Stampa 3D, la fusione dei giganti

Stampa 3D, la fusione dei giganti

Stratasys compra MakerBot per una cifra superiore ai 400 milioni di dollari. La giovane azienda di Brooklyn si occuperà del mercato consumer e desktop. Agirà in maniera indipendente, ma come sussidiaria
Stratasys compra MakerBot per una cifra superiore ai 400 milioni di dollari. La giovane azienda di Brooklyn si occuperà del mercato consumer e desktop. Agirà in maniera indipendente, ma come sussidiaria

Grandi movimenti tettonici tra le più estese placche aziendali nel settore della stampa tridimensionale: Stratasys ha ufficializzato l’acquisizione del rivale MakerBot per una cifra di poco superiore ai 400 milioni di dollari . La fusione tra le due società dovrà favorire una decisiva sterzata nel livello di adozione globale delle tecnologie per la stampa 3D, alimentando lo sviluppo congiunto di nuovi prototipi.

Fondata nel 2009, MakerBot ha finora venduto un totale di 22mila stampanti, in particolare dopo l’introduzione sul mercato del modello Replicator 2 . L’azienda di Brooklyn continuerà ad operare in maniera indipendente – ma come sussidiaria di Stratasys – occupandosi dello specifico segmento di mercato consumer & desktop , mentre Stratasys concentrerà i suoi sforzi di sviluppo e produzione nel settore dedicato alle imprese.

Stando ai dettagli dell’accordo , ai vertici di MakerBot andranno altri 201 milioni di dollari in base ai risultati finanziari ottenuti nel prossimo futuro . Con una capitalizzazione di mercato pari a 3,3 miliardi di dollari, Stratasys ha guadagnato il rispetto dell’intera industria con i suoi prodotti nel settore dell’ industrial printing . L’azienda di Brooklyn è diventata negli ultimi anni uno dei frutti più succosi dell’innovazione high-tech.

Sulla copertina di Wired nel settembre 2012, il CEO di MakerBot Bre Pettis si era assicurato una robusta iniezione di capitali – 10 milioni di dollari – dal gruppo di investitori statunitensi capitanato dal CEO di Amazon Jeff Bezos. Il fatturato complessivo dell’azienda newyorchese si era assestato sugli 11,5 milioni di dollari nel primo trimestre di quest’anno , mentre a tutto il 2012 aveva sfiorato il tetto dei 16 milioni.

Mauro Vecchio

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Pubblicato il
20 giu 2013
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