Sun e TI per i chippetti Java

Sun collaborerà con Texas Instruments per lo sviluppo di chip wireless destinati alla nuova generazione di telefoni cellulari Java compatibili. L'obiettivo è tagliare i costi di produzione e incrementare le prestazioni

Dallas (USA) - Texas Instruments si avvarrà della collaborazione di Sun per sviluppare una nuova generazione di processori mobile per le reti wireless 2,5G e 3G che, nelle intenzioni delle due aziende, ridurranno i costi e la complessità dei telefoni cellulari compatibili con Java.

In particolare, TI svilupperà nuove versioni dei suoi chipset TCS e dei suoi processori applicativi basati sulla piattaforma OMAP che integreranno versioni ottimizzate della tecnologia Java e una speciale implementazione del Mobile Information Device Profile 2.0 (MIDP 2.0).

I nuovi processori OMAP saranno in grado, secondo TI, di incrementare sensibilmente la velocità di esecuzione delle applicazioni Java e ridurre i consumi energetici.
Come Intel e altri grossi chipmaker del settore, anche TI sta accelerando lo sviluppo di system-on-a-chip che integrino, in un solo pezzo di silicio, tutte le principali funzionalità di un dispositivo mobile, come la gestione dell'energia, lo stack dei protocolli per le comunicazioni wireless (compresi Bluetooth e Wi-Fi), la gestione della banda radio base e della frequenza e il controllo per l'accesso alla memoria embedded.

Secondo gli esperti, i telefoni cellulari a un singolo chip sono più economici da produrre, più piccoli e con un'autonomia più lunga: tutti requisiti essenziali per la nuova generazione di terminali progettati per le reti 3G.

Verso la fine della scorsa primavera Sun ha stipulato una partnership con Intel per lo sviluppo di una versione ottimizzata della Java 2 Platform Micro Edition per i processori mobile XScale.
5 Commenti alla Notizia Sun e TI per i chippetti Java
Ordina
  • Non mi dispiacerebbe avere un processorino dedicato alle applicazioni Java montato sulla scheda madre, una Virtual Machine "non virtuale", per intenderci. Magari un po' più veloce di quelli dei telefonini, ma non tale da costare troppo.

    Avere un ambiente Java "embedded" nell'architettura avrebbe un bell'impatto positivo sulla portabilità, e richiederebbe uno sviluppo minimo dal lato del sistema operativo (senza contare che si potrebbero facilmente scrivere sistemi di boot (BIOS e loader vari) basati proprio su Java).

    Probabilmente ci sarebbero problemi di costo, sia a livello hardware, sia per eventuali licenze da pagare a Sun...

    Qualcuno ci aveva già pensato?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non mi dispiacerebbe avere un processorino
    > dedicato alle applicazioni Java montato
    > sulla scheda madre, una Virtual Machine "non
    > virtuale", per intenderci. Magari un po' più
    > veloce di quelli dei telefonini, ma non tale
    > da costare troppo.
    >
    > Avere un ambiente Java "embedded"
    > nell'architettura avrebbe un bell'impatto
    > positivo sulla portabilità, e richiederebbe
    > uno sviluppo minimo dal lato del sistema
    > operativo (senza contare che si potrebbero
    > facilmente scrivere sistemi di boot (BIOS e
    > loader vari) basati proprio su Java).
    >
    > Probabilmente ci sarebbero problemi di
    > costo, sia a livello hardware, sia per
    > eventuali licenze da pagare a Sun...

    Quindi, per risolvere il problema della portabilità mettiamo lo stesso javachip (e perché non un'Alpha ?) dentro tutti i PC. Facilissimo, no ? A bocca aperta

    Quella del boot java-based, poi, è degna di segnalazione a Mark Abrahams. Oh tempora, oh mores...
    non+autenticato
  • > Quindi, per risolvere il problema della
    > portabilità mettiamo lo stesso javachip (e
    > perché non un'Alpha ?) dentro tutti i PC.

    Almeno delle applicazioni Java. In teoria le cose dovrebbero già stare così, ma se ci hai fatto caso in pratica questo non è vero in molti casi.

    > Quella del boot java-based, poi, è degna di
    > segnalazione a Mark Abrahams. Oh tempora, oh
    > mores...

    Purtroppo non conosco Mr. Abrahams, e quindi non riesco a cogliere la tua ironia. E accidenti, continuo a pensare che strumenti di boot o di diagnosi dell'hardware più evoluti o con caratteristiche particolari, il cui sviluppo sarebbe aperto agli utenti, potrebbero effettivamente avere dei vantaggi.

    Rispetto il tuo scetticismo e leggerei volentieri le ragioni che ci stanno dietro, ma pazienza, va bene anche così.
    non+autenticato
  • io dico che nel mio p3 a 700 applicazioni java girano ad una lentezza paurosa, impastando il processore (perché la vm gira in priorità massima - grrrr) e causando non pochi casini.

    secondo me l'idea di un chip dedicato al java non è malaccio, aumenterebbe in molti casi il rendimento delle macchine dedite solo al web-surfing senza utilizzare cpu dispendiose.

    Il problema è che spero si affermi un linguaggio cross-platform un poino migliore di java (e non proprietario).
  • Hai presente gli AMD con le istruzioni 3DNow! "precaricate"? Penso che la svolta potrebbe essere qualcosa di simile con la tecnologia java.. Purtroppo però le piattaforme java sono in continua evoluzione.. E ciò che ora funzia bene con 1.4.2 non è assolutamente detto che funzi indietro e in avanti..
    opazz
    8666