Mauro Vecchio

Un videogioco allunga la vista

Il cervello dei gamer riuscirebbe a selezionare pi¨ attentamente le informazioni utili provenienti dalla realtÓ esterna. Lo sostiene uno studio statunitense

Roma - Nuova ricerca sui benefici cognitivo-sensoriali apportati dai videogiochi, da un campione di 125 soggetti adulti selezionati dal Visual Cognition Lab della statunitense Duke School of Medicine. Gli appassionati di videogame riuscirebbero a guardare il mondo in maniera differente, capaci di estrarre un numero maggiore di informazioni da una determinata realtà visiva.

Nel campione analizzato dall'ateneo a stelle e strisce, un mix equilibrato tra soggetti non-giocatori e veri e propri smanettoni da console. I ricercatori hanno predisposto un semplice esercizio di memoria visiva, con un gruppo circolare di lettere dell'alfabeto e la fugace apparizione di una freccia ad indicare con precisione un determinato carattere nel gruppo. I gamer del campione hanno così ottenuto punteggi decisamente più alti rispetto a quelli registrati tra i soggetti non interessati ai videogiochi. Merito di quei titoli noti come sparatutto in prima persona, dove gli utenti sono obbligati a ragionare in fretta partendo dall'analisi rapida del contesto di gioco.

Stando alle tendenze osservate dai ricercatori, la visione dei gamer avviene in maniera selettiva, ovvero concentrandosi su quelle informazioni utili per un determinato compito. Rispetto a quelli dei non-giocatori, i meccanismi visivi scartano più velocemente i dati superflui, ottenendo al contempo un bacino più ricco di informazioni di partenza. In sostanza, gli aficionados dei videogiochi sono maggiormente capaci di prendere decisioni corrette basandosi su un'occhiata all'ambiente circostante. (M.V.)
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