi.

Con la possibilità di archiviare playlist sulla nuvola e di ascoltare i brani preferiti anche in modalità offline, Napster costerà appena meno di 10 euro al mese. Una cifra perfettamente in linea con quelle richieste da competitor come Spotify e Rdio. Ma, in continuo fermento, il mercato musicale digitale dovrebbe presto abbracciare anche un nuovo protagonista vista l'imminente Worldwide Developers Conference (WWDC) organizzata da Apple.
Sarebbe infatti pronto allo sbarco statunitense l'atteso servizio iRadio, voluto dal nuovo corso di Apple con il benestare delle major. Stando alle ultime indiscrezioni riportate da CNET, l'azienda di Cupertino avrebbe già raggiunto un accordo di licenza con i vertici di Warner Music, in attesa del via libera da parte di Sony. Le modalità di consumo dovrebbero essere due, con una versione free supportata dalla pubblicità e una a pagamento senza interruzioni.

Dai primi vagiti di iRadio al grande risultato raggiunto da Deezer, con oltre 4 milioni di utenti paganti alla metà del 2013. Ancora lontano dai 6 milioni di abbonati di Spotify, il servizio di streaming deve ancora sbarcare negli Stati Uniti, mercato tra i più vasti e redditizi. Deezer ha un altro vantaggio competitivo: dopo aver lanciato la sua app per dispositivi Windows 8 ora ne ha una anche per la console Xbox 360.

Mauro Vecchio
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