Alfonso Maruccia

Stampa 3D per microbatterie

Ricercatori statunitensi realizzano una batteria microscopica agli ioni di litio con la stampa tridimensionale, un prototipo con caratteristiche simili a quelle attualmente presenti sul mercato

Roma - La stampa 3D non è soltanto polemiche e armi fatte in casa, e dall'Università di Harvard - in partnership con l'Università dell'Illinois - arriva la conferma delle notevoli potenzialità della nuova tecnologia nel campo degli accumulatori energetici microscopici.

I ricercatori hanno infatti realizzato una batteria-prototipo non più grande di un granello di sabbia, con una forma a pettine e composta da strati sovrapposti di una pasta composta di ossido metallico di litio. Una volta "posata" dal microscopico ugello (0,3 millimetri) della stampante 3D, la pasta si solidifica in fretta e al primo pettine viene intrecciata una seconda posa.


I due pettini funzionano da elettrodi, e il setup si completa con l'immersione del dispositivo in un piccolo contenitore pieno di una soluzione elettrolitica. Il risultato, sostengono i ricercatori, è una batteria di dimensioni estremamente ridotte ma che ha le stesse performance delle batterie commerciali in quanto a livelli di carica, ciclo vitale e densità energetica accumulabile.
Nel valutare i possibili scenari applicativi del loro ritrovato, gli scienziati statunitensi parlano di insetti micro-robotici dotati di fonti di energia autonome e di micro-computer in formato capsula sguinzagliati a fini diagnostici o terapeutici nel corpo di un paziente.

Alfonso Maruccia
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