Mauro Vecchio

Antitrust, dallo scorporo ai parassiti del web

Il presidente Pitruzzella plaude al piano di societarizzazione della rete di accesso di Telecom Italia. E solleva la questione degli Over The Top: parassiti dei vecchi editori?

Roma - Intervenuto alla Camera dei Deputati per la presentazione della relazione annuale sulle attività svolte dalla sua Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella ha accolto con grande favore le operazioni di scorporo della rete fissa varate alla fine dello scorso maggio dal CdA di Telecom Italia.

Il progetto di societarizzazione della rete di accesso da parte della telco tricolore andrebbe accolta "con grande interesse, anche per il valore che può avere in Europa in modo tale da garantire a tutti gli operatori del settore piena eguaglianza nei processi attraverso cui le domande di accesso alla rete di Telecom e degli operatori alternativi verranno trattate".

Gli stessi vertici di AGCM hanno promesso di seguire con particolare attenzione il piano inviato dal presidente di Telecom Italia Franco Bernabé all'attenzione di Angelo Cardani, attuale presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Pitruzzella ha sottolineato la sua incidenza "sul grande tema dello sviluppo della banda larga in Italia, che è di cruciale importanza anche ai fini della crescita economica".
Allo stesso tempo, il presidente di AGCM ha segnalato il perdurare della delicata questione del controllo della rete in rame e in fibra. "Com'è noto - ha spiegato Pitruzzella - dopo i processi di liberalizzazione nel settore delle comunicazioni elettroniche, l'incumbent Telecom ha mantenuto la proprietà e il controllo delle infrastrutture di rete". Il testo al vaglio di AGCOM si riferisce alla sola fase uno del progetto, ovvero alla separazione della rete di accesso (Opac) senza alcun cambio di proprietà.

Ribaditi dall'autorità antitrust del Belpaese, gli obblighi regolatori per garantire l'accesso alla rete - in posizione paritaria, ai vari operatori alternativi - "non hanno potuto impedire che l'incumbent abusasse della sua posizione, impedendo lo sviluppo di un mercato concorrenziale, in particolare nei settori della telefonia in rete fissa e del collegamento a Internet a banda larga". Tali pratiche hanno portato AGCM a stabilire una sanzione di 104 milioni di euro per abuso di posizione dominante.

Dallo scorporo della rete di Telecom Italia alla questione sollevata dal presidente di Mediaset Fedele Confalonieri contro le presunte rendite parassitarie acquisite dai cosiddetti OTT (Over The Top), che drenerebbero risorse dalla produzione di contenuti editoriali originali senza offrire remunerazione in cambio.

"Internet è certamente una grande opportunità di sviluppo che non possiamo perdere - ha spiegato Pitruzzella - Libertà non significa anarchia e assenza di regole. Anche se le caratteristiche di Internet portano a privilegiare una regolazione morbida, che non ostacoli i processi innovativi che quotidianamente vi si svolgono, in alcuni casi una regolazione appare necessaria, in particolare per la tutela dei diritti di autore degli editori che producono contenuti, e ne sopportano i relativi costi, ed i cui prodotti vengono utilizzati gratuitamente dagli Over The Top".

Mentre AGCM ha già inviato un'apposita segnalazione al Parlamento di Roma, lo stesso Confalonieri è tornato sulla sua crociata applaudendo il monito di Pitruzzella. Gli operatori del Web riuscirebbero a farla franca "richiamandosi alla direttiva europea sull'e-commerce, mentre noi che produciamo audiovisivo dobbiamo attenerci alla direttiva europea in materia. Di fatto, possono scorrazzare senza regole e vincoli mentre noi broadcaster ne abbiamo di ben precisi, dalla pubblicità alle quote, senza contare tutti i comportamenti in materia di tutela dei minori che siamo tenuti ad osservare mentre gli Over The Top possono mettere in rete praticamente di tutto".

Mauro Vecchio
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